Parità dei sessi in medicina: i passi fatti finora e i cambiamenti in arrivo

di Maria Rosa De Marchi

L’editoriale di Lancet pubblicato pochi giorni fa ha fatto il punto sulla situazione riguardo alla parità dei sessi in ambito medico. Diverse iniziative che riguardano la gender equality in medicina, infatti, hanno visto la luce e proseguono nel corso del 2019. 

Parità di genere non solo negli ambienti aziendali, ma anche in quelli del settore sanitario

L’uguaglianza di genere può avere conseguenze positive in vari settori, tra cui quello bancario e finanziario. Un report del 2017 della banca Morgan Stanley concludeva che “una maggiore diversità di genere, in modo particolare negli ambienti corporate, non può che giovare all’azienda in termini di produttività, innovazione e miglioramento delle capacità decisionali”.

Il campo della medicina, sostiene The Lancet, non è molto diverso, anche se ci sono molti più fattori da tenere in considerazione. Alle forti motivazioni etiche che spingono verso la parità dei sessi, si accostano anche risultati di studi che evidenziano come il genere possa essere una variabile in grado di avere una influenza sugli outcome dei pazienti. Inoltre, molti di loro hanno preferenze specifiche sul genere del medico da cui preferiscono ricevere le cure e questo potrebbe condizionare gli esiti di cura.

In un recente articolo apparso su Gastrointestinal Endoscopy, prosegue Lancet, si è parlato della mancanza di comunicazione tra informatori scientifici e medici donne. Secondo lo studio, la scarsa interazione può significare che gli strumenti di lavoro non sono sempre adatti a essere utilizzati dalle mani delle donne, relativamente più piccole rispetto a quelle degli uomini. Questo a lungo andare può determinare problemi muscolo-scheletrici.

Le iniziative del 2019 per promuovere la gender equality

Le iniziative più significative includono la pubblicazione di un editoriale completamente dedicato alle donne che si sono distinte nei campi della scienza, della medicina e della sanità, assieme al lancio dell’iniziativa Time’s Up Healthcare, con l’obiettivo di supportare i professionisti del settore sanitario sui temi delle molestie e della diseguaglianza tra i sessi sul luogo di lavoro. Allo stesso tempo, l’American College of Gastroenterology ha lanciato la campagna social #DiversityinGI per promuovere iniziative di inclusione nella gastroenterologia.

Non solo queste le iniziative sul tema: l’Università del Michigan ha condotto una indagine interna per comprendere meglio il fenomeno delle molestie sul luogo di lavoro, dandogli il nome #MedToo. Un sondaggio online della durata di circa 20 minuti ha coinvolto 705 professionisti del settore sanitario che hanno lavorato alla Medical School dell’Università del Michigan per almeno un anno. Di questi, l’82,5% delle donne e il 65,1% degli uomini ha riportato almeno un episodio di molestia avvenuto nell’anno precedente; il 64,4% delle donne e il 44,1% degli uomini hanno riferito di aver subito un episodio di molestia da parte di pazienti o famiglie dei pazienti.  

È possibile leggere l’editoriale di Lancet cliccando su questo link. Le cause alla base della diseguaglianza di genere in medicina sono numerose e si interconnettono in modo complesso con la struttura della società. I passi avanti fatti, seppur piccoli e graduali, non possono che anticipare un futuro promettente.