Pianificazione familiare: valutazione statistica di due iniziative

di Maria Rosa De Marchi

Un articolo da poco apparso su BMJ Open, a firma di un team di professionisti della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health di Baltimora (U.S.A.), prova a fare il punto su due iniziative di pianificazione familiare proposte a livello mondiale.

Due iniziative ambiziose: FP2020 e USAID-75

Negli ultimi anni sono state lanciate due iniziative di pianificazione familiare. Il Summit di Londra sulla pianificazione familiare del luglio 2012 (FP2020) fu promosso dal Dipartimento di Sviluppo Internazionale del Regno Unito (United Kingdom’s Department for International Development, DFID) e la Fondazione Bill e Melinda Gates. Durante il Summit venne proposto come obiettivo quello di far sì che dal 2012 al 2020 almeno 120 milioni di donne nei 69 Paesi più poveri iniziassero a fare uso contraccettivi. La seconda iniziativa, promossa dall’Agenzia per lo Sviluppo Internazionale degli Stati Uniti (United States Agency for International Development, USAID) propose, entro il 2030, di rendere disponibili contraccettivi per la pianificazione familiare in misura tale da soddisfare almeno il 75% della domanda. La percentuale di soddisfazione della domanda è indicata come la porzione di donne che utilizzano metodi moderni di contraccezione diviso per la domanda totale di strumenti di pianificazione familiare. La domanda totale di strumenti di pianificazione a sua volta è stata definita nel progetto come la somma della percentuale di donne di età compresa tra i 15 e i 49 anni che usano contraccettivi con la percentuale di donne con bisogni non soddisfatti (cioè che non vogliono avere figli o vogliono posticipare la gravidanza).

La recente valutazione dell’iniziativa del FP2020 ha mostrato che ci sono stati progressi dal 2012, ma in linea generale l’obiettivo è lontano dall’essere raggiunto.

Per analizzare in modo quantitativo gli esiti delle due iniziative e la loro eventuale convergenza, sono stati sottoposti ad una analisi statistica per poter valutare in modo scientifico la loro efficacia. L’analisi è stata effettuata utilizzando modelli a effetti fissi: secondo le proiezioni ottenute dagli scienziati, l’iniziativa volta a soddisfare il 75% della domanda di contraccettivi raggiungerà 82 milioni di nuove utilizzatrici nel 2020 e 120 milioni all’inizio del 2023. In base agli obiettivi del FP2020, 9 dei 41 Paesi raggiungeranno l’obiettivo del 75% entro il 2020 e altri 8 entro il 2030.

Le due iniziative: obiettivi molto ambiziosi che vanno nella stessa direzione

Ambiziosi gli obiettivi di entrambe le iniziative, soprattutto considerando alcune premesse. Secondo gli autori dello studio, la pianificazione familiare, se paragonata ad altre iniziative della sanità pubblica, mostra complessità sotto diversi aspetti. Per prima cosa, è un argomento che porta con sé più controversie rispetto ad altri, date da fattori culturali, religiosi e politici. Gli stessi sostenitori della pianificazione familiare non fanno fronte comune sulle motivazioni a favore: alcuni enfatizzano le problematiche di ecologia, specialmente sugli effetti del calo della fertilità sulla struttura della popolazione, sull’ecosistema e sull’economia. Altri mettono in primo piano le problematiche relative ai diritti umani, promuovendo il controllo delle donne sulle loro capacità riproduttive.

Inoltre, dato l’obiettivo, un elemento chiave è ottenere supporto e coordinamento da parte di molti stakeholders a livello politico e sociale. Questo appare fondamentale per formulare proposte efficaci per quanto riguarda le politiche sanitarie: si è dimostrato possibile in molti stati, ma si dovrà realizzare in molti Paesi dell’Africa sub-Sahariana.