Impazzire di dottorato di ricerca

di Luca Mario Nejrotti

La salute mentale dei dottorandi di ricerca richiede urgentemente attenzione. L’ansia e la depressione negli studenti laureati sta peggiorando. La salute mentale della prossima generazione di ricercatori ha bisogno di un cambiamento organico nella cultura stessa della ricerca.

Report biennale.

I dati del nuovo report biennale di Nature, sui dottorati di ricerca, conferma l’inasprimento della tendenza che avevamo notato già nel 2017 (vedi): se da un lato la maggioranza degli studenti, pur in lieve calo (vedi), continua a essere sostanzialmente soddisfatta del proprio percorso di ricerca, più di un terzo degli intervistati dell’ultimo sondaggio di 6.300 studenti universitari di tutto il mondo, è preoccupato per l’ansia o la depressione legate al proprio dottorato (vedi). Due anni fa si parlava di un quarto dei 5700 intervistati.

Problemi diversi.

Ansia e depressione sono sicuramente collegati alla pressione a cui sono sottoposti gli studenti, ma sono stati anche riportati frequenti casi di bullismo, molestie o discriminazioni.

I problemi maggiormente segnalati riguardano le prospettive di lavoro (problema che se vogliamo i ricercatori condividono con chiunque della loro generazione) e la difficoltà a mantenere un equilibrio tra lavoro e vita privata. Quest’ultimo aspetto si collega anche al fatto che la maggior parte dei dottorandi non ha mezzi di sostentamento accademici e deve quindi aggiungere al carico di lavoro già imponente della ricerca, uno o più lavori part time per mantenersi, oppure deve richiedere un prestito d’onore senza la certezza di arrivare un giorno a guadagnare abbastanza per estinguerlo.

Ormai, soprattutto in ambito anglosassone molti istituti cercano di correre ai ripari fornendo supporto psicologico ai propri studenti, ma per il momento non sembra abbastanza: un quarto degli intervistati ha affermato che la propria istituzione aveva fornito sostegno, mentre un terzo ha dichiarato di aver dovuto cercare altrove.

Anche i sistemi di valutazione dell’impatto che le ricerche personali hanno sul mondo accademico contribuiscono ad aumentare il clima di tensione, perché da esso dipendono finanziamenti e riconoscimenti, oltre alle prospettive di carriera in università.

Disillusione.

Infine, la maggior parte degli studenti intraprende un dottorato di ricerca come base per una carriera accademica. Scelgono tali carriere in cerca di libertà e autonomia nei percorsi di ricerca.

Tuttavia, possono sorgere problemi quando l’autonomia in tali questioni viene ridotta o rimossa, il che è ciò che accade quando gli obiettivi di finanziamento, impatto e pubblicazioni diventano parte dei sistemi di monitoraggio e valutazione formali delle università.

Inoltre, quando il supervisore di uno studente è anche il giudice del suo successo o fallimento, non sorprende che molti studenti non si sentano in grado di aprirsi con lui su vulnerabilità o problemi di salute mentale.

La soluzione a questa crisi emergente non sta solo nelle istituzioni e nel loro maggiore impegno nel fornire sostegno alla salute mentale all’interno del campus e maggiore formazione per i supervisori. Sarebbe anche necessario riconoscere che il mancato benessere mentale è, almeno in parte, una conseguenza di un’attenzione eccessiva alla misurazione delle prestazioni – qualcosa di cui tutti i finanziatori, le istituzioni accademiche, le riviste e gli editori devono assumersi la responsabilità.

Molto è stato scritto su come revisionare il sistema e trovare un modo migliore per definire il successo della ricerca accademica, inclusa la promozione e la valorizzazione delle molte carriere non accademiche aperte ai ricercatori.

Al momento, di fatto, il sistema sta facendo ammalare i giovani che quindi devono essere aiutati.

La comunità di ricerca deve proteggere, fortificare e responsabilizzare la prossima generazione di ricercatori. Senza un cambiamento sistemico nella cultura della ricerca, si perderanno.

Fonti.

https://www.nature.com/articles/d41586-019-03489-1

https://www.nature.com/articles/d41586-019-03459-7

http://www.torinomedica.org/torinomedica/?p=17757