RM

La risonanza magnetica può salvare la vita dalle aritmie ventricolari maligne

di Luca Mario Nejrotti

Un recente studio mostra come la risonanza magnetica sia efficace nel 45% dei casi nel diagnosticare le aritmie ventricolari maligne, causa della morte improvvisa.

Morte improvvisa.

Le aritmie ventricolari maligne possono portare alla morte improvvisa anche giovani adulti.

Un recente studio (vedi) del Centro Cardiologico Monzino, IRCCS di Milano, costituisce una conferma del ruolo importante dell’RM nella diagnosi precoce delle cardiopatie alla base di aritmie ventricolari responsabili di morte improvvisa.

Le aritmie ventricolari maligne sono la causa di circa la metà delle morti cardiache improvvise, soprattutto nei giovani.

Solo la diagnosi precoce della malattia che causa tali aritmie permette di intervenire prima che le alterazioni del ritmo cardiaco diventino fatali. Per identificare la cardiopatia che generalmente sta alla base di queste aritmie, l’esame di riferimento è l’ecocardiografia, che però non sempre riesce a rilevare indizi patologici, anche in pazienti con aritmie significative accertate dal punto di vista elettrofisiologico.

Un nuovo approccio.

I ricercatori hanno preso in esame 946 soggetti con aritmie gravi, per i quali l’ecografia non evidenziava esiti patologici, per valutare se la risonanza magnetica fosse in grado di identificare una cardiopatia.

La risonanza ha diagnosticato una cardiopatia strutturale nel 25,5% dei casi e in un altro 19,7% ha comunque identificato anomalie in termini di volume cardiaco, funzione e cinetica della parete.

La miocardite è risultata la patologia più frequente, seguita dalla cardiomiopatia aritmogena e da altre forme di cardiomiopatia. Essere in grado di rilevare queste cardiopatie permette di valutare correttamente il rischio e la prognosi del paziente e dunque di selezionare con maggiore precisione chi abbia la necessità dell’impianto di un defibrillatore automatico, come dispositivo salvavita (vedi).

Uno strumento in più.

La risonanza ha intercettato una cardiopatia strutturale in circa un paziente del Centro Cardiologico Monzino su quattro, in un bacino di individui che avevano già eseguito gli esami di ecocardiografia transtoracica in un centro di terzo livello con operatori esperti.

“Lo studio infatti – conclude il coordinatore Daniele Andreini, Responsabile U.O. Radiologia e TAC Cardiovascolare del Centro Cardiologico Monzino e Professore Associato dell’Università degli Studi di Milano – ha confermato che la risonanza dava un risultato patologico soprattutto quando l’aritmia si presentava frequente o complessa”.

La prescrizione della Risonanza Magnetica pertanto non deve essere ‘a tappeto’, né avvenire in modo indistinto per tutti i pazienti aritmici, al contrario: l’esame deve essere applicato in modo mirato a coloro i quali presentino le aritmie più gravi.

Fonti.

https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S1936878X19305613?via%3Dihub

https://responsabilecivile.it/morte-improvvisa-confermato-ruolo-salvavita-della-risonanza-magnetica/