Dentizione mista: può confondere mamme, pediatri e… dentisti!

di Patrizia Biancucci

La “Guida Pratica di Odontoiatria Pediatrica” è stata presentata lo scorso ottobre 2019 al XXXI Congresso Nazionale della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS), lavoro intersocietario realizzato dalle società scientifiche dell’area pediatrica e odontoiatrica, quali SIPPS, FIMP, SIDO, SIOF, SIOI, SIOCMF e SISOPD.

Come evidenziato dai loro presidenti, Ersilia Barbato, Paolo Biasci, Claudio Buccelli, Gaetano Ciancio, Giuseppe Di Mauro, Luigi Paglia, Antonella Polimeni, lo scopo della pubblicazione è quello di dare uno strumento di facile consultazione per condividere le stesse informazioni riguardo la prevenzione dentale, in un approccio multidisciplinare tra pediatra e odontoiatra. Tra i tanti contenuti troviamo elementi di base come la Formula dentaria dell’OMS e i tempi medi di eruzione, ben chiari agli Ortodontisti e a chi pratica l’Odontoiatria Pediatrica, ma a volte meno conosciuti dai Pediatri.

In natura esistono tre tipi di dentatura, in sequenza temporale:

  1. Dentatura decidua (6 mesi-6 anni)
  2. Dentatura mista (6-12 anni)
  3. Dentatura permanente (dopo i 12 anni)

Il passaggio dalla dentizione decidua (20 denti) a quella permanente (32 denti, se presenti i terzi molari o denti del giudizio), che avviene tra i 6 i 12 anni, rappresenta un momento estremamente importante sia per il corretto sviluppo delle arcate dentarie sia per l’armonica crescita scheletrica; per risolvere in modo ottimale eventuali problematiche di fondamentale importanza è sicuramente l’intervento dell’odontoiatra, ma anche l’aiuto del pediatra con l’intercettazione precoce e tempestiva di eventuali problematiche, sulle quali sensibilizzare il bambino, e soprattutto i genitori, circa l’importanza di una visita specialistica del cavo orale.

La dentizione decidua è caratterizzata dalla presenza di diastemi, spazi fondamentali per il corretto allineamento successivo dei corrispettivi permanenti. Solitamente i primi elementi dentari a esfoliare sono quelli dell’arcata inferiore seguìti da quelli dell’arcata superiore, tenendo conto che l’eruzione dei permanenti può essere precoce o tardiva, rispetto al fisiologico “timing” di eruzione di ogni elemento dentario.

Bisogna fare particolare attenzione al secondo molare deciduo, unico dente a essere più grande del corrispettivo permanente (secondo premolare), perché la sua permuta ci fa guadagnare circa 1,5mm di spazio, detto “Leeway space”, spesso sfruttato dallo specialista in Ortognatodonzia per riallineare correttamente i denti permanenti nei casi di affollamento dentario.

Riguardo la Formula dentaria, tra le tante esistenti nel mondo, in Italia è stata adottata quella realizzata dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) così da avere un linguaggio comune di riferimento, che permetta di comunicare facilmente e con esattezza le informazioni necessarie ai colleghi e agli assistenti di studio. Si tratta del sistema ISO (International Standard Organization System),  che sfrutta un codice a due cifre; se suddividiamo le due arcate in quattro parti uguali (superiore destra, superiore sinistra, inferiore destra e inferiore sinistra) e ruotando in senso orario, al quadrante superiore di destra è assegnato il numero 1, al quadrante superiore di sinistra il numero 2, al quadrante inferiore di sinistra il numero 3 e al quadrante inferiore di destra il numero 4. Al primo incisivo centrale superiore di destra è assegnato il numero 1.1, al primo incisivo centrale di sinistra il numero 2.1, al primo incisivo centrale inferiore di sinistra il numero 3.1 e infine al primo incisivo centrale di destra il numero 4.1.

La numerazione della dentizione decidua segue la stessa modalità di quella permanente, ma con una numerazione dei quadranti diversa: numero 5 quadrante superiore di destra, numero 6 quadrante superiore di sinistra, numero 7 quadrante inferiore di sinistra e numero 8 quadrante inferiore di destra. Quindi l’incisivo centrale superiore destro sarà 5.1, l’incisivo superiore sinistro sarà 6.1, e così via sempre i senso orario.