Prevenzione di ferite da ago negli ospedali del Piemonte

di Luca Mario Nejrotti

Le ferite da aghi e da oggetti da taglio e appuntiti che coinvolgono gli operatori sanitari sono sotto sorveglianza mondiale da molto tempo.

La situazione in Piemonte.

Dal 2010 le regole riguardo la prevenzione per gli operatori sanitari sono sancite dalla direttiva europea 32/2010 relativa all’uso obbligatorio dei dispositivi dotati di sicurezza di protezione (SED, Safety Engineered Device) che sembra aver ridotto il numero di questi incidenti.

Un recente studio ha valutato, tra 2014 e 2016, l’evoluzione della frequenza e delle modalità di questi incidenti in presenza di applicazione corretta dei protocolli di sicurezza nella regione Piemonte (vedi) per verificare i cambiamenti nell’epidemiologia di questi eventi.

I risultati.

Le percentuali di incidenti totali e specifici del dispositivo per 100000 aghi sono state inferiori con l’uso dei SED.

Nel 2015-2016, ci sono stati 1640 casi, con un numero assoluto decrescente durante il periodo di osservazione; il 18% degli incidenti è avvenuto in presenza di dispositivi con sicurezza.

La metà degli incidenti totali associati a SED si è verificata nella stanza del paziente e gli infermieri ne sono state vittime nel 78% dei casi.

I dispositivi più coinvolti sono stati gli aghi a farfalla e i cateteri venosi periferici e le procedure più a rischio sono state il campionamento venoso (40%) e la fleboterapia (16%).

Le esposizioni si sono verificate prevalentemente durante la procedura e il 45% delle lesioni correlate ai SED si è verificato durante lo smaltimento del dispositivo; il 92% dei SED coinvolti aveva un meccanismo di attivazione manuale.

I ricercatori hanno valutato, per i dati del 2014, l’efficacia dei SED rispetto a quella dei dispositivi convenzionali e per i dati 2015-2016 sono state invece analizzate qualitativamente le dinamiche degli incidenti registrati.

Per l’analisi quantitativa sono stati valutati i dati di utilizzo dei cinque dispositivi più frequentemente coinvolti in incidenti percutanei (aghi a farfalla, cateteri venosi periferici, aghi standard, aghi a farfalla vacutainer, aghi standard vacutainer) con e senza SED.

Per lo studio descrittivo, sono stati inseriti nell’analisi tutti i programmi di notifica degli incidenti percutanei verificatisi tra gennaio 2015 e dicembre 2016 nei nostri ospedali (1640 eventi), e sono state valutate le dinamiche degli incidenti; presenza o meno di SED, anno dell’incidente, operatori coinvolti, luogo dell’incidente, dispositivo coinvolto e sua funzione, fase della procedura in cui si è verificato e le specifiche, il tipo di meccanismo di attivazione (meccanismo di attivazione attiva o passiva del SED), altri fattori riguardanti la dinamica, la formazione dell’operatore e la disponibilità in loco di contenitori per oggetti taglienti.

Interventi futuri.

Lo studio si allinea con gli omologhi europei: l’uso dei dispositivi progettati per garantire la sicurezza degli operatori protegge realmente gli operatori sanitari.

L’uso dei SED nella regione Piemonte è aumentato negli ultimi anni. Nel 2014 sono avvenuti1044 eventi, di cui 209 con SED, il 20% del totale, nel biennio successivo la quantità di incidenti si è notevolmente ridotta, mentre l’uso dei dispositivi di sicurezza è considerevolmente aumentato).

Vi sono, però, alcune chiose interessanti: da un lato si nota la maggiore efficacia dei dispositivi ad attivazione passiva rispetto a quelli manuali, dall’altro si identifica la necessità di maggiore formazione del personale sanitario, sul protocollo più sicuro di esecuzione delle procedure.

Fonti.

https://bmjopen.bmj.com/content/9/11/e030576