Donne, professione e patologie cardiovascolari

di Luca Mario Nejrotti

Sembra che alcune professioni influiscano negativamente sulla salute del cuore rispetto ad altre, ma quali? Un nuovo studio si propone di rispondere a questa domanda da una prospettiva femminile.

Un problema diffuso.

I problemi cardiaci sono particolarmente diffusi, specialmente tra le popolazioni più anziane: secondo i Centers for Disease Control and Prevention (CDC, vedi), le malattie cardiache sono la principale causa di morte nel Regno Unito, negli Stati Uniti, in Canada e in Australia: un decesso su quattro negli Stati Uniti sarebbe imputabile a malattie cardiache.

Sono molti i diversi fattori dello stile di vita che possono aumentare il rischio di malattie cardiache – tra cui una dieta non salutare, la mancanza di attività fisica e il fumo – tuttavia, attualmente c’è un fattore di rischio la cui relazione con le patologie cardiache deve ancora essere sviscerata: la professione.

Studi recenti hanno dimostrato che è possibile collegare l’occupazione di una persona con un aumentato rischio di malattie cardiache o altri problemi cardiovascolari;  per esempio, uno studio condotto in Giappone sembra correlare le posizioni manageriali, indipendentemente dal campo, a un rischio maggiore di patologie cardiovascolari (vedi).

Tuttavia, i Centers for Disease Control and Prevention sottolineano che rimane poco chiaro come i fattori di rischio professionale possano contribuire ai problemi cardiaci e incoraggiano ulteriori ricerche in questo settore.

Professioni a rischio?

Al convegno 2019 dell’American Heart Association (AHA) svoltosi a Filadelfia, in Pennsylvania, dal 14 al 16 novembre – Bede Nriagu e i colleghi della Drexel University di Filadelfia hanno presentato una ricerca che aggiunge alcune prove al fatto che certi tipi di lavoro hanno un’associazione con patologie cardiovascolari (vedi).

I ricercatori hanno cercato possibili associazioni tra lo stato di salute del cuore e diverse occupazioni in una coorte di oltre 65.000 donne la cui età media era di 63 anni e già in menopausa, i cui dati sono stati registrati dall’AHA a partire dal 2010.

Risultati.

I ricercatori hanno identificato diverse professioni comuni associate alla scarsa salute cardiovascolare tra le donne.

Sulla popolazione esaminata, 8.300 (12,7%) donne avevano una bassa salute cardiovascolare, in particolare tra le assistenti sociali, cassiere, professioni infermieristiche, psichiatriche e assistenza sanitaria a domicilio; la sorpresa è che i professionisti in questo settore dovrebbero essere i più informati sui fattori di rischio. In fondo alla classifica e quindi da inserire tra le professioni a minor rischio cardiovascolare: agenti immobiliari e agenti di vendita oltre a segretarie e assistenti amministrative.

I risultati potrebbero essere utilizzati per supportare la ricerca futura nell’esaminare i rischi di malattia coronarica nelle donne e nel pianificare la prevenzione delle patologie legate alle diverse professioni. Con i dovuti approfondimenti, i medici potranno cominciare a interrogare i pazienti sulla loro professione nel valutare le diagnosi di patologia cardiovascolare.

Fonti.

https://www.cdc.gov/heartdisease/facts.htm

https://www.ahajournals.org/doi/10.1161/JAHA.118.011350

https://www.ahajournals.org/doi/10.1161/circ.140.suppl_1.11410