Il 1° dicembre si è svolta la Giornata Mondiale della lotta all’AIDS

di Maria Rosa De Marchi

Domenica 1° dicembre si è svolta la Giornata Mondiale della lotta all’AIDS. Secondo i dati diffusi all’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha mietuto finora 32 milioni di vite1: nonostante i recenti sforzi per contrastare la malattia, il virus HIV continua a essere un importante problema sanitario.

Tuttavia, l’accesso alle cure è migliorato e la diagnosi è sempre più precoce: l’AIDS si è trasformata in una patologia cronica gestibile. Si stima che nel 2018 al mondo ci siano 37,9 milioni di persone contagiate dal virus e che i pazienti che hanno accesso alle terapie antiretrovirali (ART) hanno una aspettativa di vita quasi equiparabile a quella di una persona sana.

Obiettivo 90-90-90 ancora lontano

Rimane ancora molto da fare per raggiungere l’obiettivo 90-90-90 fissato dall’UNAIDS (Joint United Nations Programme on HIV and AIDS), il Programma delle Nazioni Unite per l’AIDS/HIV dedicato a contrastare la diffusione della malattia. L’obiettivo prevede che il 90% di persone con l’HIV siano a conoscenza del contagio, che il 90% delle persone a conoscenza del contagio abbiano accesso al trattamento e che il 90% di coloro che hanno accesso alle cure riescano a ottenere la soppressione virale, in modo da evitare la trasmissione del virus. Ai sistemi sanitari rimane ancora molto da fare soprattutto per quanto riguarda l’identificazione dei nuovi casi e nel garantire un trattamento a tutti i pazienti, ma anche nel garantire servizi complessi alle persone che vivono con l’HIV.

Stigma e discriminazione tra i principali ostacoli dell’accesso alle cure

Tra i problemi maggiori della lotta all’HIV vi sono lo stigma e la discriminazione: sono difficili da misurare, ma spesso citati come barriere che impediscono l’accesso alle cure per le persone che vivono con l’HIV. In Algeria, al 53,5% delle persone che vivono con l’HIV è negato l’accesso alle cure a causa del loro status. Anche in Botswana, un Paese che ha risposto in modo robusto all’emergenza epidemica dell’AIDS, lo stesso valore si assesta al 3%, che corrisponde a 11.100 persone se si considera la popolazione totale che ha contratto il virus. Allo stesso modo, a causa della discriminazione, in alcune situazioni sono gli stessi contagiati che evitano i controlli sanitari e le cure: questo vale per il 65,1% delle persone transgender nella Repubblica Dominicana e per il 75% degli uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini in Laos.

Depressione e invecchiamento: l’impatto sui malati di HIV

Non ci sono dati ufficiali sull’incidenza della depressione e altre patologie legate ad ansia e stress per la sottopopolazione dei malati di HIV, ma secondo i dati di alcuni papers il 50,6% dei malati di HIV soffre di depressione in Cina e il 21,7% di persone con HIV in Nigeria soffrono di ansia. Le statistiche per la popolazione generale sono 4,4% per la depressione e 3,6% per l’ansia, indicando per i malati una situazione particolarmente gravosa.

Un altro problema che si sta affacciando e che necessiterà di interventi futuri è costituito dagli effetti dell’invecchiamento delle persone con HIV. L’UNAIDS stima che nel 2018 sono 7,5 milioni le persone con HIV e con età superiore o uguale a 50 anni, più del doppio dei 3,3 milioni di un decennio prima. L’inevitabile e inesorabile invecchiamento sta iniziando a creare una nuova onda di problematiche e di sfide sanitarie per le persone che non solo devono fare i conti con i ben noti effetti normali dell’invecchiamento, ma anche con lo stigma sociale, con i trattamenti a lungo termine, con l’infezione perenne e la necessità costante di medicinali.

The Lancet HIV ha dedicato una serie di contenuti alla Giornata Mondiale della lotta contro l’AIDS, approfondendo i temi sopra citati con diversi articoli.

Progressi nel contrastare la malattia non veloci come atteso

Ci eravamo già occupati dell’argomento in occasione della presentazione dei dati relativi al 2018 da parte dell’UNAIDS. In un anno 70mila decessi nel mondo e 1,7 milioni di nuovi contagi.

Bibliografia

  1. Campagna WHO AIDS day 2019. Disponibile su: https://www.who.int/campaigns/world-aids-day/2019