Il Report sulla malaria nel mondo 2018

Lo scorso 4 dicembre, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato il suo annuale Report sulla malaria nel mondo, nel quale si legge che, per la prima volta da molti anni, il numero di infezioni registrate annualmente a livello globale è in diminuzione.

L’aumento di casi nel 2016 e 2017 aveva provocato timori che si stesse verificando uno stallo nei progressi fatti fino a quel momento per sconfiggere questa terribile malattia di cui sono vettori le zanzare, che ogni anno provoca centinaia di migliaia di morti a livello globale (quasi mezzo milione nel solo 2016). Invece, il report dell’OMS dichiara che nel corso del 2018 sono stati stimati circa 228 milioni di casi nel mondo, 3 milioni in meno rispetto all’anno precedente. Il calo più notevole, che ha presumibilmente contribuito in larga parte nel raggiungimento di questo risultato, si è verificato nel Sudest asiatico: infatti, nello scorso decennio la riduzione più marcata è stata registrata in sei Paesi nel bacino del fiume Mekong: Cambogia, Cina, Laos, Myanmar, Thailandia e Vietnam.

Nei territori di questi Paesi, dal 2010 al 2018 i nuovi contagi di malaria sono diminuiti di circa il 76%, e le morti correlate del 95%. Il 2018 è stato il primo anno in cui la Cambogia ha dichiarato zero decessi causati dalla malattia nella sua storia. Anche l’India ha riportato grandi successi in questo campo: le infezioni si sono infatti ridotte molto notevolmente, e nel 2018 i nuovi contagi riportati sono stati 2.6 milioni in meno rispetto all’anno precedente.

I ricercatori avvertono però che i dati provenienti da Paesi con scarsi sistemi di sorveglianza potrebbero non essere accurati. Anche se il numero dei casi riportati è pari a zero, ciò non significa che non si siano verificati decessi correlati alla malaria, come spiega a Nature Arjen Dondorp, direttore del Mahidol Oxford Tropical Medicine Research Unit di Bangkok. In ogni caso, afferma, “i casi di malaria stanno senza dubbio diminuendo”.

I Paesi nel bacino del Mekong hanno fatto enormi passi avanti nella gestione della malattia, principalmente stanziando fondi per programmi di controllo della sua diffusione e inviando operatori sanitari anche nei territori più remoti per fornire farmaci e segnalare i nuovi casi. Un altro fattore di miglioramento è dato inoltre dalle strategie di contenimento di uno dei ceppi resistenti ai farmaci di Plasmodium falciparum, uno dei più mortali parassiti portatori della malattia.

In altre parti del mondo, però, la diffusione della malaria è ancora in aumento. Alcuni Paesi del continente africano, ad esempio, hanno riportato nel 2018 un incremento di un milione di nuovi casi rispetto al 2017, e nell’intero continente si sono verificati circa il 94% dei nuovi contagi e delle morti correlate alla malaria di tutto il mondo. In molte zone, la mancanza di sistemi sanitari efficienti e di risorse economiche a supporto delle infrastrutture rischia di compromettere la battaglia contro questa terribile parassitosi.

Secondo Pedro Alonso, direttore del Global Malaria Programme dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, nonostante il calo verificatosi nel 2018 il numero dei casi di malaria si è stabilizzato, negli scorsi anni, su numeri “intollerabilmente elevati”. “Ma non è una situazione senza speranza” conclude, sottolineando che i migliorati sforzi nella prevenzione, l’individuazione e il trattamento della malattia stanno favorendo il processo di eradicazione in molti Paesi del mondo. Il report dell’OMS, ad esempio, prevede che Algeria e Argentina vengano dichiarate entrambe libere dalla malaria nel corso del 2019.