Nuove linee guida per il cancro al seno in stadio avanzato dalla Conferenza ABC5

di Maria Rosa De Marchi

Lo scorso novembre a Lisbona si è tenuta la quinta Conferenza Internazionale sul cancro al seno in stadio avanzato (ABC5, Advanced Breast Cancer 5). L’incontro ha dato vita a nuove linee guida per questo tipo di tumore. La Conferenza ha visto la partecipazione di 1500 esperti, che hanno votato 50 punti (che necessitavano di più del 70% dei voti positivi per essere accettati ed essere incorporati nel documento finale, altrimenti rigettati) basandosi sulle più recenti evidenze scientifiche.

Secondo Fátima Cardoso, la coordinatrice della Conferenza, l’obiettivo delle linee guida è farne uno strumento pratico: un documento che possa essere in grado di far leva su decisori politici e amministrativi, per cercare di raggiungere in ogni Paese il massimo standard di cura possibile per i pazienti oncologici in stadio avanzato.

Tra i 50 punti discussi, punti di incontro e di scontro

Tra gli argomenti discussi, anche l’utilizzo dei farmaci che hanno come target gli enzimi chinasi CDK4 e CDK6, che sulla base di quanto deliberato dovrebbero essere il trattamento standard per i tumori ormono-dipendenti (positivi al recettore degli estrogeni, ER+, e HER2 negativi) in pazienti donne con tumore al seno in stadio avanzato in menopausa, in pre-menopausa e negli uomini.

Non è stato invece trovato consenso su altre opzioni terapeutiche: nel 2017, il 33% dei votanti ha accettato e il 53% ha rigettato il punto che proponeva la combinazione di inibitori non steroidei dell’aromatasi e fulvestrant come terapia di prima linea per pazienti in post-menopausa. Due anni dopo, nel 2019, i clinici hanno valutato lo studio a supporto di questa affermazione come obsoleto, indicando come migliore opzione terapeutica gli inibitori di CDK4/6: il 37,5% ha votato “sì” e il 60% ha votato “no”. Alcuni partecipanti hanno rifiutato l’idea di avvallare l’opzione terapeutica del fulvestrant, indicando che si dovrebbe preferire l’adozione degli inibitori delle cicline, dal momento che è stato dimostrato che sono in grado di prolungare la vita dei pazienti. 

Durante la Conferenza è stato affrontato anche il tema delle metastasi ossee, decidendo di adottare il punto di vista già proposto dalle linee guida di un’altra società scientifica, l’ESMO (European Society of Medical Oncology), dando consistenza e omogeneità ai documenti scientifici. 

Il controllo del dolore in pazienti con tumore in stadio avanzato

Alcuni dei 50 punti votati dalla quinta Conferenza Internazionale erano completamente nuovi. Si è parlato di controllo del dolore, dal momento che i pazienti con tumore al seno in stadio avanzato ne soffrono particolarmente, assieme ad altri sintomi, soprattutto verso le fasi terminali della vita. È stato sottolineato in particolare “che ai pazienti con tumore dovrebbe essere garantito l’accesso a farmaci in grado di controllare il dolore in modo adeguato” e che si dovrebbe “incoraggiare la ricerca scientifica sulla cannabis per comprendere se possa essere utilizzata per trattare il dolore e altri sintomi per eventualmente sostituire la morfina”.

Il cancro al seno tra epidemiologia e ricerca

Il tumore al seno, secondo il rapporto AIOM-AIRTUM 2019, è il tipo di tumore più frequente nella popolazione italiana: tra le donne il tumore della mammella rappresenta il 30% delle neoplasie femminili. La ricerca e la pubblicazione di nuovi studi sull’argomento sono in costante evoluzione, talvolta sfidando convenzioni terapeutiche, come lo studio clinico di fase III recentemente pubblicato sul New England Journal of Medicine che ha concluso che sette donne su dieci con carcinoma mammario al primo stadio ormono-responsivo HER2-negativo non avrebbero in realtà bisogno della chemioterapia post-chirurgica per evitare le recidive.