ECM sempre più obbligatori, ma prorogati al 31 dicembre 2020

di Patrizia Biancucci

Malgrado la legge, nel 2016 più del 40% dei professionisti non è riuscita ad aggiornarsi senza completare i 150 crediti del triennio formativo. Il decreto attuativo della legge sulla sicurezza delle cure prevede che dal 2023 si valuterà il mancato aggiornamento, attestato dai crediti ECM, ai fini della eventuale condanna del medico portato in giudizio per un danno a un paziente. Negli anni recenti la Commissione Nazionale ECM ha cercato di migliorare la rigidità delle regole lasciando il posto ad una maggiore flessibilità, come ad esempio poter utilizzare la FAD al 100% come strumento di aggiornamento, come pure per i professionisti dei territori colpiti dai terremoti del 2016 e 2017, la Commissione ECM a fine luglio ha ridotto da 150 a 75 il numero di crediti formativi dell’attuale triennio. Poi a fine 2019, la proroga al 31 dicembre 2020 dei crediti formativi, relativi al triennio 2017-2019, ha fatto tirare un sospiro di sollievo a chi non aveva “raggiunto” il numero previsto.

Per chiarire i punti fondamentali del sistema ECM rivolgiamo qualche domande a uno dei massimi esperti in Italia dr. Stefano Almini, presidente CAO Bergamo, già componente della Commissione nazionale ECM e attualmente unico odontoiatra nella Commissione ECM regione Lombardia. Il dr. Almini terrà un seminario con 5 crediti ECM dal titolo “ECM: Come, dove, quando, perché!” martedì 28 gennaio 2020, dalle ore 18.15 per registrazione alle ore 22 (buffet alle 20.30), proposto gratuitamente dall’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Torino presso Villa Raby, corso Francia 8, Torino. Per iscrizione accedere al sito OMCeO e registrarsi, oppure scrivere a corsi@omceo.to.it

Dr. Almini, acronimo ECM: vale a dire? La risposta può essere semplice e banale: Educazione Continua in Medicina

Quale è il significato profondo dell’ECM? Educazione, come sintesi due parole latine (ducere come verbo e actio come sostantivo), indica la volontà di dare un senso di marcia alle azioni.  Continua, indica che la temporalità della formazione che è “in continuum” , ovvero non ha termine ma ha solo inizio. Medicina, come parola apporta il valore di “prendersi cura”. Potrei allora tradurre l’ECM in: “Caro collega,cerca di dare una direzione alle tue azioni che in modo costante richiedono cura perché si prendono cura del paziente”. Un significato che piacerebbe a Ippocrate, a un Ordine non ad un franchising odontoiatrico.

Questi crediti hanno un riconoscimento sul territorio europeo? I 150 crediti, come valore numerico standard del triennio formativo in Italia, è lo stesso in altre nazioni europee, salvo alcune come la Francia che hanno scelto la quinquennalità formativa, mentre in Italia esiste la triennalità. Comunque avere un obbligo di 150 crediti in 3 anni o 250 in 5 anni fa poca differenza.

Dr. Almini, esiste attualmente qualche novità riguardo alla triennalità? La novità è nel metodo procedurale perché dal triennio formativo ECM precedente, a cui ho partecipato, abbiamo eliminato in Commissione le rigide “barriere“ delle singole annualità di un triennio. Intendo dire che mentre negli anni passati i 150 crediti dovevano essere “raggiunti” secondo una temporalità di 50 crediti all’anno, oggi non esistono limiti annuali: infatti i 150 crediti appartengono al triennio nella sua totalità come entità globale, permettendo la gestione dei crediti con maggiore elasticità in un arco di tempo meno assillante della singola annualità. Poi c’è la recentissima novità della proroga di cui parleremo.

Quale ente si occupa degli ECM?                                                                                                                             L’Agenas (Agenzia Nazionale per i servizi sanitari regionali) è la casa comune,

al cui interno troviamo la Cogeaps (Consorzio Gestione Anagrafica Professioni Sanitarie), vale a dire il contenitore delle anagrafiche di ogni professionista, inviate dagli Ordini di appartenenza. Nella piattaforma Cogeaps sono “memorizzati” i trienni formativi di ogni professionista sanitario.

Come si fa a sapere di quanti crediti abbiamo bisogno per essere in regola e quindi se abbiamo maturato il numero sufficiente? È la stessa domanda che molti colleghi mi rivolgono durante il mio tour itinerante per l’Italia (41 città ad oggi) e la mia risposta è “devi prima di tutto accedere alla piattaforma Cogeaps, inserire una serie di dati richiesti, e dopo avere ricevuto la password entrare di fatto nel sistema”, in cui è fondamentale l’area delle “partecipazioni” agli eventi formativi che indicherà esattamente l’obbligo formativo da raggiungere nel triennio attuale e il numero effettivo di crediti maturati.

Possiamo contare su una sorta di retroattività e/o di recupero? Una delle delibere del precedente triennio ha permesso lo spostamento dei crediti dal triennio 2007/2009 al triennio 2014/2016, ma non sarà più permessa in futuro. In ogni caso, prima di decidere, occorre valutare con attenzione la convenienza prima di spostare nel passato un certo numero di crediti (quelli acquisiti nel triennio in corso), perché una volta spostati non possono più essere recuperati.

Dr. Almini, è previsto accumulare crediti anche per il triennio successivo? Domanda sibillina… Ora spiego: se nel triennio in corso si raggiunge un certo numero di crediti, il sistema stesso in automatico “premia” il professionista sanitario, diminuendo di un certo numero di crediti l’obbligo formativo per il triennio futuro.

Possiamo concludere con un “arrivederci” a martedì 28 gennaio 2020 per sapere di più del Dossier Formativo e sulla proroga dei Crediti ECM? Certamente si. Potremmo dire che questo “aperitivo” di ECM, potrà poi addentrarsi nelle “pietanze“ più delicate, come il Dossier Formativo, l’autocertificazione, gli esoneri e le esenzioni, il recupero di crediti non ottenuti dai provider nonostante l’attestato di presenza, come fare validare nel sistema italiano i crediti ECM acquisiti all’Estero e la proroga al 31 dicembre 2020 dei crediti formativi relativi al triennio 2017-2019.