Progetto Nazionale CAO-AIOP: Quali materiali scegliere in protesi fissa?

di Patrizia Biancucci

La CAO nazionale, nell’ambito dell’intensa attività promozionale culturale e della collaborazione con le più importanti Società Scientifiche italiane, ha approvato in data 3 aprile 2019 il progetto nazionale “Quali materiali scegliere in protesi fissa?”, ideato e realizzato con l’Accademia Italiana di Odontoiatria Protesica.

Il progetto ha la finalità di divulgare agli odontoiatri informazioni scientificamente corrette, indipendenti e validate dall’esperienza clinica dei soci attivi dell’Accademia, in merito alla corretta scelta dei materiali in protesi fissa, anche alla luce delle nuove regolamentazioni europee sui dispositivi medici e al fine esclusivo di tutelare la salute del cittadino/paziente.

Venerdì 7 febbraio 2020, dalle ore 14 alle 18, i relatori dr. Dario Andreoni e il sig. Giuseppe Lucente della prestigiosa società scientifica AIOP ci presenteranno il Progetto Nazionale CAO-AIOP dal titolo “Quali materiali scegliere in protesi fissa?” a Torino, presso la sede dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri, Villa Raby, corso Francia 8.

Il mondo della Protesi è in rapida evoluzione, sia in termini di metodi di fabbricazione che di materiali. Nel giro di pochi anni sono entrate a fare parte dell’armamentario del protesista corone monolitiche sempre più performanti, sotto il profilo sia estetico sia meccanico, che possono essere fabbricate seguendo un flusso di lavoro tipicamente analogico, come ad esempio la tecnica della cera persa per le corone in disilicato.

Più recentemente le corone monolitiche vengono realizzate seguendo un flusso di lavoro parzialmente digitale, partendo da impronte analogiche e modelli in gesso dei quali viene fatta una scansione per poi fresare le corone partendo da una cialda o un blocchetto pre-sinterizzato.

Ma oggi è possibile un flusso di lavoro interamente digitale, senza l’utilizzo di modelli in gesso.

Questo flusso di lavoro “full digital” consente realmente di risparmiare molti dei passaggi che implicano un certo margine di errore, per esempio le impronte analogiche, lo sviluppo dei modelli, l’adattamento della cera e così via, ma al tempo stesso sia il clinico sia l’odontotecnico necessitano di un nuovo bagaglio di conoscenze per essere in grado di gestire al meglio le nuove tecnologie che questa rivoluzione ha portato.

L’AIOP, attualmente costituita da 1.390 Soci di cui 88 Soci Attivi, rappresenta ufficialmente la realtà protesica italiana nell’ambito dell’International College of Prosthodontists (ICP)  principale organizzazione mondiale in ambito protesico, e della International Federation of Esthetic Dentistry (IFED), organizzazione che raduna alcune fra le più prestigiose accademie e società scientifiche in tema di protesi e di odontoiatria estetica. A livello nazionale l’Accademia fa parte del Comitato di Coordinamento Intersocietario (CIC) che riunisce e rappresenta le principali società scientifiche nazionali in campo odontostomatologico.

Sicuramente è anche merito dell’AIOP e dei suoi soci, il cui numero è costantemente cresciuto al punto da farla diventare una tra le maggiori società scientifiche sulla scena internazionale, se l’odontoiatria protesica italiana è maturata negli anni fino ad annoverare numerosi professionisti, sia clinici che odontotecnici, ritenuti oggi opinion leader a livello mondiale.

Tra i punti essenziali della sua Mission l’Accademia si propone di “promuovere la comunicazione scientifica e umana tra professionisti, e di diffondere i concetti di salute orale, etica ed eccellenza che le sono propri all’interno delle istituzioni e della comunità civile”, condividendo così il progetto della CAO nazionale di divulgare agli odontoiatri informazioni scientificamente corrette, indipendenti e validate dall’esperienza clinica.