Nuove prospettive sul diabete di tipo 2

di Luca Mario Nejrotti

Un nuovo studio getta una nuova luce sul meccanismo alla base del diabete di tipo 2 e sulla sua potenziale reversibilità.

Le nuove ricerche.

Il diabete è una patologia sempre più diffusa, dal 1980 al 2014 i malati sono quasi quadruplicati, da 108 a 422 milioni, la grande maggioranza dei pazienti è affetta da diabete di tipo 2 e il suo trattamento passa attraverso la sempre più approfondita conoscenza delle dinamiche che sono alla base di questa malattia.

Una ricerca recentemente pubblicata su Cell Methabolism (vedi) spiega non solo cosa scatena il diabete di tipo 2, ma anche come invertire la condizione. La ricerca si basa sull’analisi dei dati ottenuti un paio di anni fa da un trial (Diabetes Remission Clinical Trial DiRECT) che ha associato i programmi di perdita di peso intensiva con la remissione del diabete di tipo 2 senza l’assunzione di alcun farmaco.

Un circolo vizioso.

L’equipe di studio ha quantificato il grasso intra-organo e addominale utilizzando scansioni MRI all’avanguardia a 12 e a 24 mesi, prendendo in esame il pancreas e il grasso del fegato, in particolare.

L’analisi ha incluso anche misurazioni di glucosio, HbA1c, colesterolo lipoproteine ad alta densità (HDL) e trigliceridi. Il team ha anche analizzato gli acidi grassi, la secrezione di insulina e la funzionalità delle cellule beta.

Sulla base dei risultati sembra che il diabete di tipo 2 derivi dall’accumulo di grasso nel fegato, che induce la resistenza all’insulina e aumenta la produzione di zucchero nel sangue. In una sorta di circolo vizioso, questo fa sì che aumentino i livelli plasmatici di insulina, in un meccanismo “autorinforzante” in cui l’insulina stimola la produzione di grasso.

Il grasso in eccesso nel fegato finisce per danneggiare i tessuti circostanti tra cui le cellule beta, che sono responsabili della creazione di insulina e che si trovano nel pancreas.

Buone abitudini e remissione.

Lo studio ha rivelato che la maggior parte dei partecipanti alla sperimentazione dopo due anni aveva mantenuto la remissione della malattia in concomitanza con il mantenimento di bassi trigliceridi e grasso nel pancreas.

Tra i partecipanti ai programmi di dimagrimento, 9 su 10 di coloro che erano riusciti a perdere almeno 15 chilogrammi, erano riusciti a ottenere la remissione del diabete. Più di un terzo delle persone coinvolte ha potuto mantenere la remissione per due anni senza l’uso di farmaci.

Come verifica, si è registrato che un piccolo gruppo aveva avuto una ricaduta, che è stata associata a un ritorno di alti trigliceridi nel fegato e alti livelli di grasso intrapancreatico.

Costanza.

I risultati ottenuti mostrerebbero che abitudini sane di vita, dieta e costanza possono aiutare invertire il diabete, inteso quindi come una condizione in cui si supera la quantità personale di grasso gestibile dal proprio organismo. Il grasso che supera questa soglia, che varia da individuo a individuo sostengono i ricercatori (vedi), può provocare danni al metabolismo e l’insorgere della malattia.

Nel Regno Unito, il servizio sanitario nazionale (NHS) intende lanciare un programma che valuterà l’effetto della terapia dimagrante in migliaia di persone affette da diabete di tipo 2.

 

Fonti.

https://www.cell.com/cell-metabolism/fulltext/S1550-4131(19)30662-X#sec4

https://www.medicalnewstoday.com/articles/327390.php#6