Elisir di giovinezza? Corri una maratona

di Mario Nejrotti

Una recente ricerca pubblicata sul  Journal of American College of Cardiology

suggerisce che i corridori, che si avvicinano alla maratona per la prima volta, hanno avuto una sensibile riduzione della pressione arteriosa e della rigidità delle arterie, che hanno riportato indietro l’orologio biologico vascolare di ben quattro anni.

Gli elementi positivi dell’allenamento

I ricercatori hanno notato questo fenomeno in coloro avevano svolto l’allenamento per partecipare all’evento sportivo e che lo avevano concluso. Si trattava di soggetti sani, senza precedenti cardiovascolari. I migliori risultati sono stati ottenuti nei soggetti anziani maschi, che marciavano più lentamente e che avevano una pressione al basale più alta.

Motivare da parte dei medici i pazienti all’attività fisica con un obiettivo preciso come quello della partecipazione ad una attività fisica amatoriale di gruppo può essere un buon sistema. Come ha affermato l’autrice senior Charlotte H. Manisty, MD, dell’Instituto di Scienze Cardiovascolari, presso l’University College di Londra e il Barts Heart Centre della stessa città, che aggiunge:

 “Il nostro studio evidenzia l’importanza delle modifiche dello stile di vita per rallentare i rischi associati all’invecchiamento, soprattutto perché sembra non essere mai troppo tardi, come evidenziato dai nostri corridori più anziani e più lenti.”

 Il disegno della ricerca

La corsa è un esercizio aerobico che si sta diffondendo tra la popolazione, senza la necessità di essere prescritto.

I ricercatori hanno scelto 138 soggetti sani, privi di storia di fatti cardiovascolari o fattori di rischio, verificati strumentalmente, che partecipavano per la prima volta alle Maratone di Londra 2016 e17. L’ipotesi da verificare era costituita dal fatto di misurare se la rigidità arteriosa correlata all’età dei soggetti fosse riducibile attraverso l’allenamento e la partecipazione alla gara.

I ricercatori hanno condotto misurazioni della pressione arteriosa e della rigidità aortica, in tre stazioni, con RM cardiovascolare, prima dell’inizio dell’allenamento, sei mesi prima della maratona e le hanno ripetute fino a tre settimane dal completamento della gara. Nessuno è stato controllato prima di una settimana dalla conclusione della maratona, per evitare distorsioni da sforzo recente. L’età aortica biologica è stata determinata dalla relazione tra l’età del partecipante e la rigidità aortica misurata.

L’allenamento consigliato

A tutti i partecipanti è stato raccomandato di seguire il “Piano di allenamento per principianti” fornito dalla Maratona, che consisteva in circa tre corse a settimana, incrementate nel tempo e della durata di 17 settimane prima della maratona.

Il tempo per percorrere il tracciato della Maratona è stato di 5,4 ore per le donne e 4,5 ore per gli uomini, coerente con i risultati degli altri 27000 partecipanti, che si erano allenati in media per sei e tredici miglia la settimana

I risultati sono stati interessanti in quanto l’allenamento ha ridotto la pressione sistolica e diastolica di 4 e 3 mmHg, rispettivamente. Complessivamente, la rigidità aortica si è ridotta con l’allenamento ed è stata più pronunciata nell’aorta distale, con aumenti della distensibilità del 9%. Ciò equivaleva a una riduzione di quasi quattro anni dell'”età aortica”.

“Il nostro studio mostra che è possibile invertire le conseguenze dell’invecchiamento sui nostri vasi sanguigni con l’esercizio nella vita quotidiana in soli sei mesi. Questi benefici sono stati osservati in soggetti sani in generale in una vasta fascia di età e i loro tempi di maratona sono indicativi di un allenamento realizzabile tra i partecipanti alle prime armi “, ha detto Manisty.

Possibilità e limiti

Sebbene lo studio abbia reclutato solo partecipanti sani, ci si potrebbe aspettare che quelli con ipertensione e arterie più rigide abbiano una risposta cardiovascolare ancora maggiore all’allenamento. Comunque questi dati, pur nei limiti del metodo osservazionale della ricerca, si allineano con la letteratura precedente, che sostiene il positivo effetto dell’esercizio fisico sui danni multipli legati all’invecchiamento.

Fonti:

https://eurekalert.org/pub_releases/2020-01/acoc-wtt010220.php

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