Senza parità di genere non c’è sviluppo sostenibile: le riflessioni del Lancet

A cura de Il Pensiero Scientifico Editore

 

Dicembre è sinonimo di bilanci, gennaio di nuovi progetti. In poche decine di giorni, a cavallo tra i due mesi che aprono e chiudono l’anno, ci si sofferma a riflettere sui traguardi raggiunti e quelli in agenda, si sposta lo sguardo dalle lezioni ricevute alle nuove prospettive. A domandarsi cosa abbiamo imparato da quest’ultimo anno, per quanto riguarda salute e medicina, è stato The Lancet nell’editoriale pubblicato a pochi giorni dalla fine del 2019, che si legge esser stato “un anno tumultuoso” (1). Nel resoconto annuale proposto dalla prestigiosa rivista sono stati presi in esame alcuni dei principali eventi globali legati alle malattie infettive di cui la popolazione mondiale ha continuato a soffrire, come l’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, l’ondata di morbillo e il forte aumento della febbre dengue. Non solo, “l’emergenza climatica è stata al centro della scena mondiale mentre gli eventi meteorologici più estremi hanno devastato il sostentamento delle persone in tutto il mondo”.

La prestigiosa rivista britannica, nell’anno appena concluso, si è focalizzata sull’analisi delle correlazioni tra cambiamento climatico, alimentazione e salute. Il rapporto annuale ha fatto emergere grandi preoccupazioni in merito all’aumento delle malattie respiratorie e alla diffusione di quelle infettive (2). Le raccomandazioni proposte includevano un appello per un immediato impegno politico internazionale nonché una rapida eliminazione dei combustibili fossili, come suggeriscono anche le linee guida proposte dal Wwf, il quale afferma che “per affrontare adeguatamente questa crisi dobbiamo ridurre urgentemente l’inquinamento da carbonio” (3).

Ci sono state delle lezioni da trarre quest’anno in merito al tema del cambiamento climatico. “Negli ultimi dodici mesi – si legge nell’editoriale che presenta il noto 2019 report of The Lancet Countdown – abbiamo assistito alla nascita di una società civile ben informata, profondamente connessa attraverso i social media, che ha risposto all’ingiustizia e ha chiesto cambiamenti. Greta Thunberg ed Extinction Rebellion hanno trasformato l’attivismo climatico in un movimento globale, catalizzando un livello senza precedenti di consapevolezza pubblica e preoccupazione per la mancanza di un’azione concreta da parte dei decisori politici sulla crisi climatica. In tutto il mondo, movimenti civili in erba si sono mobilitati in favore di temi come la corruzione, l’accesso all’istruzione e l’assistenza sanitaria”.

Le riflessioni su cui si concentra il Lancet riguardano in particolare le giovani generazioni, le quali sono state dipinte come “energizzate”, la società non è disposta a rischiare la propria salute, oltre che il futuro, lasciando che sia l’inefficienza della classe politica a guidare il processo decisionale. “Il loro diritto alla salute – si legge in conclusione – e la loro determinazione nel perseguire cambiamento, verità e trasparenza sono attitudini destinate ad affermarsi sempre di più”. 

Nel numero che chiude l’anno la rivista sostiene che lo sviluppo sostenibile non potrà essere raggiunto senza parità di genere. Un tema quest’ultima che il Lancet riprende nell’editoriale pubblicato a pochi giorni dal cambio di anno “2020: un anno cruciale per le donne, la parità di genere e la salute” (4) sottolineando in particolar modo come “la parità tra uomini e donne sia una condizione fondamentale per la giustizia sociale e lo sviluppo sostenibile”. Il Lancet ricorda inoltre che il Report 2020 del World Economic Forum (Global Gender Gap Report 2020) ipotizza che serviranno 99 anni per raggiungere la parità di genere nel mondo. “Nonostante la maggior parte dei lavoratori al mondo sia donna – sottolinea la rivista – proprio lo scorso mese tre delle maggiori organizzazioni mondiali che si occupano di salute – tra cui la ‘Bill & Melinda Gates Foundation’ – hanno annunciato che a ricoprire ruoli apicali ci saranno uomini”.

“Sarà un anno importante per la riflessione, l’impegno e l’azione”, questo il punto di vista del settimanale diretto da Richard Horton che nella sua rubrica settimanale “Offline” delinea i cambiamenti necessari affinché le comunità tornino a sperare nel progresso, nell’ottica di offrire “una visione positiva per un futuro differente” (5).

“Dobbiamo trovare ciò che ci accomuna – continua Horton – non dobbiamo abbandonare le nostre personali battaglie, ma dobbiamo trovare percorsi che ci portino alla cooperazione. Il filosofo e politico Chantal Mouffe ha proposto ‘la radicalizzazione della democrazia’ attraverso ‘una volontà comune’. Una volontà comune tra ‘la molteplicità delle lotte contro le diverse forme di dominio’ – femminismo, ambientalismo, lotta al razzismo, difesa dei diritti LGBTQI, solo per citarne alcune. Ciò che unisce queste resistenze è la difesa dell’uguaglianza e della libertà (e, aggiungerei, la solidarietà) tutti insieme. La medicina e la salute globale possono contribuire in modo sostanziale a questa volontà comune. La salute può essere il campo in cui questa nuova frontiera sfida le forze della regressione in un’era di entropia”.

 

Bibliografia

  1. Health and medicine in 2019: what have we learned? Lancet, 2020; 394: 2201.
  2. Watts N, Amann M, Arnell N, et al. The 2019 report of The Lancet Countdown on health and climate change: ensuring that the health of a child born today is not defined by a changing climate. Lancet 2019; 394: 1836-78.
  3. What is a carbon tax and how could it help us fight the climate crisis? org, 10 dicembre 2019.
  4. 2020: a critical year for women, gender equity, and health. Lancet 2020; 395: 1.
  5. Horton R. Offline: Prospects for a New World Order. Lancet 2020; 395: 16.