Tabu da sfatare nel mondo femminile

di Luca Mario Nejrotti

Sul volgere del ventennio, sono ancora molti i tabù che riguardano la sfera sanitaria del mondo femminile che assurdamente non vengono ancora affrontati con apertura mentale.

Sette punti per il nuovo anno.

Come buoni propositi del nuovo anno, NPR (vedi) pubblica sette punti che riguardano la salute e il benessere delle donne, estratti dalla consultazione di medici e divulgatori impegnati sul fronte della parità dei diritti in America e scelti tra gli autori dei libri più innovativi del 2019 in questo campo.

Sette messaggi principali destinati alle donne per il 2020.

Controllo delle nascite.

Può sembrare un paradosso, ma il controllo delle nascite su base ormonale non è perfetto, secondo Sarah Hill, autrice di “This Is Your Brain On Birth Control: The Surprising Science of Women, Hormones, and the Law of Unintended Consequences”. L’uso di ormoni ha conseguenze misurabili a livello biologico e può influenzare la vita dei soggetti in modo ancora poco studiato. In un mondo in cui il controllo delle nascite da parte della donna è un diritto acquisito recentemente e ancora messo in discussione, si è a disagio a mettere in luce gli aspetti negativi del sistema ormonale e, quel che è peggio a investire nella ricerca per eliminarne i difetti. L’autrice vorrebbe maggiore onestà e maggiori investimenti nel settore.

Salute vaginale.

Per la dottoressa Jennifer Gunter, editorialista del New York Times e autrice di The Vagina Bible: The Vulva And The Vagina – Separating The Myth From The Medicine, il messaggio del nuovo anno per le donne può essere sintetizzato così: in generale non c’è niente che non vada nei genitali femminili, che non hanno costante bisogno di “manutenzione” e cura. Il bombardamento mediatico sui prodotti per l’igiene, e l’estetica, intima è diretto dalle stesse aziende che vendono i prodotti che cercano di promuovere come indispensabili; il più delle volte non lo sono.

Donne trangender.

Sempre la dottoressa Gunter spezza una lancia a favore delle donne transgender, che vengono discriminate in quanto prive degli organi sessuali propri del genere che sentono proprio. La dottoressa auspica per il 2020 che le persone possano essere considerate per come si percepiscono e non per le proprie parti corporee.

Dolore al femminile.

Abby Norman, autrice dell’autobiografico “Ask Me About My Uterus: A Quest to Make Doctors Believe in Women’s Pain” ha raccontato l’incomprensione che ha incontrato da parte di medici e operatori sanitari quando presentava i dolorosi sintomi di una grave endometriosi. Il resoconto preciso del dolore provato, da parte di una donna, non veniva comunque considerato affidabile. Questo fenomeno arrivò a tal punto che l’autrice dovette recarsi dal medico col compagno per essere ascoltata e creduta.

Il messaggio per le donne, ma soprattutto per gli operatori sanitari, è quello di combattere i pregiudizi nei confronti delle donne e nella loro capacità di conoscersi e comprendere quando qualcosa nel loro organismo non funziona e di non discriminare le donne (ma, ovviamente, nessun paziente per sesso, razza o religione) in fase anamnestica.

Menopausa.

Il pensiero della storica Susan Mattern, autrice di “The Slow Moon Climbs: The Science, History, and Meaning of Menopause”, va alla concezione moderna della menopausa. Mentre in passato l’uscita, e potremmo dire l’emancipazione, dalla fase riproduttiva poteva significare per la donna una sorta di “promozione” o almeno la possibilità di giocare un ruolo più attivo, in particolare per l’autrice nell’ambito delle società agricole premoderne, oggi è eccessivamente associata alla vecchiaia, a sua volta stigmatizzata nella società contemporanea, e deve quindi essere “trattata” quasi come una patologia.

Rivalutare la fase della menopausa e la vecchiaia è il messaggio dell’autrice.

Le parole sono importanti.

Ancora oggi moltissime donne hanno pudore a utilizzare parole come “labbra”, “vagina”, “clitoride”: un pudore che ha radici lontane in una cultura della vergogna e della mortificazione del corpo femminile e degli atti sessuali e che paradossalmente contribuisce a perpetrarla ancora oggi.

Questi termini clinici sono spesso trattati come parolacce, e questo è un problema, secondo la dottoressa Gunter, culturale, ma anche medico poiché crea ostacoli nel distinguere ciò che è tipico, rispetto a quello che potrebbe essere una condizione patologica.

Diritti femminili: diritti umani.

Nella maggioranza degli Stati Uniti vige ancora la tassazione sugli assorbenti. Anche in Italia se è per questo, dove l’IVA, attualmente al 22% come tutti i beni “ordinari”, scenderà al 5% solo per i prodotti biodegradabili.

Jennifer Weiss-Wolf autrice di “Periods Gone Public: Taking A Stand For Menstrual Equity” si batte per l’abolizione di questa “tampon tax” e per il riconoscimento degli assorbenti come bene di prima necessità. Il suo messaggio per il nuovo anno ci riporta a una dimensione più universale: i diritti delle donne vanno considerati una sfaccettatura fondamentale dei diritti universali dell’umanità. Occorre lottare per la pari dignità di tutti gli individui che appartengono a comunità marginalizzate o oppresse.

Fonti.

https://www.npr.org/sections/health-shots/2020/01/02/793027826/7-womens-health-topics-we-need-to-talk-about-in-2020?t=1578390823267