La polmonite ad eziologia sconosciuta: in Cina il primo decesso

di Maria Rosa De Marchi

Dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) arriva l’allarme per una serie di casi di polmonite di eziologia sconosciuta in Cina: al 3 gennaio risultavano un totale di 44 casi di polmonite, comunicati in via ufficiale all’OMS dalle autorità cinesi. L’ultimo aggiornamento ha riportato il primo decesso di un uomo di 61 anni risalente a giovedì scorso.

Dei 44 casi inizialmente riportati, pochi pazienti sono in gravi condizioni, mentre la maggior parte sono stabili. Le autorità cinesi riportano che tutti i pazienti sono stati isolati e stanno ricevendo cure mediche negli ospedali di Wuhan, città con undici milioni di abitanti e capoluogo della provincia cinese della regione Hubei.

I segni e i sintomi clinici riscontrati sono principalmente febbre e difficoltà di respirazione per alcuni pazienti; radiografie del torace mostrano lesioni invasive in entrambi i polmoni. Secondo le informazioni preliminari rilasciate dalle autorità, alcuni dei pazienti sono lavoratori nel mercato del pesce di Huanan; inoltre, non ci sarebbero segni di contagio da uomo a uomo e non sono state registrate infezioni a carico dei lavoratori sanitari che sono entrati in contatto con i pazienti malati.

Sempre secondo le autorità cinesi, sono in stato di osservazione 120 persone che sono venute a stretto contatto con i pazienti; allo stesso modo, è in via di identificazione il patogeno responsabile della polmonite.

La valutazione del rischio secondo l’OMS

Secondo l’OMS, le informazioni disponibili per valutare in modo efficace il rischio globale dei casi di polmonite sono limitate. La connessione al mercato del pesce all’ingrosso può indicare un collegamento con gli animali. I sintomi riscontrati nei pazienti sono piuttosto comuni durante la stagione fredda e possono essere ascrivibili a numerose patologie respiratorie gravi; ad ogni modo, l’inusuale alta frequenza dei casi riportata nella città di Wuhan è stata motivo di allarme e ha richiesto investigazioni ulteriori, sia a livello di esami di laboratorio, che per quanto riguarda le diagnosi differenziali dei pazienti.

In un recente aggiornamento della situazione da parte del The Guardian si indica che la causa dell’infezione potrebbe essere un ceppo di coronavirus, l’ampia famiglia che può causare infezioni che spaziano dai comuni raffreddori alla sindrome respiratoria acuta grave – SARS; periodicamente, emergono tramite mutazione nuovi virus, più o meno gravi, che si diffondono, come il virus SARS nel 2002 e la sindrome respiratoria medio-orientale (MERS) nel 2012.

Raccomandazioni da parte dell’OMS per i viaggiatori

Nell’ultimo aggiornamento del 9 gennaio, l’OMS non raccomanda l’adozione di misure preventive particolari per i viaggiatori, né raccomanda alcuna restrizione di tipo commerciale con la Cina sulla base delle informazioni al momento a disposizione. La situazione, ad ogni modo, è ancora in piena evoluzione.