Le carenze nutrizionali come sintomo della celiachia

Gli integratori non fanno bene al cervello?

di Luca Mario Nejrotti

Non sembrano esserci prove scientifiche che gli integratori facciano bene al cervello.

Tanto fosforo.

Fa parte della saggezza popolare pensare che assumere fosforo aiuti la concentrazione, ma anche il “come” è importante: le conclusioni del Global Council on Brain Health (GCBH) lasciano poche speranze a chi confida negli integratori.

Il GCBH è un gruppo indipendente di scienziati, professionisti della salute, studiosi ed esperti di politica di tutto il mondo che lavorano nel settore della salute del cervello per quanto riguarda gli aspetti cognitivi e il benessere durante l’invecchiamento. Il GCBH si presenta come una fonte affidabile di informazioni, basando le proprie raccomandazioni su prove reali integrate dal consenso di esperti provenienti da una vasta gamma di discipline e prospettive.

85000 diversi tipi di integratori negli USA.

In un rapporto di 31 pagine, i membri del GCBH smontano la tesi che gli integratori alimentari possano essere utili al benessere cerebrale delle persone sopra i 50 anni, senza deficienze alimentari (vedi).

Lo scopo del rapporto è quello di mettere in guardia nei confronti dei messaggi pubblicitari che riguardano gli oltre 85000 diversi prodotti integratori alimentari in commercio negli Stati Uniti.

In pratica, anche se gli esperti di marketing sono autorizzati a scrivere frasi del tipo “Aiuta a mantenere vivace e attiva la memoria” o “Clinicamente testato”, i clienti devono essere informati del fatto che non vi sono prove scientifiche di ciò.

Business.

La disinformazione è un problema: secondo un sondaggio dell’AARP (vedi), un’associazione che si occupa di benessere della terza età, tra gli adulti americani oltre i 50 anni, che usano integratori alimentari, l’81% ritiene che essi siano “almeno un po’ importanti per la salute”; inoltre il 69% sta attualmente assumendo un integratore alimentare almeno 3 volte a settimana e il 26% prende regolarmente integratori per la salute del cervello.
Tra gli adulti che assumono integratori alimentari specificamente per la salute del cervello, il 21% afferma di assumerli per mantenerla e il 20% per migliorarla; l’11% li prende per ritardare l’insorgenza della demenza e l’8% per “invertire” la demenza.
La fiducia immotivata negli integratori mantiene e aumenta i profitti dei produttori. Il settore ha visto raddoppiare il proprio valore tra il 2006 e il 2015. Un rapporto ha rilevato che le vendite di integratori per la salute del cervello sono ammontate a $ 3 miliardi in tutto il mondo nel 2016, con la previsione di raggiungere $ 5,8 miliardi entro il 2023.

Ricerche insufficienti.
Il rapporto esamina una serie di ingredienti di integratori spesso raccomandati per la salute del cervello, tra cui l’apoaequorin, una proteina isolata dalle meduse Aequorea victoria e l’ingrediente attivo nell’onnipresente integratore Prevagen (sulla rete ndr). Dopo aver sottolineato le carenze nella ricerca sponsorizzata dall’azienda, la recensione afferma che la struttura chimica di apoaequorin è “probabilmente scomposta nell’intestino prima di raggiungere il cervello, quindi è improbabile che porti benefici”. Il gruppo di esperti non consiglia di prenderlo.
Altri ingredienti promossi per la salute del cervello che raccolgono recensioni negative sono il coenzima Q10 (CoQ10), la curcumina/curcuma, il ginkgo biloba, l’olio di cocco e l’olio di pesce.

Il rapporto mette in guardia specificamente sui rimedi erboristici cinesi tradizionali, rilevando che non sono tenuti a sottoporsi a studi clinici prima dell’uso. Possono, inoltre, non contenere gli ingredienti sull’etichetta e possono essere contaminati da tossine, metalli pesanti o droghe. Alcuni rimedi a base di erbe usati nella medicina cinese possono avere gravi effetti collaterali, interagire con i farmaci da prescrizione o non essere sicuri per le persone con determinate condizioni mediche.

Buone pratiche.

Il rapporto contiene anche alcuni consigli pratici:

  • adottare abitudini di vita sane e assumere i nutrienti per la salute del cervello da una dieta sana, non da integratori alimentari: le condizioni di salute legate all’invecchiamento, come il cattivo assorbimento dei nutrienti e la cattiva salute dentale, possono aumentare il rischio di carenze nutrizionali e queste possono influenzare la salute del cervello;
  • consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi supplemento: farmaci, chirurgia e cancro possono essere avere controindicazioni all’uso di integratori;
  • fare attenzione alle affermazioni vaghe o esagerate sulla salute del cervello fatte dagli esperti di marketing: gli integratori alimentari, a differenza dei farmaci, non richiedono una revisione da parte della FDA sulla loro sicurezza o efficacia prima di andare sul mercato;
  • la qualità degli ingredienti negli integratori può variare ampiamente e generalmente non esiste una revisione governativa per purezza o contenuto: è utile cercare una verifica di qualità di terze parti, ad esempio presso com, NSF International, or U.S. Pharmacopeia;
  • ricordare che alcuni integratori possono essere tossici ad alti dosaggi: per esempio, grandi dosi di vitamine A, D, E e K, come pure un eccesso di ferro o caffeina.
  • i pazienti affetti da demenza dovrebbero evitare la melatonina a causa dell’aumentato rischio di cadute e altri effetti secondari indesiderati.

Inoltre, vi sono molte altre abitudini di vita come dormire a sufficienza, allenarsi regolarmente, seguire una dieta sana, mantenersi mentalmente e socialmente attivi che sono raccomandati dal GCBH.

Fonti.

https://www.aarp.org/content/dam/aarp/health/brain_health/2019/06/gcbh-supplements-report-english.doi.10.26419-2Fpia.00094.001.pdf

https://sciencebasedmedicine.org/aarp-report-insufficient-evidence-that-dietary-supplements-benefit-brain-health/