L’Omceo di Torino prende posizione sui Pronto Soccorso alle strutture convenzionate

di Mario Nejrotti

Il caso

Il Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (Omceo) di Torino, Guido Giustetto, prende posizione sulla questione che ha destato tanto rumore in regione Piemonte per la volontà di aprire nuovi Pronto Soccorso nelle strutture convenzionate. Lo ha fatto dopo aver ascoltato nei giorni scorsi le posizione di molte parti incausa, dalla Giunta Regionale, all’opposizione, ai sindacati dei medici. E la posizione è maturata alla fine dopo che sono stati ascoltati i colleghi che nei DEA cittadini ci lavorano e spesso ci soffrono per le condizioni dei turni e del sovraccarico professionale.

Il pensiero dell’Ordine

Ben lungi dal demonizzare l’attività convenzionata e privata che in Piemonte è fondamentale per garantire la quantità e il livello delle prestazioni, Giustetto sostiene che in realtà gli accessi ai DEA sono in costante, se pur lieve diminuzione e che il sovraffollamento è legato essenzialmente a due cause, gli ancora eccessivi accessi improri, ma soprattutto alla difficoltà di dimettere dai reparti pazienti che necessiterebbero di più letti in post acuzie o di un incremento e una migliore organizzazione dell’assistenza territoriale. Oltre a questo gioca un ruolo importante anche la progressiva carenza di personale legata alla scarsità di assunzioni.

Una filosofia nuova per l’Italia

Finalmente attraverso il pensiero dell’Ordine di Torino sembra prendere corpo una filosofia “nuova” , e che in Italia è stata sempre negletta. Non serve aumentare sempre l’offerta, inaugurando nuove strutture in sanità, come in altri settori, ma  meglio mettere mano a quello che c’è, e che è quantitativamente sufficiente dati alla mano, per potenziarlo, investendo in uomini, mezzi e qualità del lavoro.

L’indicazione politica dell’Omceo è chiara e netta. E ora: chi ha orecchie per sentire, ascolti.