Un effetto inatteso dei vaccini antinfluenzali nella cura oncologica?

di Luca Mario Nejrotti

Studi di laboratorio mostrano una possibile applicazione dei virus inattivati dell’influenza nel trattamento immunologico dei tumori.

Tumori caldi.

Tra le cure oncologiche, l’immunoterapia sta avendo un crescente successo, aprendo nuove prospettive di trattamento e di sopravvivenza. Un fattore discriminante importante nell’applicazione di questo tipo di intervento è la presenza, all’interno del tumore da curare, di sufficienti cellule immunitarie e l’assenza, o almeno la non preponderanza di cellule immunodepressive.

Se questi parametri sono rispettati, abbiamo i cosiddetti “tumori caldi”, trattabili efficacemente con l’immunoterapia al contrario dei loro omologhi “freddi” (vedi). 

Effetti secondari “desiderabili”.

Nel tentativo di rendere aggredibili i “tumori freddi” sono stati tentati numerosi approcci: recenti esperimenti su modelli murini hanno dimostrato che l’iniezione nei tumori di un virus dell’influenza inattivato, sostanzialmente un vaccino antinfluenzale, ne diminuisce la massa e aumenta l’efficacia dell’immunoterapia.

L’idea è partita dalla revisione dei dati del National Cancer Institute, da cui è stato possibile registrare che i pazienti con carcinoma polmonare che erano stati anche in ospedale per infezioni polmonari correlate all’influenza tendevano a vivere più a lungo rispetto a quelli con carcinoma polmonare che non avevano avuto un virus influenzale.

La prima impressione è stata replicata nei topi.

I ricercatori a questo punto hanno voluto indagare l’effetto in quei tumori che non potevano, per posizione e conformazione, essere toccati da un’infezione influenzale: iniettando un virus dell’influenza inattivato nei melanomi, sempre nei topi, hanno scoperto che questo “vaccino” era in grado di trasformare i tumori da freddi a caldi aumentando la concentrazione di cellule dendritiche nei tumori. Queste cellule possono stimolare una risposta immunitaria e, in effetti, hanno portato a un aumento delle cellule T CD8, che possono riconoscere e distruggere le cellule tumorali, attraverso la riduzione delle cellule immunodepressive.

Un altro effetto è la riduzione della massa tumorale a cui corrisponderebbe anche un’interessante risposta “sistemica”, vale a dire un rallentamento della crescita di tumori simili, ma non iniettati con i virus attenuati.

Rapida applicazione.

La sperimentazione si è basata su modelli murini trapiantati con cellule cancerose e cellule immunitarie umane, trattate con farmaci destinati al consumo umano e già approvati dalla FDA.

In definitiva, il vaccino contro l’influenza stagionale potrebbe essere impiegato anche per trasformare i tumori immunologicamente inattivi in tumori aggredibili dall’immunoterapia e per ridurre le dimensioni delle masse tumorali e la loro crescita. Inoltre, poiché si tratta di farmaci già approvati, sotto il profilo della sicurezza, dall’FDA, potrebbero rapidamente essere applicati nella pratica clinica con questo nuovo scopo (vedi).

Fonti.

https://www.medicalnewstoday.com/articles/327452.php#1

https://www.pnas.org/content/117/2/1119