Microbioma e obesità

di Luca Mario Nejrotti

Una delle più interessanti frontiere della ricerca sul microbioma riguarda il suo rapporto con il metabolismo e lo sviluppo dell’obesità.

Antibiotici e obesità infantile.

L’interesse per il microbioma e il suo ruolo nelle origini dello sviluppo dell’obesità sono aumentati in modo sostanziale negli ultimi dieci anni, portando a numerosi studi sul legame tra l’esposizione agli antibiotici nella prima infanzia e l’obesità infantile.

Due nuovi studi (vedi e vedi), pubblicati su JAMA, svoltisi in Nuova Zelanda, gettano nuova luce sull’argomento: uno studio di coorte prospettico su 5128 bambini e uno studio nazionale retrospettivo su 300000 madri e bambini.

Entrambi gli studi hanno trovato associazioni dose-dipendenti tra esposizione antibiotica precoce (prenatale o durante i primi 1-2 anni di vita) e indice di massa corporea e obesità insorta all’età di 4-5 anni.

Rimangono alcuni dubbi (vedi), infatti quando i ricercatori hanno circoscritto la loro analisi a fratelli e gemelli, non hanno trovato alcuna associazione significativa, suggerendo che l’associazione tra antibiotici e obesità potrebbe essere dovuta a fattori di confondimento non misurati che sono comuni all’interno delle famiglie analizzate.

Causa non necessaria o sufficiente.

Lo studio di coorte, per altro, essendo più ridotto ha permesso un controllo maggiore dei fattori di contesto, come la dieta, il sonno, la visione televisiva e il peso materno, l’educazione e lo stato delle relazioni, mettendo i ricercatori in condizione di collegare anche il parto cesareo e l’allattamento al seno all’obesità, rafforzando la convinzione che il microbioma sia in qualche modo collegato allo sviluppo.

In definitiva però, i fattori che regolano e modificano il microbioma umano sono molteplici e delicati, e gli antibiotici non possono essere considerati né come causa necessaria né sufficiente per favorire lo sviluppo dell’obesità infantile.

Tuttavia, il suo ruolo potenziale non può essere ignorato alla luce delle crescenti prove fornite dall’allevamento di bestiame, da esperimenti su animali e da studi sull’uomo che dimostrano che gli antibiotici possono causare cambiamenti nel microbioma intestinale associati al metabolismo e all’aumento di peso. Questi 2 studi forniscono nuovi dati e pur evidenziando potenziali limiti nelle attuali impostazioni di ricerca a un crescente numero di prove che suggeriscono che gli antibiotici (tra molti altri fattori) possono contribuire allo sviluppo dell’obesità infantile, in particolare quando si verificano esposizioni ripetute durante il primo anno di vita, un momento critico per la programmazione metabolica.

Un difficile equilibrio.

Dal punto di vista della salute pubblica, la gestione antibiotica è una priorità urgente, indipendentemente dal suo ruolo potenziale nella prevenzione dell’obesità.

Se al momento non è chiaro se gli antibiotici influenzino causalmente lo sviluppo dell’obesità nell’uomo e se particolari tipi di antibiotici o finestre temporali di esposizione siano particolarmente dannose, è importante approfondire e indagare queste sfumature che sono importanti perché, sebbene le associazioni appaiano modeste a livello di singoli pazienti, potrebbero essere significative a livello di popolazione. Tuttavia, è difficile giungere a risposte inoppugnabili e ovviamente non sarebbe etico assegnare casualmente i bambini a ricevere antibiotici. Una prospettiva suggerita dai ricercatori è quella di, studiare se gli interventi randomizzati per ridurre la prescrizione eccessiva di antibiotici abbiano un ulteriore vantaggio nel ridurre l’incidenza dell’obesità infantile.

Nel frattempo, sono necessari sia i programmi di gestione degli antibiotici sia i programmi di prevenzione dell’obesità infantile, anche se resta da vedere se e come queste iniziative possano convergere.

Fonti.

https://jamanetwork.com/journals/jamanetworkopen/fullarticle/2759120

https://jamanetwork.com/journals/jamanetworkopen/fullarticle/2759122

https://jamanetwork.com/journals/jamanetworkopen/fullarticle/2759128