La dieta chetogenica, tra entusiasmo e prudenza

di Luca Mario Nejrotti

Le diete non riguardano il semplice “perdere peso”, ma sono intimamente collegate alla salute e al benessere delle persone. Sono quindi un argomento delicato, tuttavia può anche succedere che l’avallo delle celebrità sia più importante di quello della comunità scientifica.

Chetogenesi.

La dieta chetogenica è un regime alimentare che privilegia grassi e proteine rispetto ai carboidrati, inducendo nell’organismo la chetogenesi, vale a dire quel meccanismo di sostentamento che, in assenza di sostanze più semplici da elaborare, ci porta a metabolizzare i grassi di riserva e le proteine per mantenere i processi energetici necessari al sostentamento dell’organismo (vedi).

Poiché questo regime usa i grassi come fonte energetica primaria e drena il corpo rapidamente dall’acqua legata ai carboidrati muscolari di riserva, la perdita di peso è più rapida rispetto a una dieta ipocalorica classica.

Chi segue la dieta chetogenica ha un fabbisogno di grasso molto elevato, e deve mangiare grassi a ogni pasto, seguiti quantitativamente da proteine e, infine, carboidrati. Vengono preferiti i grassi saturi da olio di palma o di cocco, lardo e burro, ma sono ammessi nella dieta anche alcuni grassi insaturi, più sani, come noci, mandorle, semi, avocado, tofu e olio d’oliva. La dieta chetogenica riduce drasticamente gli alimenti ricchi di carboidrati come pane, pasta e cereali, ma pure i legumi e la maggior parte dei frutti. Anche gli ortaggi sono limitati a verdure a foglia verde, cavolfiori, broccoli, asparagi, peperoni, cipolle, aglio, funghi, cetrioli, sedano e zucchine.

La ricerca in corso.

Il metabolismo umano è un sistema delicato e “barare” inducendo il nostro organismo a credere di stare morendo di fame per indurlo a bruciare i grassi è una scelta percorribile ma non esente da rischi. I corpi chetonici sono carburanti alternativi essenziali che consentono all’uomo di sopravvivere a periodi di scarsità di glucosio indotti dalla fame e dall’esercizio prolungato.

Una dieta chetogenica spinge l’organismo di chi la pratica a utilizzare il corpo chetonico β-idrossibutirrato per la produzione di energia, ma come è possibile che la chetogenesi influenzi il tessuto adiposo mantenendo il nostro metabolismo in un equilibrio sano? Uno studio recente dell’Università di Yale ha evidenziato che in prima battuta i corpi chetonici favoriscono la produzione di cellule immunitarie che contribuiscono a mantenere l’omeostasi del glucosio (vedi e vedi).

Est modus in rebus.

Anche se i risultati sono incoraggianti, i ricercatori di Yale mettono in guardia sugli effetti riscontrati, nei topi, a medio e lungo termine. Se all’inizio si possono apprezzare solo risultati positivi, in seguito i topi esaminati hanno cominciato a manifestare aumento di peso, fino all’obesità, e predisposizione al diabete.

Questo principalmente perché venivano assunti più grassi di quanto l’organismo riuscisse a smaltire.

La ricerca, nell’ambito delle diete chetogeniche è ancora agli inizi e gli studi soffrono di discrepanza di metodo.

La prudenza, quindi, è d’obbligo: anche se questo regime alimentare è promosso da celebrità del calibro di Gwyneth Paltrow, Lebron James, e Kim Kardashian, non si può non tenere conto del fatto che, come sottolinea la FNOMCeO nella rubrica “Dottore, ma è vero che?”, ogni metabolismo è leggermente diverso dagli altri e che ogni individuo ha un proprio fabbisogno calorico giornaliero. Non tenere conto delle specificità del singolo ci espone a errori anche grossolani e a disequilibri che possono portare a disordini metabolici anche gravi.

Soprattutto, si tratta di una dieta “non per tutti”: le persone più vulnerabili, come soggetti cardiopatici, con problemi renali, in gravidanza, in allattamento, in determinate fasce d’età, con problemi psichici, dovrebbero essere estremamente caute nell’adottarla; questo perché si tratta di una dieta ricca di acidi grassi saturi che invece non dovrebbero essere assunti in quantità maggiori del 7% delle calorie giornaliere; queste sostanze assunte in eccesso rappresentano un pericolo per la circolazione sanguigna.

Inoltre, sebbene sia un regime alimentare adottabile in diversi campi, che presenta anche diversi benefici, può causare carenza di sostanze nutritive, problemi al fegato, e all’umore: la scelta di questa dieta andrebbe quindi sempre adottata dopo avere ottenuto almeno un parere medico sul proprio stato di salute e su eventuali controindicazioni.

Fonti.

https://dottoremaeveroche.it/la-dieta-chetogenica-fa-bene/

https://www.nature.com/articles/s42255-019-0160-6#author-information

https://medicalxpress.com/news/2020-01-keto-diet-small-doses.html