La soluzione del burnout dei medici non può gravare solo sulle loro spalle

di Luca Mario Nejrotti

Un terzo dei medici nel Regno Unito soffre di burnout, secondo un recente sondaggio.

Grandi numeri.

Si tratta del sondaggio più esteso mai fatto sui medici del Regno Unito, quello pubblicato su BMJ Open (vedi e vedi) a proposito di stress, burnout e resilienza. Si tratta di un’analisi osservazionale che ha interessato trasversalmente un elevato numero di livelli di carriera e specialità in tutta la nazione, tuttavia, per stessa ammissione degli autori, è probabile che abbiano risposto soprattutto i medici che patiscono di questa situazione, in ogni caso si tratta di un campanello d’allarme di cui si deve tenere conto.

I risultati indicano che i medici che lavorano in medicina d’urgenza e in medicina generale sono i più a rischio di stanchezza, stress e perdita di empatia.

Abbiamo già parlato del fenomeno, della sua diffusione e delle sue ripercussioni (vedi, vedi e vedi): è, ormai, noto che i medici hanno un rischio più elevato di ansia, depressione, abuso di sostanze e suicidio rispetto al pubblico in generale. Lavorano per lunghe ore sotto pressione, e, non solo nel Regno Unito, spesso con risorse limitate. Tutto ciò può influire sulla salute mentale.

Il sondaggio, distribuito dalle associazioni di categoria tra ottobre e novembre 2018, ha misurato in modo specifico la resilienza; qualità della vita professionale; empatia e metodi di protezione.

Complessivamente, 1651 medici hanno completato il sondaggio. Circa 1518 hanno risposto alle domande sulla resilienza, 1423 hanno risposto a domande sulla qualità della vita professionale; e 1382 hanno risposto alle domande sui meccanismi di protezione.

Risultati deludenti.

L’analisi delle risposte ha rivelato un panorama ancora più desolante di quello mostrato da altri studi pubblicati.

I medici ospedalieri hanno ottenuto un punteggio più alto per la resilienza rispetto ai medici di medicina generale, mentre i medici di specialità chirurgiche hanno ottenuto punteggi più alti rispetto ai loro colleghi non chirurgici; sono state notate anche differenze in base all’età e alla localizzazione geografica.

In generale, quasi un medico su tre soffre di burnout, uno su quattro ha elevati livelli di stress, poco meno di un terzo prova poca soddisfazione nella propria capacità di essere d’aiuto agli altri e nel fare bene il proprio lavoro.

I medici di medicina d’urgenza erano significativamente più bruciati rispetto a quelli di altre specialità e hanno anche registrato i punteggi più alti per lo stress.

Soltanto il 6% degli intervistati ha mostrato la situazione ottimale, vale a dire basso stress e alte soddisfazione e empatia.

Correre ai ripari.

I meccanismi di difesa sono molto concentrati sui medici stessi, spesso lasciati soli nell’affrontare il problema. Generalmente si cercano semplici distrazioni, piuttosto che affrontare le difficoltà alla radice. Dal sondaggio risulta che il personale sanitario dell’Irlanda del Nord trova più facilmente conforto nella religione.

Sebbene l’allenamento della resilienza emotiva sia una tattica molto favorita per scongiurare il burnout, i ricercatori mettono in dubbio la sua efficacia, sostenendo che ciò rende i medici gli unici responsabili del proprio benessere, senza intervenire sull’ambiente di lavoro, sui turni e sulle pressioni a cui sono sottoposti.

Un altro studio (vedi) ha scoperto che quasi un medico su cinque nelle maternità ha un disturbo da stress post-traumatico a causa di eventi angoscianti occorsi sul lavoro. In un sondaggio condotto su 1.095 ostetrici e ginecologi del Regno Unito, due terzi hanno dichiarato di aver incontrato situazioni traumatiche durante il travaglio e il parto. Circa il 18% dei partecipanti al sondaggio presentava “sintomi PTSD clinicamente significativi”, tra cui flashback e rabbia.

Il sistema sanitario anglosassone ripone molta fiducia in misure come l’offerta di sessioni di yoga, pilates e fisioterapia e l’incoraggiamento del personale a fare pause regolari.

Tuttavia, secondo i ricercatori “Non ci si può aspettare che i medici si riprendano dallo stress emotivo e dalle avversità che incontrano nel loro ruolo di clinici, mentre gestiscono un carico di lavoro pesante in un sistema sottofinanziato e sovraccarico”.

 

Fonti.

https://bmjopen.bmj.com/content/10/1/e031765

https://medicalxpress.com/news/2020-01-uk-doctors-burnt-stressed-poll.html

https://www.theguardian.com/society/2020/jan/27/third-of-uk-doctors-report-burnout-and-compassion-fatigue