Coronavirus: ancora nessun farmaco ma le ricerche proseguono

di Maria Rosa De Marchi

Dopo quasi un mese e mezzo dai primi comunicati e diversi aggiornamenti, l’attenzione del mondo è ancora puntata sul nuovo coronavirus e sulle potenziali conseguenze della sua diffusione.

I canali ufficiali dei principali enti dedicati a salute e sanità provvedono a fornire costanti aggiornamenti sulla situazione. Gli step principali dell’infezione del nuovo coronavirus, ribattezzato 2019-nCoV, sono stati riassunti in un video pubblicato sul canale YouTube dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) dove si fa il punto sulle scoperte scientifiche fatte sinora per identificare e caratterizzare il nuovo agente patogeno e sui progressi messi in atto per contrastare il virus.

Come evidenziato dal video, i coronavirus sono normalmente presenti in animali e talvolta possono essere trasmessi anche all’uomo a causa di alcune mutazioni sopraggiunte; nel caso del 2019-nCoV non è ancora stato identificato il gruppo di animali che funge da serbatoio per il virus. Di seguito, il video discute delle modalità di trasmissione (ancora non certe, ma che si pensa che la trasmissione possa avvenire per via aerea, mediante goccioline di saliva emesse con tosse e starnuti) e i gruppi di popolazione più a rischio (persone in contatto con animali e caregiver di coloro che hanno contratto il virus). Al momento, il virus ha una diffusione geografica limitata e si raccomandano misure igieniche standard.

2019-nCoV versus influenza: agire subito e non sottovalutare la situazione

L’OMS stima che ogni anno causi da 3 a 5 milioni di contagi e da 290.000 a 650.000 decessi per cause respiratorie; il nuovo coronavirus ha finora causato circa 20.000 contagi. Come mai la reazione delle autorità politiche sanitarie è stata così pronta e decisa? Prima di tutto, spiega a NPR Anthony Fauci, direttore del U.S. National Institute of Allergy and Infectious Diseases, c’è da tenere in conto il fattore incertezza. Essendo il virus nuovo e sconosciuto, non se ne conosce la capacità di contagio e di trasmissione. Inoltre, non è ancora stato possibile determinare in modo statistico la mortalità legata al virus, che secondo calcoli preliminari potrebbe essere nettamente superiore a quella dell’influenza. Allo stesso modo si punta sulla quarantena come misura preventiva e metodo per isolare i pazienti contagiati e coloro potenzialmente venuti in contatto con il virus, per impedirne e bloccarne la diffusione. Quasi 20 anni fa, in occasione dell’epidemia di SARS (Severe Acute Respiratory Sindrome, sindrome respiratoria acuta grave, anch’essa causata da un coronavirus), i contagiati furono almeno 8.000 in tutto il mondo e i decessi centinaia.

Per il 2019-nCoV ancora nessuna terapia, ma gli studi continuano

Secondo gli ultimi aggiornamenti dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), al momento non ci sono terapie consigliate dall’OMS per il nuovo coronavirus e nelle linee guida sull’assistenza ai pazienti sono indicate solo terapie di supporto. L’OMS riunirà l’11 e 12 febbraio prossimi un forum di esperti da tutto il mondo per discutere di come accelerare la ricerca su vaccini e possibili terapie. Su alcuni pazienti si stanno però utilizzando alcuni farmaci già in uso o in sperimentazione per altre patologie, mentre per altri sono iniziati i test preclinici in vista di un possibile uso.

Lo screening dei viaggiatori potrebbe non essere un mezzo di prevenzione efficace

È ancora in fase di prestampa un articolo che potrebbe far luce sugli screening del coronavirus sui viaggiatori. Ne emerge che gli screening potrebbero non essere efficaci nell’identificare casi che ancora non hanno manifestato sintomi oppure sono stati esposti al rischio di contagio ma non ne sono a conoscenza. Questo enfatizza la necessità di identificare per i viaggiatori misure di controllo in grado di tracciare i loro spostamenti anche tempo dopo gli spostamenti aerei, in modo da essere in grado di risalire a loro in caso qualche passeggero dovesse manifestare sintomi in seguito allo screening.