Complicazioni locali e sistemiche del tumore alla prostata metastatico

di Maria Rosa De Marchi 

Il cancro alla prostata è il secondo tumore più frequente (dopo il cancro ai polmoni) che si manifesta negli uomini. Nel 2018 sono stati registrati globalmente 1.276.106 nuovi casi che hanno causato 358.989 decessi (il 3,8% di tutti i decessi causati dal cancro, nell’uomo). L’incidenza e la mortalità correlano con l’aumento dell’età media al momento della diagnosi, circa 66 anni1.

Il cancro alla prostata può essere asintomatico negli stadi iniziali, spesso ha un decorso non doloroso e secondo la letteratura può richiedere trattamento minimo. Il sintomo più diffuso è la difficoltà a urinare, la necessità di urinare con maggiore frequenza oppure di notte, tutti sintomi che possono manifestarsi anche in caso di ipertrofia prostatica. A uno stadio più avanzato si può anche presentare ritenzione urinaria e mal di schiena, dal momento che la colonna vertebrale è il sito più frequente di metastasi1.

Se localizzato, il cancro alla prostata può essere oggetto di chirurgia o radioterapia, ma in alcuni pazienti potrebbe ripresentarsi, tramite la comparsa di metastasi oppure tramite l’innalzamento dei livelli di antigene prostatico specifico. Nella porzione di pazienti in cui viene identificata la recidiva si può tentare la radioterapia, ma generalmente il resto dei casi sono considerati incurabili. Una porzione di pazienti, inoltre, presenta metastasi già alla prima diagnosi. La gestione del cancro alla prostata è perlopiù medica: se il tumore è incurabile, non è intrattabile2.

Anche in Italia il cancro della prostata è un problema di salute pubblica importante, ed è uno dei tumori più diffusi con quasi 40.000 casi l’anno3. La questione dello screening è controversa ed è stata trattata, evidenziando pro e contro, sul sito della Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro – AIRC.

Per i pazienti a cui viene diagnosticato de novo un tumore alla prostata metastatico la malattia può compromettere la qualità di vita sia a causa degli effetti sistemici,  sia per i sintomi dovuti alla sua progressione locale.

Complicazioni locali e sistemiche: lo studio su BMJ Open

Lo studio da poco apparso su BMJ Open si è occupato di valutare l’incidenza e la gestione delle complicazioni locali e sistemiche che colpiscono i pazienti a cui è stato diagnosticato de novo un tumore alla prostata metastatico. Strutturato come un’analisi retrospettiva, i ricercatori hanno utilizzato dati provenienti da pazienti curati in un ospedale specializzato in Singapore, selezionando e includendo nell’analisi 685 pazienti per un periodo di 20 anni (1995-2014).

Gli obiettivi erano valutare le necessità dei pazienti in relazione ai sintomi a livello sistemico e locale, esaminando le complicazioni emerse per i diversi casi. La necessità di procedure palliative per contrastare l’ostruzione urinaria, il peggioramento della funzionalità renale o l’ematuria erano definiti come complicazioni locali, mentre le fratture scheletriche erano comprese nelle complicazioni sistemiche. Tra i parametri analizzati, anche la gestione del paziente e il tasso di sopravvivenza.

In totale, per il 34,6% dei pazienti si è dovuto ricorrere a trattamenti palliativi. Il 12,8% presentava ritenzione urinaria e il 9,7% dei pazienti ha richiesto l’impiego di trattamenti palliativi locali ripetuti. Il 17,2% dei pazienti ha sviluppato fratture scheletriche. In totale, il 95,3% dei pazienti ha ricevuto terapia di deprivazione androgenica (ADT, Androgen Deprivation Therapy). La sopravvivenza mediana è stata di 45 mesi, con una mortalità dell’81,4%.

La sopravvivenza mediana nel corso del tempo dello studio è migliorata, passando da 41,6 mesi del periodo 1995-1999 a 47,8 mesi del periodo 2010-1014 (p<0,01).

Le complicazioni date dal tumore della prostata metastatico sono più frequenti e debilitanti di quanto previsto, concludono gli autori dello studio, e richiedono spesso trattamenti palliativi immediati, oltre che ripetuti, man mano che il tumore progredisce.

A questo link è possibile trovare l’articolo nella sua versione integrale.

Bibliografia

  1. Prashanth Rawla. Epidemiology of Prostate Cancer. World J Oncol. 2019 Apr; 10(2): 63–89.
  2. Amy Body et al. Medical management of metastatic prostate cancer. Aust Prescr. 2018 Oct; 41(5): 154–159.
  3. Sito AIRC. Disponibile su: https://www.airc.it/news/la-misurazione-del-psa-non-e-un-test-di-screening. Ultimo accesso: 02/2020.