donne e bambini

Il futuro sono i bambini, quale futuro per loro?

di Luca Mario Nejrotti

Una commissione che unisce rappresentanti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, dell’UNICEF e di Lancet sta valutando le prospettive future per l’infanzia.

Futuro sostenibile.

Nonostante i notevoli miglioramenti della sopravvivenza, della nutrizione e dell’educazione negli ultimi decenni, i bambini di oggi affrontano un futuro incerto. I cambiamenti climatici, il degrado ecologico, le popolazioni migranti, i conflitti, le disuguaglianze pervasive e le pratiche commerciali predatorie minacciano la salute e il futuro dei bambini in ogni Paese (vedi).

Nel 2015, i Paesi del mondo hanno concordato gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS), ma in quasi 5 anni, pochi hanno registrato progressi verso il loro raggiungimento.

Questa situazione spinge a individuare alcuni temi trasversali su cui concentrare gli sforzi. La Commissione congiunta Organizzazione Mondiale della Sanità, UNICEF e Lancet propone di porre i bambini, di età compresa tra 0 e 18 anni, al centro degli OSS: al centro del concetto di sostenibilità e del nostro impegno umano condiviso.

Porre al centro dell’attenzione i bambini e il loro futuro costringe i decisori politici ad avere una prospettiva a lungo termine che finora sembra essere mancata.

Quale futuro?

Lo studio della Commissione mostra varie criticità che sembrano aver paralizzato le nazioni, nonostante un potenziale futuro di grandi opportunità sia ancora ritenuto possibile. Per esempio, la crisi climatica sembra minacciare gravemente la popolazione terrestre, in particolare, ovviamente, le generazioni più giovani e vulnerabili. L’inerzia delle nazioni stride notevolmente rispetto alla gravità della crisi.

La Commissione sottolinea anche l’alto valore simbolico dei bambini come potenziale elemento di coesione nei confronti del bene comune.

Proprio la coesione e la sinergia multilivello sono, secondo la Commissione, le chiavi per ottenere risultati concreti in poco tempo. Chiaramente questo necessiterà di un sistema di governance impegnato e intraprendente.

Coinvolgere i giovani.

Un impegno per una leadership partecipativa deve essere assunto da coloro che detengono un’influenza sostanziale (vedi). La Commissione identifica diversi ostacoli al coinvolgimento da parte degli adulti, tra cui la discriminazione nei confronti dei giovani, la mancanza di fiducia nelle loro opinioni e la riluttanza da parte delle autorità sovraccariche di impegni ad assumere compiti aggiuntivi. Occorrerebbe quindi promuovere investimenti per affrontare le norme sociali che ignorano le voci dei bambini e per creare politiche che promuovano la partecipazione piena ed efficace dei giovani.

Come proposto dalla Commissione, i bambini e gli adolescenti possono sostenere il monitoraggio e la responsabilità sociale degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, mobilitare i governi per adottare nuove politiche in materia di salute e sostenibilità e aiutare a progettare e condurre programmi e interventi. Poiché i nostri problemi sono vasti, complessi e interconnessi, la partecipazione effettiva alla loro risoluzione richiede innovazione e l’uso delle nuove tecnologie. Per esempio, U-Report (vedi) è una piattaforma sociale creata dall’UNICEF che, come altri strumenti digitali, favorisce il coinvolgimento dei giovani su una scala senza precedenti.

Ricercatori, responsabili politici e organizzazioni internazionali e locali devono lavorare a stretto contatto con i giovani per sviluppare tali strumenti e comprendere e promuovere le reali aspirazioni al coinvolgimento (vedi).

 

Fonti.

https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(19)32540-1/fulltext

https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(20)30364-0/fulltext

https://www.unicef.org/innovation/U-Report

https://www.thelancet.com/journals/langlo/article/PIIS2214-109X(19)30221-9/fulltext

https://www.thelancet.com/journals/lanchi/article/PIIS2352-4642(19)30247-0/fulltext