Dermatite atopica nei bambini: novità per la prevenzione e per la cura

di Maria Rosa De Marchi

La dermatite atopica è la patologia infiammatoria cronica della pelle più comune e può interessare fino a un bambino su quattro. La sua prevalenza è in aumento ed è frequente che continui a manifestarsi non solo in età pediatrica, ma anche in età adulta.

Al momento non ci sono cure o metodi per prevenire l’infiammazione, che si manifesta inizialmente con pelle secca, arrossata, che tende a desquamarsi; i sintomi sono accompagnati da prurito. La dermatite atopica può compromettere la qualità di vita, oltre che comportare un peso economico e sociale notevole.  

La dermatite atopica è causata da mutazioni del gene che codifica per la filaggrina, una proteina che contribuisce in modo essenziale al funzionamento fisiologico dell’epidermide e mantiene l’integrità della pelle. Mutazioni genetiche della filaggrina sono associate anche alla predisposizione per allergie alimentari, che si manifestano a causa della sensibilizzazione della pelle danneggiata.

Dermatite e prevenzione: le considerazioni di The Lancet

A questo proposito, The Lancet ha dedicato nell’ultimo numero un articolo di approfondimento sul tema, considerando le evidenze note finora.

Gli emollienti, come pomate, unguenti e creme per il bagno, sono la principale strategia di gestione della dermatite: vengono utilizzati per mantenere la pelle idratata, per riparare o proteggere la barriera epidermica e per ridurre la necessità di ricorrere a farmaci antinfiammatori.

Come riporta lo stesso giornale, non vi è evidenza, ad ogni modo, che l’utilizzo di soli emollienti sia in grado di prevenire la comparsa della dermatite atopica nei bambini: ne dà notizia un team di ricerca, con i risultati di uno studio di popolazione che ha coinvolto 2.397 neonati norvegesi e svedesi. I bambini sono stati divisi in quattro gruppi: controllo, bambini sottoposti a trattamenti con olii e creme con fini preventivi per la dermatite, bambini introdotti a nutrimento complementare con alimenti che contengono allergeni comuni (noccioline, latte, lievito, uova) tra le 12 e le 16 settimane di età, oppure entrambi gli interventi.
La dermatite atopica è comparsa nell’8% dei bambini nel gruppo di controllo, nell’11% nel gruppo di bambini sottoposto a trattamenti con creme, nel 9% nel gruppo di bambini sottoposti a dieta speciale e nel 5% nel gruppo in cui i neonati hanno ricevuto entrambi i trattamenti, suggerendo che forse potrebbe avere significatività statistica l’utilizzo combinato delle tue metodologie di intervento, ma non queste prese da sole. Lo studio indicava comunque delle limitazioni, riportando che l’aderenza al protocollo di studio non era stata ottimale in due dei quattro gruppi di studio.

Dermatite e cura: nuove frontiere per l’immunoterapia

I trattamenti per la dermatite atopica al momento sono sintomatici oppure coinvolgono strategie di immunosoppressione su determinate molecole target. In un articolo pubblicato su Science Translational Medicine un team di lavoro si è invece concentrato su come sfruttare il sistema immunitario nel trattamento della patologia: i pazienti con dermatite atopica possiedono nel sangue poche cellule natural killer (NK), osservazione che potrebbe essere potenzialmente utile sia per fini diagnostici che per sviluppare una terapia mirata. Su modello murino, la scarsità di cellule NK è stata associata all’infiammazione della pelle, suggerendo che a questo livello le cellule NK giocano un importante ruolo regolatorio. In questo modo gli scienziati ipotizzano un possibile utilizzo dei superagonisti dell’interluchina 15, impiegati in studi clinici come terapia oncologica, anche come strategia terapeutica per la dermatite atopica.

Al momento è possibile consultare solo l’abstract dello studio, cliccando su questo link.