Il mattino ha l’oro in bocca, anche nello studio del medico

di Luca Mario Nejrotti

Due studi recenti hanno sottolineato come i pazienti che hanno gli appuntamenti dal medico sul finire della giornata lavorativa hanno più probabilità di ottenere un servizio più sbrigativo.

Oppiacei e prevenzione.

Tutti noi sperimentiamo maggiore stanchezza alla fine della giornata lavorativa, ma che cosa comporta questo nell’ambito della medicina generale? I pazienti che prendono appuntamento in serata godono dello stesso servizio di quelli che accedono allo studio medico per primi?

Due ricerche sembrano dimostrare che non è sempre così. Nel primo caso si è voluto esaminare la pratica di trattamento del dolore acuto nei pazienti che vengono visitati a fine giornata (vedi): sembra che in questo caso sia più probabile la prescrizione di oppiacei, invece che di trattamenti fisioterapici o farmaci antinfiammatori.

Un secondo studio, invece, si è concentrato sulla prescrizione di screening preventivo per le neoplasie del seno e del colon e, secondariamente sull’adesione dei pazienti (vedi). Anche in questo caso si è notato come fosse più raro per i pazienti giunti in coda alla giornata di studio vedersi prescrivere lo screening. Inoltre, questi pazienti erano anche i meno disponibili ad adempiere alla prescrizione entro l’anno.

Questione di dialogo.

Dal confronto di questi due studi (vedi) i risultati sono chiari, mentre sarebbero meno definite le cause. Dalla pratica medica quotidiana, però, sembra che la questione sia soprattutto legata al dialogo medico-paziente e alle energie che questo richiede.

In effetti, la prescrizione di oppiacei garantisce un’immediata soddisfazione del paziente, un risultato percepibile sin dalla prima assunzione e l’impressione di un progresso concreto nel trattamento del dolore. D’altro canto, però, si tratta di farmaci a rischio e la diffusione dei casi di dipendenza negli Stati Uniti ne sono la prova.

Prescrivere antinfiammatori o a maggior ragione la fisioterapia implica un impegno di tempo molto maggiore. In questi casi i benefici, che pure sono scientificamente dimostrati, possono richiedere tempo; ne consegue che il medico è costretto ad affrontare una discussione con il paziente per convincerlo dell’effettiva opportunità di servirsi di trattamenti diversi dagli oppiacei. Senza contare il fatto che è lo stesso paziente, a fine giornata, a non avere a volte le energie per impegnarsi a comprendere le ragioni del medico.

Questo è ancora più chiaro nel caso della prevenzione oncologica: mammografie e test fecali per il cancro al colon hanno dimostrato di essere estremamente efficaci nella diagnosi precoce. Tuttavia, le ricerche dimostrano che la prescrizione di questi esami diminuisce significativamente con il progredire della giornata clinica. Non solo: anche il completamento dei test di screening del cancro da parte del paziente entro 1 anno dalla visita è inferiore se l’orario dell’appuntamento per le cure primarie avveniva tardi nella giornata.

Sembra che si tratti di argomenti troppo delicati per essere affrontati in condizioni di stanchezza, ma spesso non si trova l’occasione per parlarne a mente fresca.

Soluzioni.

Non sembrano esistere ricette universali per risolvere il problema, anche se si è provato a demandare le pratiche di comunicazione e prescrizione degli screening oncologici agli assistenti e praticanti di studio. In questo caso, almeno per questo settore, si è evidenziata una copertura uniforme della giornata e dei pazienti che necessitano di queste informazioni ed esami. D’altro canto, però, si è notato che i pazienti contattati a fine giornata, in ogni caso hanno meno probabilità di aderire al protocollo di screening.

In attesa di trovare una soluzione, conviene prediligere l’inizio degli orari di visita, per non correre rischi.

Fonti.

https://jamanetwork.com/journals/jamanetworkopen/fullarticle/2749268

https://www.npr.org/sections/health-shots/2020/02/29/804929853/good-medical-care-can-suffer-late-in-the-day?t=1583694039496

https://jamanetwork.com/journals/jamanetworkopen/fullarticle/2733171