Obesità: rapporto medico-paziente

Di Luca Mario Nejrotti

Nella lotta contro l’obesità un elemento chiave è il dialogo tra medico e paziente. Uno studio scozzese valuta gli ostacoli che impediscono una corretta comunicazione.

Obesità e cure primarie.

L’eccesso di peso corporeo è tra le più gravi sfide globali per la salute pubblica del 21° secolo.

Attualmente, il 39% (1,9 miliardi) della popolazione adulta globale è in sovrappeso e il 13% (650 milioni) è in condizioni di obesità. Il Regno Unito ha la più alta prevalenza di sovrappeso e obesità nel mondo, e in Scozia, il 65% della popolazione adulta è in sovrappeso, mentre l’obesità ne affligge il 29% (vedi).

Circa 24,2 milioni di consultazioni di cure primarie a carico del Servizio sanitario nazionale (NHS) si svolgono ogni anno in Scozia e i pazienti obesi in media consultano le cure primarie più frequentemente rispetto ai pazienti sani.

Le linee guida cliniche del Regno Unito affermano che l’assistenza primaria ha un ruolo chiave nell’identificazione, nel monitoraggio e nella gestione del sovrappeso e dell’obesità nella popolazione di pazienti. Ciononostante, le prove osservazionali e di auto-relazione concludono che i problemi di peso sono raramente discussi con pazienti in sovrappeso o obesi durante le consultazioni di cure primarie e che la gestione del peso non viene abitualmente offerta a pazienti con sovrappeso e obesità.

I problemi evidenziati dallo studio sono che molti pazienti con sovrappeso e obesità non percepiscono con precisione il proprio peso o il rischio di sviluppare problemi di salute correlati al peso; inoltre, i medici percepiscono il loro ruolo nella gestione del peso come sensibilizzazione e ammonimento, non come prevenzione o monitoraggio delle problematiche del peso.

Rapporto medico-paziente.

I professionisti di cure primarie spesso percepiscono il peso del paziente come difficile da gestire e citano numerosi ostacoli nella sua gestione, tra cui vincoli di tempo o risorse, scarsa motivazione del paziente, scrupolo a allarmare i pazienti e mancanza di preparazione correlata alla gestione clinica del  peso.

Allo studio hanno partecipato in totale, 305 pazienti in cure primarie e 14 professionisti (12 medici; due infermieri). Di questi, 218 pazienti (71,5%) e sette professionisti (50%) erano sovrappeso (BMI ≥25 kg/m2).

Si è rilevato che molti pazienti con sovrappeso e obesità sottovalutano il proprio peso e il rischio correlato di sviluppare malattie croniche; stranamente, la maggior parte degli operatori sanitari ha percepito che i loro pazienti erano consapevoli dei loro problemi di peso.

Questa incongruenza può perpetuare le percezioni imprecise dei pazienti sul loro rischio di conseguenze sulla salute legate al peso. I medici coinvolti riconoscono la gravità del problema del paziente, tuttavia trovano difficile discuterne i rimedi con i pazienti stessi e assisterli nella gestione del peso a causa di barriere organizzative del sistema e convinzioni del  paziente. I medici suggeriscono che l’obesità da sola non sia un problema per le cure primarie e che la pratica attuale è quella di trattare l’obesità sintomatica piuttosto che prevenire l’obesità in sé.

La scarsa comunicazione, dovuta a malintesi e pregiudizi collegati al peso fanno sì che vi sia un urgente bisogno di rivedere, standardizzare e chiarire il processo di gestione all’interno delle cure primarie nel NHS scozzese e di passare a una responsabilità condivisa nel riconoscere l’obesità come malattia.

Fonti.

https://bmjopen.bmj.com/content/10/3/e034023