COVID-19: l’impatto di genere

Di Luca Mario Nejrotti

La pandemia da COVID-19 ha provocato un’emergenza sanitaria in cui gli aspetti di genere, finora, sono rimasti sullo sfondo.

Pandemia di genere.

Riconoscere fino a che punto i focolai di malattie colpiscono le donne e gli uomini in modo diverso è un passo fondamentale per comprendere gli effetti primari e secondari di un’emergenza sanitaria su diversi individui e comunità e per dar vita a politiche ed interventi efficaci ed equi. Non si tratta solo di prendere in considerazione gli aspetti squisitamente medici, ma anche quelli sociali ed economici.

Sul piano sanitario, sebbene i dati disaggregati per sesso per COVID-19 mostrino finora un numero uguale di casi tra uomini e donne, sembrano esserci differenze tra i sessi nella mortalità e nella vulnerabilità alla malattia (vedi). I dati, anche se vanno presi con prudenza, suggeriscono che muoiano più uomini che donne, potenzialmente a causa dell’immunologia basata sul sesso o differenze di genere, come la diffusione del fumo di tabacco.

Tuttavia, gli attuali dati disaggregati per sesso sono incompleti, mettendo in guardia contro ipotesi affrettate.

Per esempio, i dati dell’ufficio informazioni del Consiglio di Stato in Cina suggeriscono che oltre il 90% degli operatori sanitari nella provincia di Hubei sono donne, sottolineando la natura di genere della forza lavoro sanitaria e il rischio che devono affrontare prevalentemente le donne che lavorano nel settore sanitario.

Le questioni sociali ed economiche.

Una prospettiva di genere è fondamentale anche nel pianificare le politiche di sostegno e compensazione che le nazioni metteranno in atto, auspicabilmente, per le fasce di popolazione colpite più duramente dalle condizioni di vita ingenerate dall’emergenza sanitaria.

Si pensi, per esempio, alla campagna di sostegno alle donne contro la violenza domestica, messa in atto dalle associazioni di settore in Italia contemporaneamente all’emanazione dell’obbligo a restare nel proprio domicilio da parte del Governo (vedi).

La chiusura delle scuole per controllare la trasmissione COVID-19 in Cina, Hong Kong, Italia, Corea del Sud e oltre potrebbe avere un effetto differenziale sulle donne, che forniscono la maggior parte dell’assistenza informale all’interno delle famiglie, con la conseguenza di limitare il loro lavoro e le opportunità economiche.

L’esperienza derivante da epidemie passate mostra l’importanza di integrare un’analisi di genere negli sforzi di preparazione e risposta per migliorare l’efficacia degli interventi sanitari e promuovere obiettivi di equità di genere e di salute. Durante l’epidemia di virus Ebola nell’Africa occidentale 2014-2016, si è notato che le donne avevano maggiori probabilità di essere infettate dal virus, dato il loro ruolo predominante di caregiver all’interno delle famiglie e di operatori sanitari di prima linea.

Donne e decisori.

Le donne avevano meno probabilità degli uomini di avere potere nel processo decisionale all’inizio dell’epidemia  e i loro bisogni erano in gran parte insoddisfatti.  Infatti, per esempio, le risorse per la salute riproduttiva e sessuale furono dirottate verso la risposta alle emergenze, contribuendo a un aumento della mortalità materna in una regione che già aveva uno dei tassi più alti al mondo.

Data la loro interazione in prima linea con le comunità, le donne dovrebbero essere coinvolte attivamente nel monitoraggio delle tendenze a livello locale che potrebbero segnalare l’inizio di un focolaio e quindi migliorare la sicurezza sanitaria globale: l’incorporazione delle voci e delle conoscenze delle donne nelle strategie preventive e gestionali potrebbe rafforzare e migliorare la preparazione e la risposta alle epidemie.

Nonostante il comitato esecutivo dell’OMS abbia riconosciuto la necessità di includere le donne nel processo decisionale per la preparazione e la risposta alle epidemie, per il momento c’è una rappresentanza femminile inadeguata negli spazi politici nazionali e globali di COVID-19, come, per esempio, nella Task Force del Coronavirus della Casa Bianca.

Fonti.

https://bmjopen.bmj.com/content/10/3/e034023

https://www.rainews.it/tgr/veneto/video/2020/03/ven-coronavirus-covid19-convivenza-forzata-aumenta-pericolo-violenze-domestiche-c1d276d3-664b-4bf9-9c63-84a1ce7e7610.html