Coronavirus e pazienti oncologici: parla l’European Cancer Organization

Secondo uno studio preliminare su un campione di pazienti con coronavirus pubblicato su The Lancet, la sottopopolazione dei pazienti oncologici è più suscettibile all’infezione da SARS-CoV-2, il nuovo coronavirus responsabile della pandemia, per via dello stato immunosoppresso dato dai trattamenti per contrastare il cancro. I pazienti, quindi, potrebbero avere una prognosi peggiore ed essere più a rischio.

Sullo stesso tema si sono recentemente espressi anche il comitato di direzione dell’associazione European Cancer Organisation (ECCO), tramite un comunicato stampa pubblicato sul loro sito e ripreso da alcune tra le principali testate online di divulgazione scientifica.

La ECCO è una federazione che raccoglie sotto la propria egida 28 tra società scientifiche europee e internazionali e 17 associazioni di pazienti, con l’obiettivo comune di migliorare le condizioni di cura per i pazienti oncologici in tutti i Paesi europei.

Nel comunicato si parla delle misure attuate per gestire la situazione di emergenza connessa alla diffusione pandemica della malattia da coronavirus (COVID-19). I responsabili di ECCO si rivolgono a pubblico, governi nazionali e organismi a livello europeo. “È di prioritaria importanza la protezione dei pazienti oncologici e la tutela dei medici, delle società scientifiche e delle associazioni di pazienti in tutta Europa”.

I cittadini sono invitati ad affrontare la situazione con la serietà che richiede e di rispettare le direttive date dai governi. “La gravità della situazione mette alla prova ognuno di noi, come singoli cittadini, e i governi dei vari Paesi, nel cooperare e condividere informazioni in modo efficace”.

Le categorie di pazienti più interessate

Le evidenze emerse finora suggeriscono che le persone con patologie pregresse sono più vulnerabili al coronavirus; tra le patologie incluse, malattie croniche dell’apparato respiratorio, malattie cardiovascolari, diabete, malattie renali croniche. Oltre a queste categorie, vi sono anche i pazienti con cancro, che non sia curato o in remissione. In particolare, chi attualmente segue un regime di chemioterapia o lo ha fatto negli ultimi 3 mesi, chi è sottoposto a immunoterapia o riceve terapia con anticorpi per il trattamento del cancro e chi riceve altri trattamenti che interferisco con il sistema immunitario, come la terapia con gli inibitori delle proteina chinasi.

La ECCO richiede nel comunicato che siano messe in pratica una serie di procedure, per i pazienti con cancro attualmente in terapia (chemioterapia, radioterapia o chirurgia) che sono a più alto rischio di complicazioni date dall’infezione da coronavirus. Tra queste, lo screening per tutti i pazienti per la positività al coronavirus, l’implementazione rigorosa di linee guida in tutto il sistema sanitario in ottemperanza delle normative sulla quarantena e dell’igiene. Come ultimo punto, richiede di mantenere un canale di comunicazione continuo, chiaro e di alta qualità tra medici e pubblico sulla situazione in corso.

I trattamenti per il cancro e la potenziale esposizione al virus

Il modo con cui i pazienti oncologici verranno trattati nei prossimi mesi cambierà radicalmente. È la previsione che Lucy Gossage, oncologa inglese e consulente dell’Università di Nottingham, affida alle pagine (virtuali) del The Guardian. La lunga riflessione prende in considerazione le necessità di garantire continuità di cure e terapia per i pazienti oncologici, e i rischi della potenziale esposizione al coronavirus, anticipando la possibilità che all’interno della comunità scientifica oncologica dovranno essere prese decisioni gravose per quanto riguarda i percorsi terapeutici dei pazienti oncologici.