Uno studio pubblicato su PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences) e condotto dall’Università Vita-Salute San Raffaele ha preso in esame l’attivazione cerebrale dei neonati a partire da una stimolazione linguistica. A 15 neonati, a 1-3 giorni dalla nascita, è stata fatta sentire una fiaba in tre diverse condizioni: il discorso normale, con l’intonazione affettiva con cui abitualmente ci si rivolge ai bambini; un discorso “a labbra chiuse” in cui manca l’informazione fonologica delle singole parole; un discorso “appiattito” in cui viene alterata la prosodia, cioè l’intonazione. Lo studio ha rilevato che, nel’ ultimo tipo di condizione, le aree cerebrali si attivano più lentamente: ciò significa che gli aspetti di prosodia sono essenziali nell’elaborazione dello stimolo linguistico. Un altro dato fondamentale della sperimentazione è la conferma della presenza nel cervello umano di una “predisposizione” al linguaggio già nei primi giorni di vita. Questa attitudine viene progressivamente resa più complessa dall’interazione sistematica con l’ambiente circostante fino ad una elaborazione cerebrale più precisa e veloce. Clicca qui.
(Fonte: DIRE – Notiziario Sanità)












