ODONTOIATRIA: COME RISOLVERE LE CRITICITÀ DELLA PROFESSIONE?

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Qualsiasi manifestazione della vita soffre di crisi epocali. Piccole difficoltà non risolte o grandi difficoltà non completamente eliminate creano una morchia da ripulire per non danneggiare “gli ingranaggi” e delle zavorre di cui liberarsi per non rallentare il cammino. L’Odontoiatria italiana vive da tempo una situazione di questo tipo.

Da un punto di vista di qualità delle prestazioni l’odontoiatria italiana è al top delle classifiche mondiali ma nonostante questo è appesantita da molte criticità professionali: abusivismo, liberalizzazione e riforma degli Ordini, formazione e accesso alla professione, sindrome della sedia vuota… Una situazione in cui occorre fare chiarezza, prendere decisioni condivise, far sentire la presenza della categoria nei modi e nei tempi opportuni. In altre parole, un’agenda da scrivere senza affollarla troppo gli impegni. Per riflettere, sentire proposte, individuare i primi obiettivi su cui muoversi, la CAO nazionale, il 16 dicembre scorso ha convocato a Roma quelli che con efficacia mediatica sono stati definiti gli “Stati Generali della professione” (vedi)  e (vedi).

Non c‘è di sicuro un’altra Rivoluzione Francese da fare ma molto da ritarare, riorganizzare, rivedere. Ad iniziare dall’accesso alla professione dove si vive una situazione paradossale.
In Italia il rigore del numero chiuso ai corsi universitari di Odontoiatria è vanificato dal “turismo scolastico” attuato per aggirare il problema. Si va in Spagna, in Bulgaria, in Romania… si paga il giusto per iscriversi ad un corso analogo a quello italiano e al secondo anno ci si trasferisce di Università tornando in Italia.

Di questo aspetto che caratterizza la formazione odontoiatrica ha parlato al collega Massimo Boccaletti il prof. Lorenzo Lo Muzio, Segretario del Collegio dei docenti di Odontostomatologia, proprio durante l’evento del 16 dicembre.

<< Per l’Anno Accademico 2011-2012- ha detto il prof. Lo Muzio- il Ministero ha concesso 860 posti per tutte le sedi italiane…. Tuttavia nel solo Anno Accademico 2009-2010 al primo anno erano iscritti 209 italiani negli Atenei spagnoli. Altri sono iscritti in Albania, in Bulgaria, in Romania…

I laureati in sedi di paesi della Comunità Europea possono poi esercitare direttamente, gli altri devono ottenere il riconoscimento del titolo da parte del Ministero.

Ulteriore problema è dato dal tentativo di molti di loro di rientrare in Italia al II anno di corso per trasferimento…ma una circolare direttoriale del Dott. Tomasi del 18-2-2010  stabilisce che il trasferimento può avvenire solo se il candidato riesce a superare la prova di ammissione…Alcuni hanno ottenuto l’ammissione con il ricorso al TAR Abruzzo, ma una recente sentenza del Consiglio di Stato del 23-5-2011 ha rigettato il tutto…

La Conferenza Permanente dei Presidi della Facoltà di Medicina e Chirurgia nella riunione del 24-11-2011 ha approvato all’unanimità la mozione del Presidente Gaudio di non ammettere a tutti i Corsi di Laurea a numero programmato dell’area Medica studenti che non abbiano superato il concorso di ammissione, come già deliberato in precedenza dalla Conferenza Permanente dei Presidenti del Corso di laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria per il suddetto corso. >>

L’Italia, patria del diritto ma anche prateria sempreverde per scorribande di mandrie di furbi, attende che ci si pronunci in forma autorevole e univoca sulla questione. Magari ritarando anche i numeri di accesso alla formazione: il criterio finora usato di attribuirli in base al numero delle Università presenti su un territorio dovrebbe infatti esser rivisto alla luce anche delle esigenze sanitarie che da quel territorio provengono.

Nicola Ferraro

ODONTOLOGIE: COMMENT peut-on RÉSOUDRE LES criticités DU MÉTIER ?

Toutes manifestations de la vie, souffrent des crises de l’époque. Les petites difficultés non résolues  ou les grandes difficultés pas complètement éliminées créent un dépôt à nettoyer pour ne pas endommager « les engrenages » et des lests dont se libérer pour ne pas ralentir le chemin. L’odontologie italienne vit depuis longtemps une situation de ce type.

Sous l’aspect de la qualité des performances l’odontologie italienne est au top des classements mondiaux mais malgré celui-ci elle est alourdie par beaucoup de criticités professionnelles : pratique illicite, libéralisation et réforme des Ordres, formation et accès au métier, syndrome de la chaise vide…  Une situation où il faut faire clarté, prendre des décisions partagées faire entendre la présence de la catégorie des manières et dans les temps opportuns. Bref, un agenda à écrire sans l’encombrer trop avec les engagements. Pour réfléchir, entendre des propositions, déterminer les premiers objectifs à viser, le CAO national, le 16 décembre passé, a convoqué à Rome ceux-là qui, avec efficacité médiatique, les ont été définis les « État Généraux du métier » (voir) et (voir).

Il n’y a pas, c’est sûr, une autre Révolution Française à faire, mais beaucoup est à étalonner, réorganiser, revoir. En commençant par l’accès au métier où on vit une situation paradoxale.

En Italie la rigueur du numerus clausus aux cours universitaires d’Odontologie est rendue vaine par le « tourisme scolaire » pour contourner le problème. On va en Espagne, en Bulgarie, en Romanie… on paie ce qu’il faut pour s’inscrire à un cours analogue à l’italien et après le deuxième an on change d’Université en revenant en Italie.

De ce sujet, qui touche l’odontologie, a parlé au collègue Massimo Boccaletti le prof. Lorenzo Lo Muzio, Secrétaire du Collège des professeurs d’Odontostomatologie, juste pendant l’événement du 16 décembre.

« Per l’Anno Accademico 2011-2012 – ha detto il prof. Lo Muzio- il Ministero ha concesso 860 posti per tutte le sedi italiane…. Tuttavia nel solo Anno Accademico 2009-2010 al primo anno erano iscritti 209 italiani negli Atenei spagnoli. Altri sono iscritti in Albania, in Bulgaria, in Romania…

I laureati in sedi di paesi della Comunità Europea possono poi esercitare direttamente, gli altri devono ottenere il riconoscimento del titolo da parte del Ministero.

Ulteriore problema è dato dal tentativo di molti di loro di rientrare in Italia al II anno di corso per trasferimento…ma una circolare direttoriale del Dott. Tomasi del 18-2-2010  stabilisce che il trasferimento può avvenire solo se il candidato riesce a superare la prova di ammissione…Alcuni hanno ottenuto l’ammissione con il ricorso al TAR Abruzzo, ma una recente sentenza del Consiglio di Stato del 23-5-2011 ha rigettato il tutto…

La Conferenza Permanente dei Presidi della Facoltà di Medicina e Chirurgia nella riunione del 24-11-2011 ha approvato all’unanimità la mozione del Presidente Gaudio di non ammettere a tutti i Corsi di Laurea a numero programmato dell’area Medica studenti che non abbiano superato il concorso di ammissione, come già deliberato in precedenza dalla Conferenza Permanente dei Presidenti del Corso di laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria per il suddetto corso. ».

L’Italie, patrie du droit mais aussi prairie accueillante pour les incursions de troupeaux de malins, attend qu’on se prononce en forme influente et univoque sur le problème. Peut-être en étalant aussi le numéro d’accès à la formation : le critère utilisé jusqu’à présent de l’attribuer sur la base de la quantité des Universités présentes sur un territoire devrait en effet être revu sur la base aussi des exigences sanitaires de ce territoire.

DENTISTRY: HOW IS IT POSSIBLE TO SOLVE PROFESSION’S CRITICALITIES?

Every side of life can suffer from epoch-making crisis. Little unsolved difficulties or big ones not completely eliminated make a sludge that needs to be cleaned in order to let “mechanisms” work and burdens to be relieved in order to go ahead. Italian dentistry is in this situation since long time.

Italian dentistry is ranked at the top in the world ranking of the quality of treatments. Nevertheless, it suffers from many professional criticalities: breach of control, liberalizations and Associations’ reform, education and access to practice, “empty chair syndrome”…There is the need of clearness and it is necessary to take shared decisions and to speak thorough the association in the appropriate way and time. In other words, there is the need of an clear and concise agenda. The last 16th of December in Rome, national CAO has convened the so called by media “States-general of the Profession” in order to think, listen to proposals and identify the first objectives. (see: vedi)  and (see: vedi).

This is not another French Revolution but many things have to be recalibrated, reorganized and revised. The first step is the regulation of the access to the profession that is now living a paradoxical situation. In Italy the strictness of the restricted access to the Universities of Dentistry is neutralized by the so called “school tourism”. Students go to Spain, Bulgaria, Rumania… they pay for a course that is similar to the Italian one and at the second year they come back to Italy in order to attend an Italian University.

Professor Lorenzo Lo Muzio, Secretary of the Faculty of Dentistry, talked about this issue to our colleague Massimo Boccaletti during the meeting on the 16th of December..

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