Il Museo d’Arte Urbana di Torino

Tra corso Tassoni, corso Svizzera, il prolungamento di Via Cibrario, Via Nicola Fabrizi e Via Giacomo Medici si trova un interessante e grazioso “fossile urbanistico”: il Borgo Campidoglio.

Le prime borgate a ridosso della cinta daziaria in quest’area cominciarono a svilupparsi alla fine dell’Ottocento: tra queste vi era quella del Campidoglio, sorta in campagna da un piano privato di lottizzazione a maglie con strette stradine a scacchiera ed isolati residenziali stretti e lunghi, destinati al medio ceto artigianale, ma soprattutto ad accogliere le masse di nuova manodopera operaia che si stavano riversando su Torino in quello scorcio di XIX secolo. Un nome altisonante per un borgo di poveri lavoratori, tanto che l’unica origine etimologica plausibile sembra essere derivata da “Campi Doglio” dal nome di un possibile proprietario.

Qui si respira un’aria particolare, ancora cittadina, ma già paesana, con le case inizio Novecento, di due-tre piani che si affacciano su strade acciottolate, piccoli giardini e cortili e dove locali caratteristici si alternano con numerosi ateliers e laboratori d’arti applicate.

La riqualificazione di una così preziosa testimonianza della storia urbana di Torino comincia nel 1991 e trova la sua espressione più originale, a partire dal 1995, nel MAU – Museo d’Arte Urbana di Torino che prevede l’inserimento di opere di arte contemporanea sui muri e nel contesto del quartiere.

Passeggiare nell’arte.

Per chi decide di passeggiare per le suggestive vie del borgo si propone l’esperienza di scoprire, negli angoli più impensati, opere evocative, spesso ironiche o di denuncia.

Il sito del Museo tratteggia brevemente la storia del progetto: “Dal 1995 ad oggi sono state prodotte 73 opere murarie all’interno del Borgo Vecchio, alle quali si sono affiancate, dal maggio 2001, altre 36 nuove installazioni costituenti la ‘Galleria Campidoglio’ per un totale di 109. Quest’ultima, componente organica del Museo d’Arte Urbana, è sorta per volontà del Centro Commerciale Artigianale Naturale Campidoglio, all’interno delle iniziative del Piano di Qualificazione Urbana, promosso dagli Assessorati al Commercio di Comune e Regione. Si tratta di opere formato cm. 70 X 100, collocate permanentemente sulle pareti tra i negozi di via Nicola Fabrizi e corso Svizzera, protette da teche di plexiglas, che sono state dotate di illuminazione permanente.”.
Non vi sono soltanto opere murarie, quindi, ma anche vere e proprie installazioni, inserite nei contesti delle commissioni quotidiane in modo da creare una “familiarità” con l’arte, sconosciuta negli altri quartieri torinesi.

Una fortunata iniziativa “locale”.

È degno di nota che il MAU non nasce da un’iniziativa di promozione culturale “calata dall’alto”, ma al contrario si sia originata dall’entusiasmo e dalla partecipazione delle diverse realtà locali ricevendo innanzi tutto un’ottima accoglienza nel proprio quartiere per poi aprirsi a realtà sovra locali e di promozione turistica e didattica come “Torino e Oltre” e la “Carta Musei” del Piemonte.

Anche l’apertura e la collaborazione con l’Accademia Albertina e la promozione di giovani talenti sono valori aggiunti dell’iniziativa.

Sedute d’arte.

Tra le interessanti installazioni che si possono scoprire in Campidoglio, in Piazza Moncenisio l’artista Vito Navolio ha trasformato le panchine dei giardini pubblici in un percorso didattico artistico sulla storia dell’Arte Contemporanea. Lo stile di Andy Warhol, Piet Mondrian, Jackson Pollok, Joan Mirò, Fortunato De Pero, Pablo Picasso serve per arredare il piccolo spazio del giardino che si affaccia su via Cibrario. Se avete mai avuto la tentazione di sedervi su un’opera d’arte contemporanea, questa è l’occasione!

Un preoccupante silenzio.

Nonostante le ottime premesse, le ambizioni del Museo di allargare il proprio raggio d’azione e di contribuire in modo ancora più incisivo all’identità di Borgo Campidoglio al momento sono ferme, sicuramente limitate dall’endemica scarsezza di fondi che attanaglia ogni settore della vita pubblica e a maggior ragione quello culturale. Il Borgo Vecchio di Campidoglio, però, in attesa di auspicabili sviluppi, resta il luogo più originale a Torino per una vera e propria passeggiata artistica.

Luca Mario Nejrotti

Le immagini sono tratte dal portale del Museo.

Informazioni e contatti

http://www.mautorino.it

I referenti del progetto sono:

Prof. Edoardo Di Mauro, Presidente e Direttore Artistico
tel. 335/6398351 011/724466 mail edoardodimauro@tiscali.it

Arch. Giovanni Sanna , Vice Presidente e Curatore
tel.fax 011/745580 cell. 335/8163421 mail archsanna@inwind.it