![]()
Mentre in Italia sembra del tutto arenato il controverso Disegno di Legge sulle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento e di conseguenza il dibattito sulla legittimità di obbligare i cittadini nel loro ultimo tratto di vita all’idratazione e all’alimentazione forzata e di dare ai medici l’ultima parola sulle terapie da praticare, in Olanda si portano avanti e si sbilanciano in senso opposto: eutanasia al volo.
Dal sito del Pensiero Scientifico, l’articolo di David Frati
http://www.pensiero.it/news/news.asp?IDNews=1226
Sei team specializzati, ognuno costituito da un medico e da una infermiera, che viaggeranno per tutto il Paese allo scopo di praticare (gratuitamente) l’eutanasia a domicilio ai pazienti che non hanno trovato la collaborazione del proprio medico su questo aspetto e hanno fatto apposita richiesta. È un servizio appena partito in Olanda che non mancherà di suscitare polemiche.
E le ha già scatenate in Olanda: la più importante associazione di medici nazionale, la Koninklijke Nederlandsche Maatschappij tot bevordering der Geneeskunst (KNMG), ha sottolineato in una nota ufficiale che il servizio implementato dall’associazione Nederlandse Vereniging voor Vrijwillige Euthanasie (NVVE) solleva molti dubbi deontologici, perché i medici dei team per l’eutanasia non possono avere il tempo di instaurare una relazione sufficientemente profonda con i loro pazienti in modo da valutare con equilibrio le loro richieste di eutanasia.
Nel 2002 l’Olanda è stata il primo Paese al mondo a legalizzare l’eutanasia, e “Si stima che ogni anno circa 3100 procedure di eutanasia siano portate a termine”, afferma Walburg de Jong, portavoce NVVE. “Ci attendiamo una media di 1000 richieste ogni anno per il nostro servizio, e negli ultimi giorni ne abbiamo già avute 70”. Per accedere alla procedura di eutanasia (non solo a quella NVVE) occorre dimostrare di essere malati terminali con la prospettiva di “gravi, insopportabili e non evitabili sofferenze fisiche”, ed essere pienamente in possesso delle proprie facoltà mentali: la procedura non può essere richiesta da familiari dei pazienti. Inoltre occorre che il medico curante del paziente e un altro specialista diano il nulla osta alla procedura certificando l’incurabilità della condizione patologica del paziente. Ogni caso viene verificato da una commissione composta da un medico, un giurista e un esperto di Etica.
Nonostante le regole ferree, la KNMG mantiene le sue perplessità. Spiega Eric van Wijlick: “Non siamo contro l’eutanasia se non c’è alternativa. Ma l’eutanasia è un processo complicato, e deve essere semmai il culmine di un trattamento a lungo termine, basato su una relazione di profonda fiducia tra medico e paziente. Una visione olistica dei bisogni del paziente è necessaria, e vanno valutate tutte le alternative possibili all’eutanasia: abbiamo seri dubbi che questo approccio possa essere portato avanti da un medico che è focalizzato solo sul praticare l’eutanasia a domicilio su richiesta”.
Fonte: Dutch group launch mobile mercy killings team. Medical Xpress
![]()
« Le service euthanasie » aux Pays-Bas
Alors que en Italie il semble complètement stoppé le controversé projet de loi sur les Déclarations précoces de traitement, et donc même le débat sur la légalité d’exiger des citoyens dans leur dernière étape de vie et d’accepter l’hydratation et la nutrition forcées pour donner aux médecins le dernier mot au sujet du traitement, en Hollande brûlent les étapes et virant dans la direction contraire : l’euthanasie au vol.
Du site Web de « Pensiero Scientifico », l’article de Davide Frati
http://www.pensiero.it/news/news.asp?IDNews=1226
![]()
“EUTHANASIA SERVICE” IN THE NETHERLANDS
While in Italy the controversial Bill about the Advance Health Care Directive and the consequent debate on the legitimacy to oblige citizens in their last period of life to hydration and force-feeding together with the possibility for medical doctors to say the last word about treatments seem to be stranded, The Netherlands goes ahead and lose their balance in the opposite position: vote on euthanasia.
From Pensiero Scientifico website, the article by David Frati












