FINTA UGUAGLIANZA, VERO RAZZISMO O NOTIZIA DA VERIFICARE?

C’è una formula usata da sempre sui giornali per diffondere una notizia importante ma talmente chiara da non meritare spiegazioni: “Riceviamo e pubblichiamo”. Questa formula giornalistica si riserva ai racconti di fatti di cronaca importanti che bisogna diffondere così come sono arrivati in redazione perché tutti sappiano, prendano atto, verifichino… Per essere veri cittadini, tutti, in fondo, dobbiamo essere un po’ giornalisti, poliziotti e a nostra volta… politici: per decidere a chi affidiamo le nostre sorti civili e il governo della ricchezza del Paese alla quale contribuiamo o (dovremmo contribuire) in funzione della nostra capacità individuale.

Ecco la notizia, sulla quale invitiamo tutti i nostri naviganti ad indagare e a farci sapere, fatta pervenire in redazione da GrIS Piemonte (vedi): (Gruppi Immigrazione Salute), unità territoriale della SIMM (Società Italiana Medicina delle Migrazioni), nato, come i GrIS delle altre regioni, per favorire la conoscenza e la collaborazione tra quanti – in ambito istituzionale e di volontariato – si impegnano a vario titolo per assicurare diritto, accesso e fruibilità all’assistenza sanitaria degli immigrati partendo da ciò che unisce e valorizzando l’esperienza di ciascuno.

<<Indagine sul difficile accesso alle cure per cittadini rumeni e bulgari a Milano e in Lombardia: quando essere comunitari è uno svantaggio

Dal 31 dicembre 2007 rumeni e bulgari sono cittadini europei e, in quanto comunitari, hanno diritto all’assistenza sanitaria solo se in possesso di alcuni requisiti ovvero se lavoratori o se titolari di tessera TEAM (Tessera Europea di Assicurazione Malattia – la tessera rilasciata dal proprio paese di origine e che ha validità europea). Non tutti i rumeni o bulgari presenti sul territorio nazionale hanno però questa tessera, a causa delle gravi carenze del sistema sanitario nei loro paesi d’origine. Questi neocomunitari si ritrovano quindi a essere privi di copertura sanitaria qualora siano disoccupati, lavorino in nero in Italia o siano familiari a carico.

Per risolvere questo problema la gran parte delle Regioni italiane ha sostituito il codice STP (quello che viene fornito agli Stranieri Temporaneamente Presenti, cioè ai migranti senza permesso di soggiorno) con il codice ENI (Europei Non Iscritti) che ha le stesse caratteristiche e dà diritto alle stesse prestazioni previste dal codice STP e dal Testo Unico sull’Immigrazione.

“La Regione Lombardia ha emanato una circolare che stabilisce che i cittadini comunitari hanno sì diritto alle prestazioni indicate dalla legge” dichiarano i volontari del Naga, “ma non ha definito quale codice possa essere attribuito a questi pazienti al posto dell’STP. La normativa vigente in Lombardia ha dunque solo un valore formale e riconosce il diritto alla salute solo sulla carta”.

Casa per la Pace, Comunità Sant’Angelo, Centro Internazionale Helder Camara e Naga hanno seguito nei mesi di novembre e dicembre 2011 oltre 200 pazienti (adulti e bambini), con gli obiettivi di stimare l’entità del fenomeno della mancata assistenza sanitaria a cittadini comunitari rumeni e bulgari a Milano, stimare la gravità del fenomeno (patologie implicate) e verificare nella pratica il comportamento delle istituzioni sanitarie milanesi.

“I risultati di questa indagine ci permettono di confermare che nei fatti i cittadini rumeni e bulgari sprovvisti di tessera TEAM e residenti in Lombardia, anche se affetti da patologie importanti ma non urgenti, possono essere curati solo dalle associazioni di volontariato e hanno paradossalmente meno diritti dei cittadini non comunitari irregolarmente presenti”.

“Per questo motivo, – chiudono i volontari – lanciamo oggi un appello contenente le nostre proposte per la risoluzione del problema, che presenteremo all’Assessorato alla Sanità della Regione Lombardia, chiedendo che venga aperta un’interrogazione al Consiglio Regionale”. Le sottoscrizioni possono essere inviate da singoli cittadini, enti e associazioni a naga@naga.it.

Info: Naga 02 58 10 25 99 – naga@naga.it>>

Insieme alla pubblicazione di questo comunicato stampa offriamo la possibilità di scaricare interamente l’indagine, oggetto della notizia (vedi).

La testata www.torinomedica.com rimane ovviamente disponibile ad offrire spazio a critiche, considerazioni diverse ed altre notizie che possano anche modificare integralmente il tenore di quanto pubblicato.

Nicola Ferraro