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Slow Food (vedi) e l’OIRM-Sant’Anna di Torino (vedi) scendono in campo insieme per la qualità del cibo e dell’alimentazione materna e neonatale.
Non si tratta soltanto di una questione di miglioramento della qualità alberghiera dell’assistenza erogata dall’ospedale ma di vera e propria prevenzione. Infatti sta emergendo in molti studi, in modo sempre più evidente, che un deficit di crescita nel periodo fetale è associato ad un aumentato rischio di problemi di salute in adolescenza ed in età adulta. In particolare il rischio riguarda alcune malattie del metabolismo: quali ipertensione, diabete, obesità…
I neonati con “deficit di crescita intrauterina” costituiscono fino al 10% dei nati: tra i 40 e 50 mila in Italia e oltre 3.000 all’anno solo in Piemonte.
Dal 12 al 14 aprile, presso l’Università del Gusto di Pollenzo (Bra – Cuneo vedi), si svolto un convegno internazionale dal titolo “Neonato piccolo per l’età gestazionale: dalla teoria all’organizzazione”. Al Convegno erano presenti come relatori i maggiori esperti sull’argomento, appartenenti a diverse discipline: neonatologi, ostetrici, pediatri delle varie specialità, auxologi, che si sono confrontati su un tema che sta emergendo come uno di quelli con maggior impatto sulla salute a breve e lungo termine.
Scopo del convegno è stato quello di approfondire e di diffondere le più recenti conoscenze e le migliori strategie per aprire nuove frontiere in questo affascinante campo della medicina: ad esempio l’assistenza ai neonati più critici e bisognosi di terapia intensiva attraverso l’integrazione di tecnologie sempre più sofisticate e meno invasive (apparecchi per la ventilazione non invasiva senza più necessità di intubazione, apparecchi per la ventilazione con sensori che li adattano sempre meglio alle esigenze dei neonati) e il prendersi cura in modo individualizzato e personalizzato di questi bambini e delle loro famiglie. Quest’ultimo aspetto costituisce un valore aggiunto che può fare la differenza. Anche la nutrizione di questi neonati fin dai primi giorni di vita è determinante nel condizionare lo stato di salute nelle età successive: è infatti necessario evitare sia i rischi di un recupero eccessivamente rapido dopo la nascita del deficit di crescita intrauterina (con associato rischio di ipertensione, obesità e diabete in età adulta) sia quelli di un recupero troppo lento che può comportare rallentamento dello sviluppo neurologico e cognitivo.
Coerentemente con questa filosofia il convegno è stato promosso dall’Associazione “Piccoli Passi Onlus”, presieduta dal professor Claudio Fabris (vedi), che riunisce le famiglie ed il personale di assistenza dei neonati della Neonatologia dell’Università di Torino. L’organizzazione è stata curata, insieme alla dottoressa Alessandra Coscia ed al dottor Claudio Martano, dal professor Enrico Bertino, che dirige la Neonatologia Universitaria dell’Azienda OIRM-S. Anna di Torino, e dalla professoressa Tullia Todros, Direttore del Dipartimento di Ostetricia.
La sede del convegno forse è apparsa insolita, ma la scelta non è stata casuale, in quanto collegata al fatto che la cultura che sta alla base dello Slow Food, di cui l’Università del Gusto è importante espressione, sta improntando anche numerosi aspetti della Medicina.
Nicola Ferraro












