L’ARCHIVIO NAZIONALE CINEMA D’IMPRESA…PARLA DI SALUTE

La Medicina e la Sanità attuali (che nonostante le difficoltà di questa crisi assicurano tutele che erano inimmaginabili all’inizio del secolo scorso) non esisterebbero senza la definizione di salute adottata dall’Oms (vedi). Quella impegnativa frase del 1948 impone ai medici e al personale sanitario di aver anche la capacità di uscire dagli ambulatori, dagli ospedali, dai laboratori per partecipare alla vita civile della comunità in cui operano e di essere NON dalla parte dei cittadini MA cittadini, con responsabilità e compiti propri, in mezzo agli altri cittadini.

In questa nuova definizione di salute, la politica, come la cultura, lo spettacolo, l’arte diventano sanità, perché contribuiscono a preservare la salute, o … causa di malattia quando il “benessere sociale”, assicurato da cultura, arte, spettacolo… non viene assicurato. Per questo motivo segnaliamo con piacere la presenza a Ivrea di una istituzione culturale realmente innovativa nata da un accordo tra Centro Sperimentale di Cinematografia (vedi), Regione Piemonte (vedi), Città di Ivrea (vedi): è l’Archivio Nazionale Cinema d’Impresa (vedi), un deposito vivo, palpitante e fruibile della nostra storia più recente che sarebbe stato un delitto lasciare andare in rovina o anche semplicemente dimenticare. Nella memoria filmata dell’industrializzazione dell’Italia ci siamo tutti noi che navighiamo in queste pagine, i nostri padri, i nostri nonni, il lavoro di generazioni di italiani e tutte le conquiste sociali raggiunte, sempre da difendere, potenziare, rilanciare.

La salute, e il diritto alla salute, passano anche dal cinema e l’Archivio di Ivrea è lì per ricordarcelo.

Nicola Ferraro