FACCIAMOLO A PIEDI NUDI

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Le Olimpiadi di Londra (che mentre vengono scritte queste righe stanno volgendo al termine) sono state accompagnate da un diluvio di articoli scientifici che hanno preceduto l’apertura dei Giochi, accompagnato il loro svolgimento e di certo proseguiranno anche dopo la chiusura. Gli articoli migliori, a tripode olimpico ancora acceso, sono senza dubbio quelli che hanno preceduto e accompagnato la cerimonia di apertura della regina delle manifestazioni sportive internazionali: non stupisca quindi l’uso del futuro negli articoli presentati come link di questo artticolo. Durante lo svolgimento delle gare anche la letteratura scientifica si è infatti accodata alla processione moralistica scatenata dal giornalismo sportivo nel descrivere il degrado dello spirito olimpico, e più in generale di quello sportivo, dopo la scoperta della prima gara combinata e del primo caso di doping. Processione moralistica non perché tale degrado non esista ma perché i mass-media sono la parte insostituibile del sistema perverso (e forse inevitabile nel mondo che ci siamo costruiti) che quel degrado programma a tavolino.
Dopo aver partecipato al montaggio di questa come di quasi tutte le altre manifestazione sportive come evento mediatico da sfruttare, radio, TV e carta stampata fanno finta di stupirsi che sull’altare del risultato ad ogni costo si immolino, senza esitazioni,  salute e gioventù. Nello stesso modo,  il mondo dei media fa finta di ignorare che qualsiasi disciplina sportiva che non riesce a “bucare lo schermo” è destinata all’anonimato più inviolabile e finge di esaltarsi per gli eroi di un giorno che portano medaglie nel tiro con l’arco, con la pistola, la carabina…
Oltre questo panorama desolante le ultime e più curiose scoperte della scienza applicata allo sport. Al primo posto la prova scientifica che a piedi nudi (ma soltanto sulle grandi distanze) si corre meglio e risparmiando energia. Basta togliersi scarpe e calze e dopo pochissimo tempo il cervello fa ritrovare al piede l’armonia di un passo di corsa vecchio di millenni che ha avuto probabilmente origine sugli altopiani dell’Africa Orientale: vedi

Volete sapere qual è il segreto dei campioni di nuoto per fare record sempre più incredibili? Leggete l’articolo scaricabile a questo link: vedi

Il pluridecorato velocista Bolt sembra un fulmine sulla pista di atletica ma in natura sarebbe battuto da un cammello (almeno sui 200 metri),  da un’antilocapra e persino da uno struzzo: vedi

Sapete qual è la malattia più frequente fra gli atleti olimpionici? L’asma bronchiale: una patologia che opportunamente curata (di concerto con gli organi sanitari di controllo sportivo) non impedisce di fare record in tutte le discipline: vedi

Tra noi ed un campione olimpico sono diversi soltanto cuore, polmoni e muscoli o anche il cervello? La risposta a questo link: vedi

Se alla fine di questo percorso tra scienza, sport, e scienza dello sport voleste rispondere alla domanda delle domande (nei record contano di più le caratteristiche fisiologiche del corpo umano o le “protesi” che la tecnologia mette a disposizione dei risultati?) potrete farlo a questo link: vedi

Nicola Ferraro

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