L’INSOSTENIBILE PESANTEZZA DEL RAZZISMO: E’ IL TURNO DEI CAMPIONI OLIMPIONICI CINESI

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La sedicenne cinese Ye Shiwen nelle ultime Olimpiadi a Londra ha nuotato gli ultimi cento metri a stile libero, nell’ambito di una gara sui 400 metri misti, in un tempo inferiore a quello del campione del mondo dei 100 metri stile libero, Michael Phelps: l’atleta olimpionico americano che ha vinto più medaglie nella storia delle Olimpiadi moderne (vedi). Gli americani, che vivono in un clima competitivo ogni giorno della loro vita, hanno innescato una polemica virulenta (anche se a mezza voce)  che è andata ben oltre lo specchio di acqua dove si è svolta la gara incriminata; hanno letteralmente perso la testa incolpando i cinesi  di un comportamento illegittimo mostruoso: la pratica del doping genetico.

Ma, come si apprende dall’articolo pubblicato dalla testata Galileo (vedi) i massimi esperti di una materia ancora ai primi vagiti sarebbero proprio gli americani.

Gli scenari, ventilati senza indicarli apertamente, sono da horror fantascientifico: produzione di embrioni umani OGM, madri obbligate a svolgere il ruolo di utero in affitto,  nascita di una generazione di automi da far vivere soltanto negli stabulari di un laboratorio e nelle piscine olimpioniche, in palestra o su un qualsiasi campo di gara. Molti media hanno praticato, senza nessuna rete di tutela e di verifica, la saldatura automatica tra leggenda metropolitana, razzismo e informazione basata sulla legge dello scoop. Sì, c’era anche una buona dose di razzismo in certe accuse che non si potevano provare ma che solleticavano l’orgoglio, mal riposto, per una sempre più inverosimile superiorità occidentale che si pretende debba ancora governare il mondo: “Come può una di queste cinesi morte di fame, uno di questi musi gialli dall’aria non molto intelligente battere lo Squalo di Baltimora?”.
L’unica voce sicuramente fuori dal coro (se non altro per l’assoluta mancanza di tentennamenti), e da sempre un mito sportivo per chi scrive, Novella Calligaris: campionessa del mondo degli 800 metri stile libero il 9 settembre 1973 (vedi) ed ora giornalista sportiva intelligente , affascinante e bella come quando nuotava.
“Perché queste affermazioni gli americani non le hanno fatte quattro anni fa, durante le Olimpiadi di Pechino?”

La “mostruosità” del regime cinese (che fa molto comodo quando apre nuovi mercati milionari ai nostri prodotti di lusso) viene tirata in ballo per quella che molti considerano l’ennesima leggenda metropolitana (il mercato di organi per il trapianto attuato con i condannati a morte) e si ripropone quando la Cina mette a segno inopinatamente dei colpi in qualsiasi contesto di vita sociale. L’unica vera “mostruosità” documentabile è invece di tipo politico: coniugare capitalismo e comunismo in una realtà sociale nuova dove per gli sfruttati (sempre gli stessi in qualsiasi regime) sembra non esserci però alcuna speranza di futuro.

Invece di ventilare possibilità concrete di doping genetico,  molto meglio fare i conti con le ultime acquisizione sul “doping classico” diffuse dal Governo italiano e messe in Rete da Quotidianosanità.it (vedi).

Nicola Ferraro 

 

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