FUMO E ALCOL SOTTO LA LENTE DELL’OED IN PIEMONTE

Di Nicola Ferraro

L’OED, l’Osservatorio Epidemiologico delle Dipendenze della Regione Piemonte che ha sede presso l’ASL TO3 in Via Sabaudia 164 a Grugliasco (Tel 011 40188302 – fax 011 40188301) ha messo in Rete due importanti documenti sui “Fatti e cifre sulle dipendenze e sull’alcol in Piemonte” (vedi) e sui “Fatti e cifre sul fumo di tabacco in Piemonte” (vedi).

La rilevanza dell’iniziativa nasce anche dalla natura delle sostanze voluttuarie sotto  stretta sorveglianza: l’alcol e la nicotina. L’uso di alcolici e tabacco si configura di sicuro come causa delle dipendenze più diffuse anche in Piemonte. Giustissimo focalizzare l’attenzione su questo aspetto sanitario, alimentato fino a poco tempo fa da una pseudocultura diffusa, tollerante e connivente: il “bere” e il fumare venivano considerati “vizi”, abitudini di vita anti-salutiste, ma non dipendenze alla stregua di tutte le altre.

Il terzo documento messo in Rete dall’OED, non meno importante dei primi due, riguarda i risultati di un altro studio: la “Valutazione dell’Offerta e dell’Esito dei trattamenti in Comunità Terapeutiche”(VOECT). Monografia n. 1. Analisi descrittiva della coorte arruolata (vedi). Analisi di questo tipo servono di sicuro a riportare in una dimensione più reale il ruolo delle comunità terapeutiche che nell’immaginario collettivo vivono da decenni in un’aura messianica e salvifica che nella lotta alle dipendenze purtroppo nessuno riesce ad avere. Una considerazione che spesso ha sottovalutato (ma per fortuna soltanto a livello di percezione diffusa) il ruolo difficile, complesso ma fondamentale dei Ser.T, i Servizi territoriali contro la Tossicodipendenza, che fanno capo alle Asl.

L’importanza del ruolo sanitario svolto dall’OED  è chiarito dai primi cinque punti d’intervento, scaricabili dal suo portale (www.oed.piemonte.it):

1)    Sorveglianza e Monitoraggio: gestione del debito informativo nei confronti delle istituzioni centrali relativamente all’alcool, alla tossicodipendenza ed all’attività delle strutture riabilitative.

2)    Comunicazione e diffusione dei dati attraverso: a) i bollettini annuali; b) un convegno di presentazione delle pubblicazioni; c) l’attività di sportello rivolta a tutti gli interlocutori esterni pubblici e privati;

3)    Progettazione, formazione, supporto all’utilizzo, controllo qualità dei dati, risposta al debito informativo regionale e nazionale, valorizzazione epidemiologica dei dati del Sistema Piemontese Informatizzato Dipendenze (SPIDI);

4)    Promozione e collaborazione a studi locali di valutazione di efficacia effettuati in ambito pubblico e privato (enti ausiliari, ASL, SerT Piemontesi);

5)    Sorveglianza degli episodi mortali di overdose in sinergia con il “Sistema di Allerta Rapido” per gli effetti delle sostanze non tradizionali.