Tag Archives: Dors

RACCONTARE PER NON DIMENTICARE

dedalo evidenza

L’area Focus infortuni sul lavoro di Dors.it si è arricchita, negli scorsi due mesi, di tre nuove storie; questa sezione, per chi ancora non la conoscesse, ha infatti l’intento di far conoscere al grande pubblico le motivazioni e le modalità con cui avvengono gli infortuni, nella speranza di contribuire a un possibile confronto e invitare alla discussione. Le diverse storie raccontate, redatte a cura degli autori sulla base delle proprie esperienze lavorative e corredate delle soluzioni preventive individuate, costituiscono inoltre una preziosa fonte informativa per la comunità degli operatori della prevenzione e sicurezza sul lavoro.

La storia La scintilla che toglie la vita descrive un infortunio multiplo avvenuto presso il reparto laccatura e stampa di un’azienda che produce imballaggi e pellicole per alimenti. Durante una manovra di travaso di vernice infiammabile, un malfunzionamento ha provocato lo sversamento della vernice, il cui vapore si è incendiato. Le fiamme hanno investito quattro operai, causando la morte di uno di loro e gravi ustioni agli altri tre.

La seconda delle nuove storie, Aria pesante al centro commerciale, racconta un caso di intossicazione, avvenuto in un centro commerciale, ai danni di sedici lavoratori: a causa della formazione di crepe nella camera di combustione, i fumi di monossido di carbonio nei locali commerciali sono fuoriusciti attraverso l’impianto di ventilazione.

La storia Una “culla” pericolosa, infine, presenta il caso di un infortunio mortale che ha avuto luogo nel reparto di trasformazione e taglio lamiere di un’azienda metalmeccanica: un lavoratore è stato travolto da tre coil di lamiera mentre stava lavorando presso la linea di taglio longitudinale dei coil, rimanendo di conseguenza schiacciato contro l’aspo avvolgitore che si trovava alle sue spalle.

Fonte:

http://www.dors.it/pag.php?idcm=4854

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MEDIA E PEER EDUCATION

_prevenzione

L’Università Cattolica di Milano, l’ASL VCO, l’Associazione Contorno Viola e la Cooperativa contro l’Emarginazione hanno promosso l’avvio del Corso di Alta Formazione “Tra Media e Peer Education: modelli e pratiche per una prevenzione 2.0”, che inizierà il prossimo 1 marzo.

Il dott. Mauro Croce, docente e membro del comitato scientifico, ha spiegato in che modo i media possono diventare spazio per proporre interventi educativi e di prevenzione, cioè utilizzando il web come «strumento-possibilità per utilizzare canali comunicativi nuovi, maggiormente appetibili, maggiormente friendly e vicini al mondo giovanile. I nuovi media possono diventare “soggetto di prevenzione”,ovvero luogo e possibilità di propagazione di informazioni “sane”, di “incontro virtuale”, di coinvolgimento di soggetti altrimenti difficilmente raggiungibili o coinvolgibili. Tesi riassumibile nell’affermazione “quanto si presenta costituisce una nuova formidabile occasione per intercettare i giovani, incontrarli, lanciare messaggi, ascoltarli”.In tal caso si può parlare di prevenzione “grazie e attraverso” le nuove possibilità offerte.»

Per quanto riguarda il corso e le competenze che verranno offerte agli operatori che vi parteciperanno, il dott. Croce ha detto: «Certamente è previsto nel percorso formativo, oltre all’acquisizione di competenze e conoscenze, anche un lavoro pratico con questi strumenti. Si pensi solo al fatto che ogni partecipante avrà a disposizione un tablet che diventerà strumento di lavoro, di studio, di comunicazione con gli altri partecipanti e i docenti. L’idea nostra è quella che questo corso possa essere un laboratorio attivo, dove soggetti provenienti da diversi mondi concettuali, organizzativi, culturali, istituzionali, ma accomunati nell’interesse verso la prevenzione, possano insieme apprendere un comune esperanto e costruire modelli di intervento coerenti con il cambio di scenario. Non si tratta ovviamente e solamente di apprendere l’utilizzo di queste nuove tecnologie: una condizione necessaria, ma non sufficiente, nel comprendere e agire nel nuovo scenario. Stiamo infatti parlando di uno scenario che ci obbliga a rimettere in gioco molti dei postulati sui quali siamo vissuti per anni. La domanda però che non possiamo non porci è: quanto questa nuova dimensione potrà contribuire a trasformare e rimettere in gioco radicalmente i postulati teorici e operativi, oppure costituirà un luogo nuovo, ove “adattare” vecchie logiche a nuove tecnologie? Ad esempio, se il dibattito è legato al come informare e intercettare è chiaro che nulla o poco si modificherà, se non dal punto di vista tecnologico. In estrema sintesi, le aree entro le quali paiono muoversi gli auspici (più che le teorie e i metodi) preventivi sembrano collocabili in tre grossi filoni. Un filone legato all’informazione: compito della prevenzione è informare correttamente intorno ai rischi, ai rimedi e a quelli che sono gli stili di vita corretti. Un secondo filone legato prevalentemente all’aiutare le persone concretamente a evitare le situazioni di rischio/pericolo, che può consistere da una parte “nell’attrezzare” l’individuo a riconoscere le proprie emozioni, acquisire maggiore assertività, pensiero critico, ecc e dall’altra nell’evitare luoghi, incontri, situazioni suscettibili di rischi e pericoli. Un terzo filone è legato invece alla presa di coscienza delle contraddizioni esistenti, al promuovere una partecipazione degli individui e dei gruppi nell’assunzione di ruoli attivi e partecipi, allo sviluppo del capitale sociale e così via.»

Per concludere, il dott. Croce ha fatto notare che la letteratura riguardo l’efficacia nella prevenzione dei media digitali è ancora piuttosto scarsa, probabilmente per la trasformabilità di tali strumenti, che rischiano di essere più veloci dei modelli di lettura, di analisi, di ricerca e di conoscenza dei risultati. «Credo sia quindi importante che anche i modelli di valutazione e di ricerca debbano potersi adattare ai nuovi processi e non viceversa. Il che significa adottare una visione e un metodo che faccia riferimento anche alle teorie e ai metodi della ricerca antropologica ed etnologica, che rivaluti i modelli qualitativi, che riveda il rapporto tra conoscenza e azione, tra ricercatore/operatore/oggetto di studio. Da una parte la ricerca e l’ancoraggio alle evidenze, a teorie scientifiche solide, a un percorso lineare e prestabilito, dall’altra, al contrario, la ricerca e la sperimentazione di metodi per fare emergere ciò che non è evidente, per esplorare mondi diversi, per decostruire le teorie “ingenue”. È necessario un reciproco riconoscimento e un’integrazione tra questi approcci, se vogliamo dotarci di metodi e modelli che siano allo stesso tempo veloci, intuitivi, etnologici e anche rigorosi e utili alla ricerca e agli interventi. Questa è un’altra delle sfide che il mondo 2.0 ci sta ponendo.»

Intervista completa: http://www.dors.it/pag.php?idcm=4833

Per approfondire: www.peer-education.it

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BEVIAMOCI UN CAFFÈ

novita evidenza

   

Il World Café è un metodo antico quasi quanto la civiltà: si tratta di sedersi intorno ad un tavolo, come quando ci si prende un caffè, per discutere, argomentare e favorire empowerment sociale.

È la forza della conversazione informale ad essere spesa per individuare strategie, idee, progetti e creare una specie di comunità intellettuale in cui si sviluppa la coesione comunicativa e si fa sistema.

Viene ricreata l’ambientazione intima e accogliente di un caffè, con tavolini rotondi adatti ad ospitare ognuno dalle 4 alle 6 persone. I tavolini sono disposti in modo libero in una stanza e sono dotati di materiali per annotare, disegnare, scrivere, in altre parole, per fissare le idee. L’intero processo può durare da un’ora e mezza a 4 ore. I partecipanti, che devono essere come minimo 12 (fino a raggiungere anche un numero di diverse centinaia), discutono i temi in piccoli gruppi, seduti intorno ai diversi tavoli, per sessioni consecutive. Ogni 20-30 min, ad intervalli regolari, i partecipanti ruotano da un tavolo all’altro costituendo così nuovi gruppi. Per ogni tavolo, cioè per ogni sessione, è previsto un facilitatore che si occupa della restituzione (feedback) e di raccogliere i commenti dei partecipanti. A questo proposito risulta fondamentale l’uso della domanda che deve essere strutturata e studiata per fare da innesco allo scambio conversazionale e quindi alla progettazione partecipata. Alcune informazioni e quesiti si trovano sulla piattaforma Web della comunità mondiale del World Cafè: www.theworldcafecommunity.org

Ci sono inoltre on line due guide in italiano che illustrano la tecnica:”Il World Cafè” di Juanita Brown, tradotta in Italiano da Adriano Pianesi, Gisella Geraci e Gerardo de Luzenberger ; “Guida breve al World Cafè” il cui adattamento, sviluppo e traduzione sono stati curati da Mario Gastaldi e Carla Galanti

Vedi l’articolo del DoRS

BUVONS UN CAFÉ

Le World Café est une méthode presque aussi vieille que la civilisation : il s’agit de s’asseoir autour d’une table, par exemple lorsque vous prenez un café, de discuter, d’argumenter et de promouvoir l’empowerment social.

C’est la force de la conversation informelle à permettre d’identifier des stratégies, des idées, des projets, et de créer une sorte de communauté intellectuelle où on développe la cohésion et le système de communication.

On reproduit l’ambiance chaleureuse et intime d’un café, avec des tables rondes qui peuvent accueillir chacun de 4 à 6 personnes. Les tables sont disposées librement dans une pièce et sont équipées avec des matériaux pour annoter, dessiner, écrire, en d’autres termes, pour fixer les idées. L’ensemble du processus peut prendre d’une heure et demie à quatre heures. Les participants, qui doivent être au moins 12 (jusqu’à un nombre de plusieurs centaines), discutent des questions en petits groupes, assis autour de tables différentes pour des sessions consécutives. Chaque 20-30 minutes, à intervalles réguliers, les participants tournent d’une table à une autre en créant de nouveaux groupes. Pour chaque table, c’est à dire pour chaque session, il y aura un animateur qui est responsable du retour (feedback) et de recueillir les commentaires des participants. À cet égard, c’est essentielle l’utilisation de la question qui doit être structurée et conçue pour agir comme un déclencheur pour la conversation et à la planification participative. Certaines informations et questions peuvent être trouvées sur la plate-forme Web de la communauté mondiale du World Café : www.theworldcafecommunity.org
Il y a aussi deux guides en ligne en italien qui illustrent la technique : « Le World Café » par Juanita Brown, traduit en italien par Adrian Pianesi, Gisella Geraci et Gerardo de Luzenberger, « Guide sommaire de World Café » dont l’adaptation, le développement et la traduction ont été faites par Mario Gastaldi et Carla Galanti

Voir l’article dans les DORS

LET’S HAVE A CUP OF COFFEE

World Café is a method as old as civilization: it is about sitting around a table as when we have a cup of coffee, to debate, argue and foster social empowerment.

The power that comes from an informal talk is used to identify strategies, ideas, projects and to make a sort of intellectual community where communicative cohesion and networking are developped.

The private and welcoming mood of a coffee bar is recreated by round little tables for 4 or 6 people each. These little tables are freely placed in a room and offer stuff for noting down, drawing, writing and, in other words, for fixing ideas. The whole process can last from one hour and a half to four hours. Partakers must be at least 12 and can reach the number of many hundreds. They discuss the assigned issues in small groups, seated around the tables, during consecutive sessions. Every 20-30 minutes, at regular intervals, partakers rotate from one table to another thus making new groups.

There is a facilitator for each session who gives feedbacks and collects partakers’comments. The use of the question is fundamental because it must be structured and thought to activate conversation and shared planning. On the website of the World Cafè world community there are many informations and questions: www.theworldcafecommunity.org

Two italian guides are online and show the technique. They are: “Il World Cafè” by Juanita Brown, translated into italian by Adriano Pianesi, Gisella Geraci and Gerardo de Luzenberger; “Guida breve al World Cafè” (A short guide to the World Cafè) adapted, developped and translated by Mario Gastaldi and Carla Galanti.

See the article by DoRS:  Vedi l’articolo del DoRS

 

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I FUMI DEL DIESEL SONO CANGEROGENI E LA PERICOLOSITÀ AUMENTA CON LA CONCENTRAZIONE

_prevenzione

A metà giugno scorso, come si afferma nella newsletter medico-legale INCA 21/2012, 24 esperti di sette Paesi si sono incontrati nell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro dell’OMS (IARC, Lione, Francia vedi) per valutare la cancerogenicità in ambito lavorativo del gasolio, della benzina e dei gas di scarico dei motori, oltre ad alcuni nitroareni. I nitroareni, come chiarisce il sito Internet del DORS (Centro Regionale di documentazione per la promozione della salute vedi), sono contaminanti ambientali che si producono durante processi di combustione incompleta. Chimicamente sono degli idrocarburi policicli aromatici. Per alcuni di loro è riconosciuta un’azione mutagena, genotossica e cancerogena. Le principali fonti ambientali di contaminazione sono i fumi esausti dei motori diesel (ne sono stati identificati più di 70) e il fumo di sigaretta.
Tale valutazione è stata pubblicata nel Volume 105 delle Monografie IARC (vedi e digita nell’apposito spazio di ricerca “Volume 105”).

In estrema sintesi i 24 esperti affermano che i risultati di questo vasto studio sono stati confrontati con quello di altri studi presenti in letteratura ma anche con la giurisprudenza e questo ha portato il gruppo a concludere che:

1) gli scarichi di motore diesel sono classificati come “cancerogeni per  l’uomo”

(Gruppo 1)

2) gli scarichi dei motore a benzina sono classificati come “possibile

cancerogeno per l’uomo” (Gruppo 2B)… (All a (113_12) FERRARO_PREVENZIONE_15LUGLIO2012).

La notizia, non proprio sconvolgente come novità, ha fatto alzare le antenne alle organizzazioni culturali e politiche più attente all’ambiente. È persino iniziata una raccolta firme per abolire l’uso dei veicoli diesel in Italia (vedi). Una decisione draconiana che viene considerata eccessiva (e per certi versi persino sbagliata) dall’American Cancer Society (vedi).

In questi casi la Medicina si affida al principio di precauzione per definire soglie, limiti e possibilità operative, per quanto possibile, condivise a livello sociale; un passaggio, questo, dove la “buona comunicazione” gioca un ruolo fondamentale: le virgolette si possono togliere soltanto quando i comunicatori si muovono nell’esclusivo interesse dei cittadini, avendo ben presente la mole degli interessi in gioco (vedi).

Nicola Ferraro

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RAI EDUCATIONAL LANCIA UN NUOVO PROGRAMMA SULLA SALUTE

dedalo evidenza

Rai Educational ha in cantiere, in stretta collaborazione con il MIUR, un nuovo e impegnativo progetto multimediale che riguarda la salute.
L’obiettivo di questo programma è di indicare al mondo giovanile gli indirizzi per la prevenzione e i corretti modelli di vita in materia di salute:  l’alimentazione e le sue patologie dall’obesità all’anoressia; le conseguenze di eventuali abusi (droga e alcol); un uso corretto e moderato del proprio corpo dallo sport alla vita quotidiana ; le difficoltà psicologiche ed eventuali segnali di disagio psichico e sociale.
Il programma avrà la consueta struttura in “pillole” in modo tale da poter garantire un maggior numero di spunti e contenuti, in una versione “2.0” del classico magazine televisivo, con le diverse sezioni fruibili sul Web anche separatamente.
Nella puntata  (
http://www.raiscuola.rai.it/programmi/salute/54/1/default.aspx) di venerdì 11 maggio è andato in onda il Progetto “I Denti Kit”, iniziativa congiunta del MIUR e del Ministero della Salute, rivolta agli studenti delle Scuole Primarie e Secondarie di Primo Grado e ai piccoli alunni della Scuola dell’Infanzia, e finalizzata alla corretta informazione circa l’importanza della salute e della cura dei nostri denti.
Per rivedere il filmato è possibile anche seguire il nostro 
canale tematico youtube
Il kit inoltre è liberamente scaricabile dal sito  
www.salute.gov.it/stiliVita/stiliVita.jsp  e  www.scuolaesalute.it

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