Tag Archives: farmaci

UN TRIANGOLO NERO PER 105 FARMACI

farmaci evidenza

Di Nicola Ferraro.

Monitoraggio addizionale per 105 farmaci (per ora) e da settembre i consumatori europei saranno informati senza veli su questa procedura di sicurezza aggiuntiva messa in atto dall’organo che gestisce la farmacovigilanza europea. Sul bugiardino di questi farmaci un triangolo nero li classificherà come tali.

Improntata all’anti-allarmismo (vedi) la campagna di informazione iniziata con qualche mese d’anticipo rispetto all’entrata in vigore del provvedimento messo in campo dall’Ema, l’Ente europeo per la sicurezza dei farmaci, omologo del nostro Aifa.

Come dice l’articolo di Quotidianosanità.it di cui forniamo il link (vedi),  “Se un farmaco è etichettato con il triangolo rovesciato – sottolinea l’Ema – non vuol dire che non è sicuro. Lo scopo del simbolo è quello di incoraggiare attivamente gli operatori sanitari ed i pazienti a segnalare eventuali sospette reazioni avverse osservate con il farmaco, o perché il farmaco è nuovo al mercato o perché vi è una limitazione ai dati disponibili sulla sua sicurezza”.

Discutibile però la scelta grafica adottata. Un qualsiasi simbolo già non avrebbe vita facile nell’identificare un farmaco in commercio ma sottoposto a verifiche ulteriori circa la sua sicurezza; un triangolo nero rovesciato è forse la scelta peggiore e in netto contrasto con gli scopi culturali più profondi e nobili dell’iniziativa: trasformare la tutela della salute dei cittadini in un processo decisionale sempre più articolato, maggiormente sottoposto a verifiche, più trasparente e nel quale i cittadini hanno un ruolo sempre più attivo e consapevole.

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ITALIANI E FARMACI SECONDO UNA COMPAGNIA ASSICURATIVA

farmaci evidenza

Di Nicola Ferraro.

C’è l’Epidemiologia, l’Economia, la Sociologia… Persino la Filosofia e la Linguistica possono raccontare qualcosa di nuovo del rapporto che ci lega alla salute, alla Medicina e alla Sanità. Quando però in campo scendono le compagnie di assicurazione l’effetto sorpresa è quasi sempre assicurato. Una polizza sanitaria può infatti essere concepita soltanto se si conosce in dettaglio il rischio salute da assicurare; per conoscerlo occorre quindi avere confidenza con le abitudini della gente…

La prova è in questo comunicato (vedi) di “UniSalute” (vedi), elaborato dal suo “Osservatorio Salute”. Una fotografia della nostra società che è davvero una “fotonotizia” ripresa da quasi tutti i media: noi abbiamo scelto il rilancio di Quotidianosanità.it (vedi). Soltanto il 23% di noi cerca di limitare l’utilizzo dei farmaci limitandosi ad un’assunzione più consapevole, quando strettamente necessario. Il 51% degli Italiani si affida in forma esclusiva alla Medicina scientifica ma il 45% è disponibile ad affiancare alle cure basate sul metodo sperimentale pratiche sanitarie complementari o alternative.

Sarebbe interessante capire cosa fa quel 4% di connazionali che non compare in fotografia: saranno gli unici che non frequentano medici, Asl, ospedali, ambulatori perché sono in perenne buona salute? O sono piuttosto gli invisibili, i nuovi e veri poveri che non possono permettersi né la Medicina scientifica né quella complementare e che sembrano non interessare molto lo Stato: figurarsi le compagnie assicurative?

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STRANIERI: RISORSA, NON PROBLEMA

novita evidenza

Prima di considerare gli stranieri un problema sarebbe il caso di guardare i conti economici che li riguardano. Si scoprirebbe così che il saldo è molto spesso positivo. Non fa eccezione il mondo della spesa farmaceutica e il mercato dei cosmetici: per la prima voce continua ad essere bassa la quota a carico del Ssn (vedi); il mondo dei cosmetici inizia invece a tenere conto dell’esistenza degli immigrati di religione islamica e scopre che si tratta di un bacino di mercato da quattro miliardi di €. Per accedervi basta tarare la produzione sulle specifiche indicate dalla Halal International Authority (HIA, vedi) che codifica in forma ufficiale le norme islamiche di fabbricazione e di consumo di farmaci e cosmetici mutuandole dal Corano (vedi).

Le due notizie sono state appena pubblicate dalla testata “Farmacista 33”.

Nicola Ferraro

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GIÙ LA SPESA IN FARMACIA… MA I GENERICI NON DECOLLANO

farmaci evidenza

   

In questo primo scorcio di 2013 i farmaci sembrano tenere banco sui media che si occupano di sanità. Il portale della Fnomceo, ad esempio, ha pubblicato due notizie su questo argomento: una scheda sul consumo dei medicinali nel nostro paese (vedi) e il lancio di un convegno dell’Aifa (vedi) che cerca un confronto con la società civile sull’attività regolatoria delegata all’Agenzia.

L’articolo della Fnomceo sul consumo dei farmaci è una panoramica sull’ultimo rapporto OsMed (Osservatorio sull’impiego dei medicinali vedi). In rilievo il dato sulla cifra spesa dagli italiani per l’acquisto di farmaci (oltre 5 miliardi e mezzo di euro) e la scarsa propensione per il consumo dei generici. Sullo stesso documento, Quotidianosanità.it focalizza invece l’attenzione su un dato diverso: la diminuzione dei consumi privati e l’aumento di quelli a carico di Asl e ospedali (vedi).

Molto interessante (per i nuovi scenari culturali che apre) l’articolo della Fnomceo, a firma di Walter Gatti, che descrive la volontà dell’Aifa di intavolare un dialogo aperto e costruttivo per “realizzare iniziative efficaci, dirette a favorire il coinvolgimento dei cittadini nelle politiche regolatorie e di assistenza farmaceutica, e assicurare una comunicazione costante e attenta verso i pazienti”.

Nicola Ferraro

Les dépenses en pharmacie baissent… mais les médicaments génériques ne décollent pas

Dans cette première partie de l’année 2013, les médicaments semblent entretenir les médias qui traitent de la santé. Le portail de Fnomceo, par exemple, a publié deux rapports à ce sujet : un rapport sur la consommation de médicaments dans notre pays (voir) et le lancement d’une conférence de l’AIFA (voir) à la recherche d’une confrontation avec la société civile sur l’activité réglementaire déléguée à l’Agence.

L’article Fnomceo sur la consommation de médicaments est un aperçu du dernier rapport OSMED (Observatoire sur l’utilisation des médicaments, voir). Parmi les données c’est importante l’enquête sur le montant dépensé par les Italiens pour l’achat de médicaments (plus de 5 milliards et demi d’euros) et la faible propension à la consommation de médicaments génériques. Sur le même document, Quotidianosanità.it concentre plutôt son attention sur une donnée différente : la baisse de la consommation privée et une augmentation de ceux pris en charge par les autorités sanitaires locales et les hôpitaux (voir).

Très intéressant (pour le nouveau panorama culturel qui s’ouvre) l’article de Fnomceo, écrit par Walter Gatti, qui décrit la volonté de l’AIFA à s’engager dans un dialogue franc et constructif afin de « réaliser des mesures efficaces, visant à encourager la participation des citoyens dans les politiques réglementaires et les soins pharmaceutiques, et à assurer une communication constante et attentive aux patients. »

DESPITE SAVINGS IN DRUGSTORES, GENERIC DRUGS DO NOT GET OFF THE GROUND

In these first months of 2013, drugs are among the main news on specialized magazines. For instance, Fnomceo website has released two news about this issue: a data sheet about drugs intake in our Country (see: vedi) and the launch of an Aifa meeting (see: vedi) looking for a debate with civil society about the regulatory activity delegated to the Agency.

The article by Fnomceo about drugs intake is a survey of the last OsMed report (Observatory about Drugs Intake, see: vedi). The most notable date are the amount of money Italians pay for drugs’ purchase (more than 5 and a half billion Euros) and the little tendency to use generic drugs. On the contrary, Quotidianosanità.it focuses its attention on a different datum: the decrease of private consumption and the increase of that at the expense of Asl and hospitals (see: vedi).

A Fnomceo article by Walter Gatti is very interesting for the new cultural scenario that it can open. It shows Aifa’s will to start an open and productive debate in order to “realize some effective initiatives aiming to promote citizens participation in regulatory and support drug policies and guarantee a dedicated and accurate communication toward patients”.

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STATINE E CANCRO: UN MATRIMONIO D’INTERESSE “CHE S’HA DAFARE?”

farmaci evidenza

   

Le statine inibiscono la sintesi del colesterolo endogeno che contribuisce in modo predominante a determinare la quantità presente nel sangue di questa voluminosa molecola biochimica. Tutte le statine agiscono sul metabolismo del colesterolo a livello dell’enzima idrossimetilglutaril-CoA reduttasi, che inibisce la sintesi dell’acido mevalonico, precursore della molecola biochimica più coinvolta nei processi aterosclerotici.
Stiamo parlando di farmaci che funzionano: sono considerati indispensabili nella prevenzione cardiovascolare secondaria ad un evento patologico accertato, curato e superato e sono oggetto di verifica continua per il loro inserimento nella prevenzione cardiovascolare primaria: nei soggetti a rischio che non hanno ancora sviluppato patologie documentabili. Le statine sono farmaci anche cari e questo non è stato un biglietto da visita particolarmente invitante per il loro inserimento in terapia oncologica: queste molecole, infatti, dimostrano (almeno da un punto di vista epidemiologico) anche una riduzione della mortalità cancro-correlata.

Il motivo possibile di questa evidenza è addirittura intuitivo e ce lo spiega la Biologia. Il colesterolo è la componente biochimica strutturale di tutte le membrane cellulari e quindi è  essenziale per la proliferazione cellulare che caratterizza il tumore. Inibire la sua produzione endogena potrebbe, in linea teorica, ostacolare la proliferazione cellulare della massa neoplastica. Inoltre si è scoperto le modificazioni del ciclo biochimico del colesterolo hanno anche proprietà antitumorali di natura da determinare e inducono un ridotto rischio di recidive. Uno studio danese di cui parla un interessante articolo della SIF (Società Italiana di Farmacologia) si propone di fare luce sugli “entusiasmi” suscitati in ambiente oncologico da rapporto cancro/statine (vedi).

Nicola Ferraro

LES STATINES ET LE CANCER : UN MARIAGE D’INTÉRÊT NÉCESSAIRE ?

Les statines inhibent la synthèse du cholestérol endogène qui contribue principalement à déterminer la quantité présente dans le sang de cette molécule volumineuse biochimique. Toutes les statines agissent sur le métabolisme du cholestérol au niveau de l’enzyme hydroxyméthylglutaryl-CoA réductase, qui inhibe la synthèse de l’acide mévalonique, un précurseur de la molécule de biochimie plus impliquée dans les processus d’athérosclérose.
Nous parlons de médicaments qui marchent bien : ils sont considérés comme essentiels dans la prévention des maladies cardio-vasculaires secondaires à un événement pathologique établis, traité et curé et sont sujets à vérification continue afin de les insérer dans la prévention primaire des maladies cardio-vasculaires : chez les patients à risque qui n’ont pas encore développé la maladie documentée. Les statines sont des médicaments même chers et ce n’est pas une carte de visite particulièrement attachante pour leur insertion dans le traitement du cancer : ces molécules, en fait, montrent (au moins d’un point de vue épidémiologique) également une réduction de mortalité liée au cancer.
La raison possible de cette preuve est encore intuitive et expliqué par la Biologie. Le cholestérol est la composante structurelle biochimique de toutes les membranes cellulaires et il est donc essentiel pour la prolifération cellulaire qui caractérise la tumeur. Inhiber sa production endogène pourrait, en théorie, empêcher la prolifération des cellules de la masse tumorale. En outre, il a été découvert que l’altération du cycle biochimique du cholestérol a également des propriétés anticancéreuses, de nature à déterminer et elle cause une réduction du risque de récidive. Une étude danoise mentionnée par un article intéressant de la SIF (Société italienne de pharmacologie) vise à tirer au clair « l’enthousiasme » soulevé en oncologie dans pour le rapport entre Cancer / statines (voir).

STATINS AND CANCER: MUST THIS MARRIAGE OF CONVENIENCE BE DONE?

Statins are used to inhibit the synthesis of endogenous cholesterol that determines in a predominant way the quantity in the blood of this big biochemical molecule. Any kind of statins inhibits the enzyme HMG-CoA reductase. The latter inhibits the synthesis of the mevalonic acid that is a parent element of the biochemical molecule most involved in the atherosclerosis processes. We are talking about drugs that work: they are considered essential in the secondary cardiovascular prevention of a pre-existing, treated and overcome pathological event and they are continuously under test in order to be used in  the primary cardiovascular prevention in those subjects at high risk but who do not show any other health problem.

Statins are expensive drugs and this fact has not represented a good presentation in order to include them in the oncological preventive therapy. At least from an epidemiological point of view,  these molecules also do show a decrease in cancer-related mortality.

The possible reason of this evidence is intuitive and Biology does explain it. Cholesterol is the structural biochemical component of mammalian cell membranes thus being essential for  the cell proliferation characterizing cancer. In theory, inhibiting its endogenous production could hinder cell proliferation of neoplastic masses. In addition to it, researchers have also discovered that alterations in the biochemical cycle of cholesterol also show anti – cancer characteristics still to investigate and induce a lower risk of relapses. An interesting article by SIF (Italian Society of Pharmacology) talks about a Danish research aiming at clarifying the “enthusiasm” caused by the connection between cancer and statins in the oncological field. (see: vedi).

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