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Conviene la sanità privata ai ricchi?

politica sanitaria evidenza

   

Su Salute Internazionale.info Elena Granaglia svolge un interessante ragionamento sulle implicazioni per la sanità privata della riduzione del finanziamento pubblico.

La sua ipotesi é che rinunciare alla protezione del SSN per scegliere un’assicurazione privata rischi di fare stare peggio proprio chi avrebbe le risorse economiche per accedere alla sanità privata.

Due sono le ragioni principali.
La prima concerne il prezzo da pagare: nel privato, esso tende ad essere più elevato per molte prestazioni, seppure non di qualità superiore.
L’altra concerne il rischio di incompletezza assicurativa: il mercato assicurativo non è in grado di assicurare una protezione continua nel ciclo di vita. Come noto, l’assicurazione copre rischi non certezze: se ci si ammala, la patologia di cui si soffre cessa di essere assicurata al rinnovo della polizza (e come sa chiunque sia andato ad acquistare una polizza sul mercato, la durata della polizza diminuisce drasticamente al crescere dell’età). Individui con precedenti malattie non potrebbero, pertanto, assicurarsi anche quando hanno risorse necessarie all’eventuale acquisto della polizza, con la conseguenza di dovere rinunciare alla cura pur avendo le risorse per pagare l’assicurazione oppure di doversi pagare la cura di tasca propria, rinunciando così ai benefici dell’assicurazione in termini di ripartizione del rischio.

Il che non nega che le assicurazioni private possano, in alcune situazioni, essere vantaggiose: ad esempio, per chi, relativamente sano, affronta un primo episodio di malattia o ha un buon contratto di lavoro. Per questa ragione, la libertà di acquistarle va garantita, anche per prestazioni sostitutive di quelle del SSN (nel liberale Canada, le assicurazioni sanitarie per prestazioni sostitutive sono state, invece, a lungo, vietate). Inoltre, i super-ricchi potrebbero comunque preferire una restrizione del perimetro pubblico, per pagare meno imposte, incuranti di dovere spendere un po’ di più e di dovere accedere ai risparmi in assenza di assicurazioni complete. Ma, per il grosso della cittadinanza, inclusi i ceti medi relativamente abbienti, la perdita di benessere derivante dalle politiche di austerità rischia di essere davvero consistente. Il welfare state non è nato solo per finalità, per quanto cruciali, di equità. È stato ed è anche strumento di stare bene per tutti.

Rimandiamo all’articolo originale http://www.saluteinternazionale.info/2013/02/in-difesa-del-servizio-sanitario-nazionale-2/  per approfondimenti ed esemplificazioni tratti anche dalle situazioni di altri paesi.

Est-ce que les soins de santé privés sont AVANTAGEUX pour les riches?

Sur « Salute Internazionale.info » Elena Granaglia développe un raisonnement intéressant sur l’influence pour les soins de santé privés de la réduction du financement public.

Son hypothèse est que renoncer à la protection du SSN pour préférer une assurance privée peut empirer les choses justement pour ceux qui auraient les ressources économiques nécessaires pour accéder aux soins de santé privés.

Il y a deux raisons principales.

La première concerne le prix à payer dans le secteur privé, il a tendance à être plus cher pour beaucoup de services qui n’ont pas la plus haute qualité.

L’autre est liée au risque d’assurance incomplète : le marché de l’assurance n’est pas en mesure d’assurer une protection continue dans le cycle de vie. Comme on le sait, l’assurance couvre les risques pas les certitudes : si vous tombez malade, la maladie dont vous souffrez cesse d’être assurée au moment de renouveler la police (et tout le monde qui est allé acheter une police sur le marché, sait que sa durée diminue considérablement avec l’âge). Les personnes ayant une maladie préexistante ne pourront pas, par conséquent, être assurés même quand ils disposent des ressources nécessaires à l’achat éventuel de la police, avec pour conséquence de devoir renoncer à des soins même s’ils ont les moyens de payer l’assurance ou d’avoir à payer pour les soins de leur poche, en renonçant aux prestations d’assurance en termes de répartition des risques.

Cela ne nie pas que l’assurance privée puisse, dans certaines situations, être avantageuse, par exemple, pour une personne relativement en bonne santé, qui doit faire face à un premier épisode de maladie ou qui a un contrat de travail bon. Pour cette raison, la liberté d’acheter doit être garantie, même pour un service de remplacement du SSN (dans le Canada libéral, l’assurance-santé pour un service de remplacement a été, cependant, interdite pour longtemps). En outre, les super-riches peuvent toujours préférer une restriction à la portée du public pour payer moins d’impôt, peu importe d’avoir à dépenser un peu plus et d’avoir à puiser dans leurs épargnes, en l’absence d’une assurance complète. Mais pour l’essentiel de la citoyenneté, y compris les classes moyennes relativement aisées, la perte de bien-être résultant de la politique d’austérité est susceptible d’être énorme. L’État-providence n’est pas née uniquement dans le but, bien cruciale, de l’équité. C’était et c’est aussi un outil pour le bien-être de tout le monde.

Voici le lien à l’article original http://www.saluteinternazionale.info/2013/02/in-difesa-del-servizio-sanitario-nazionale-2/ pour plus de détails et des exemples tirés d’autres pays.

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L’ORDINE, ESEMPIO PERFETTO DI SCHIZOFRENIA POLITICA

politica sanitaria evidenza

 

Quando si parla di Ordini professionali molti confondono le vittime con i carnefici. Più di uno, ad esempio, crede che questa istituzione sia stata inventata da Mussolini invece che dal fondatore del Fascismo messa all’indice, abolita e con disprezzo. Pochissimi anche tra gli iscritti, poi, sanno che l’Ordine professionale è un Ente posto dallo Stato a tutela dei cittadini e di sicuro non degli iscritti. Questo dato, che emerge chiaramente da un nostro servizio (vedi), è condiviso persino a livello istituzionale: da vent’anni si cerca infatti di introdurre dei “semi di concorrenza” tra professionisti, abolendo le tariffe minime di fatturazione garantite dall’Ordine e liberalizzando la pubblicità personale. Il campione di questo modo di considerare l’Ordine professionale (immaginato alla stregua di un “Circolo alla siciliana” o di un club inglese) è l’Autorità Garante per la concorrenza ed il mercato (vedi).

La realtà di questa schizofrenia istituzionale, che il mondo della politica non vuole o non riesce a sanare, è testimoniata da una recentissima sentenza della Cassazione Civile che, in modo scontato, considera ancora in vigore il tariffario minimo degli onorari, custodito dagli Ordini professionali. Una fucilata, il titolo con cui un dispaccio Ipsoa (un’editrice specializzata in pubblicazioni giuridiche) dà l’annuncio della sentenza e ne pubblica il testo in Rete: “Onorari professionali: tariffe, chi l’ha detto che l’inderogabilità dei minimi è sparita?” (vedi).
Questa incertezza istituzionale che sta sfiancando la credibilità di un’istituzione non è più tollerabile, come non è più tollerabile l’esistenza di un testo normativo, superato dalla realtà, che sembra fatto apposta per alimentare dubbi, confusione, false opinioni che il potere politico non è in grado di contestare e correggere.
Anche in questo senso, l’affermazione di Amedeo Bianco, Presidente della Fnomceo, pronunciata in un’intervista messa in Rete da “QS” deve essere letta: “La riforma degli Ordini è improrogabile” (vedi).

Nicola Ferraro

 

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UNA CROCE ANCHE PER LE PARAFARMACIE, MA NON VERDE

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La croce, come simbolo più che di fede della “pietas” cristiana, fu adottata dallo svizzero Henry Dunant per fondare un un’organizzazione umanitaria originale e realmente innovativa anche oggi. Lo fece subito dopo la battaglia di Solferino del 24 giugno 1959, vinta dall’Esercito Sardo impegnato nella II Guerra d’Indipendenza contro le truppe cosmopolite arruolate sotto le insegne dell’Impero Austro-Ungarico. Fu quella non soltanto la battaglia più sanguinosa del Risorgimento italiano ma una delle più feroci mai combattute in Europa.

Dunant rimane sconvolto dal numero impressionante dei feriti e dei morti, ma soprattutto dal fatto che i feriti vengano abbandonati a loro stessi. 40.000 morti giacciono a terra avvolti in un impasto orribile di polvere, sangue, crani fracassati, ferite da taglio che sembrano materializzate da un incubo. A Solferino si consuma una delle battaglie più cruente combattute all’arma bianca, in un corpo a corpo, di violenza plurimillenaria. I tanti Ferrero, Pautasso, Melis, Schmieder, Svoboda, Lupu… muoiono come Achille, Ettore, i soldati dell’Antica Roma, i Galli…

Dopo quella battaglia nasce la Croce Rossa: un corpo militare di sanità per il soccorso dei militari feriti, combattenti sotto qualsiasi bandiera. Da allora la “croce rossa” è l’emblema in Occidente della sanità nella sua vocazione più pura, figlia di quell’afflato etico che da millenni permea la medicina. Nei paesi musulmani la simbologia adottata nell’alveo della stessa tradizione culturale e con gli stessi scopi non a caso è anch’essa una filiazione religiosa: la mezzaluna crescente simbolo dell’Islam.

Dunant viene criticato, preso per visionario e sognatore ma la sua è un’idea formidabile che si fa strada, in politica estera e non soltanto in sanità. Grazie alla sua invenzione visionaria vede la luce il primo trattato per il trattamento umanitario dei prigionieri di guerra: la mitica Convenzione di Ginevra (città natale di Dunant) che pochi sanno è del 1864!

Non regge davvero il confronto la cronaca di queste ore per l’attribuzione di un colore diverso dal verde alle insegne delle parafarmacie: gli empori dove si vendono farmaci da banco, prodotti sanitari e integratori. La richiesta è stata fatta dalle associazioni di categoria che riuniscono i farmacisti, preoccupati che i cittadini facciano confusione. Richiesta accolta immediatamente dal TAR della Calabria: alle farmacie il verde, alle parafarmacie un qualsiasi altro colore. Vedi il link all’articolo di”Quotidianosanità.it” che descrive molto bene il veloce iter giudiziario civile che ha caratterizzato la vicenda e che riporta anche il testo della sentenza “anticonfusione”.

Nicola Ferraro

UNE CROIX AUSSI POUR LES PARAPHARMACIES, MAIS PAS VERT

La croix comme symbole plus que de foi de « pietas » chrétienne, elle fut adoptée par le Suisse Henry Dunant pour fonder une organisation humanitaire originale et réellement innovante aujourd’hui même. Il fit ça justement après la bataille de Solferino du 24 juin 1859, gagnée par l’armée Sarde engagée dans la II Guerre d’indépendance contre les troupes cosmopolites enrôlées sous les drapeaux de l’empire autrichien. Celle-là ne fut pas seulement la bataille la plus sanglante du Risorgimento italien mais l’une des plus féroces jamais combattues en Europe.

Dunant est bouleversé par le numéro impressionnant des blessés et des morts, mais surtout du fait que les blessés sont délaissés à eux mêmes. 40.000 morts languissent à terre enveloppés dans un pétrissage horrible de poussière, sang, crânes fracassés, coupures qui semblent matérialisés par un cauchemar. A Solferino elle se consume une des batailles les plus sanglantes combattue à l’arme blanche, dans un corps au corps, de violence plurimillénaire. Les nombreux Ferrero, Pautasso, Melis, Schmieder, Svoboda, Lupu… meurent comme Achille, Ettore, les soldats de l’ancienne Rome, les Gaulois…

Après cette bataille la Croix Rouge naît : un corps militaire de santé pour le secours des blessés militaires, combattant sous n’importe quel drapeau. Depuis lors la « croix rouge » est l’emblème en Ouest de la santé dans sa vocation la plus pure, fille de cet élan éthique qui trempe la médicine il y a millénaires. Dans les pays musulmans le symbolisme adopté dans le sillon de la même tradition culturelle et avec les mêmes buts n’est pas par hasard aussi elle une filiation religieuse : le croissant symbole de l’Islam.

Dunant est critiqué, pris pour visionnaire et rêveur mais la sienne est une idée formidable qui fait son chemin, en politique étrangère et pas seulement en santé. Son invention visionnaire voit la lumière grâce au premier traité pour le traitement humanitaire des prisonniers de guerre : la légendaire Convention de Genève (ville natale de Dunant) qui, pas tout le monde le sait, c’est de 1864 !

Elle ne soutient pas la comparaison vraiment la chronique d’aujourd’hui pour l’attribution d’une couleur différente du vert aux enseigne des parapharmacies : les grands magasins où sont vendus médicaments de banc, produit sanitaires et intégrateurs. La demande a été faite par les associations de catégorie qui réunissent les pharmaciens, préoccupés que les citoyens ne fassent pas confusion. Demande immédiatement accueillie par le TAR de la Calabre : aux pharmacies le vert, aux parapharmacies un, n’importe quel, autre couleur. Voir le lien à l’article de « Quotidianosanità.it » qui décrit très bien l’iter rapide civil judiciaire qui a caractérisé l’événement et qui reporte aussi le texte de la sentence « anti-confusion ».

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Adolescenti e consumo critico

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Il 10 marzo scorso si è tenuto a Parma un Convegno dal titolo “Alimenta il movimento. Alimentazione, attività motoria e salute dall’infanzia all’adolescenza”. Questo evento è stato l’ultimo di tre appuntamenti organizzati dalla Regione Emilia-Romagna sul tema della salute negli adolescenti.

Il Centro di Documentazione Dors ha proposto in sede congressuale una relazione  sulle abitudini e sul consumo critico degli adolescenti a partire da una riduzione delle ore spese di fronte a TV e PC,  da una condivisione più stretta su questi temi in ambito scolastico e formativo e da una educazione attiva delle famiglie per fronteggiare le derive consumiste e nocive delle politiche del mercato alimentare.

Al centro del dibattito del convegno sono stati inoltre portati e discussi i dati di un progetto nazionale che studia la salute dei più piccoli e i loro comportamenti e stili di vita: Okkio alla Salute è il nome di questa ricerca condotta dal Cnesps, dal CCM e dal Ministero della Salute che prende in esame i rischi comportamentali dei bambini delle scuole primarie. (clicca qui)

Di seguito l’articolo tratto dal sito del Dors che riporta le relazioni del Convegno e alcuni dati della ricerca.
clicca qui

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