
Vi sono notevoli differenze tra i livelli di sostanze inquinanti nell’aria accettati dall’UE e quelli raccomandati dall’OMS, che il 31 gennaio 2013 ha lanciato un nuovo allarme sulla necessità di adeguare le direttive UE ai nuovi studi sui danni che sostanze come i particolati, l’ozono e il biossido d’azoto producono sulla salute degli essere umani e dell’ambiente; un allarme che di fatto supera i parametri presentati nelle linee direttrici aggiornate al 2005 e prodotte dalla stessa OMS.
Questo perché, afferma il Direttore Regionale per l’Europa dell’OMS, Zsuzsanna Jakab: “Fino a pochi anni fa, in assenza di prove evidenti, gli standard di valutazione e regolamentazione dell’inquinamento atmosferico non focalizzavano efficacemente la salute umana. Anni di ricerche coordinate dall’OMS hanno fornito le prime stime quantitative del peso delle malattie da particolati e hanno ora stabilito collegamenti tra gli inquinanti atmosferici e le conseguenze per la salute. Confidiamo che queste nuove informazioni porteranno a politiche più strette di controllo dell’inquinamento, per proteggere la salute dei cittadini europei.”
Troviamo sintesi in Italiano del documento e dei danni dovuti dai principali inquinanti atmosferici a cura delle redazioni di EpiCentro e di SanitàNews: in estrema sintesi queste sostanze sono tutte estremamente dannose per l’uomo, in particolar modo durante l’infanzia.
Qui vogliamo dare solo conto dei diversi limiti proposti dalla UE e dall’OMS:
- Particolato PM2,5: la media annuale massima di concentrazione suggerita dall’Oms è di 10 µg/m3, contro il limite di 25 µg/m3 previsti nel 2015 dall’UE.
-Particolato PM10: l’OMS raccomanda un tetto di una media annuale di 20 µg/m3 e di 50 µg/m3al giorno, mentre il limite previsto dall’UE è di una media annuale di 40 µg/m3 e di 50 µg/m3 come media giornaliera, con un massimo di 35 sforamenti l’anno.
- Diossido di azoto (NO2): il livello massimo suggerito dall’OMS della concentrazione media annuale è di 40 µg/m3 e di 200 µg/m3 in un’ora, gli stessi valori previsti dalle regole UE, con un massimo di 18 sforamenti l’anno per il tetto medio orario.
- Biossido di zolfo (SO2): i limiti suggeriti dall’OMS sono 20 µg/m3 in 24 ore e 500 µg/m3 su una media di dieci minuti, contro i tetti UE di 125 microgrammi per 24 ore con un massimo di 3 sforamenti l’anno e 350 microgrammi in un’ora con un massimo di 24 sforamenti l’anno.
- OZONO (O3): il limite suggerito dall’OMS è di 100 µg/m3 in una media di otto ore, contro il tetto UE di 120 µg/m3 su otto ore con un massimo di 25 giorni di sforamenti in tre anni.
E a Torino?
In ogni caso stiamo parlando di valori e linee guida: indicazioni di come dovrebbe essere la realtà e non di come essa sia. Forse proprio per concreto pragmatismo l’UE propone valori generalmente più permissivi di quanto suggerito dall’OMS. La realtà è ben diversa, come viene subito dimostrato se scegliamo un caso concreto: Torino.
La nostra città è considerata dall’ARPA Piemonte uno dei territori più critici a livello europeo in termini di inquinamento atmosferico, in particolare per quanto riguarda l’area di pianura costituita da Torino e dai comuni limitrofi.
È un po’ laborioso accedere alle informazioni complessive sulla qualità dell’aria, ma è comunque possibile: con sicurezza fino al 2011, mentre i dati di sintesi sul 2012 sono ancora in fase di elaborazione. Si possono avere questi dati dal sito del Comune, che propone rapporti mensili dal 2004 a oggi per biossido di azoto (NO2) – monossido di carbonio (CO) – ozono (O3) – biossido di zolfo (SO2) – benzene (C6H6). Oppure ci si può rivolgere alla Provincia di Torino che produce bollettini giornalieri su particolati – (NO2) – (CO) – (O3) – (SO2) – (C6H6).
Si tratta di dati scorporati, accessibili giorno per giorno o mese per mese, ma se si vuole avere uno sguardo d’insieme si possono visualizzare i bollettini annuali messi on line dall’ARPA, anche se non sempre i dati sono aggiornati. Per questo rimandiamo anche ai bollettini annuali pubblicati da ARPA e Provincia di Torino: “Uno sguardo all’aria”.
Per il biossido di zolfo, il famigerato responsabile delle “piogge acide” che chi ha più di vent’anni ricorderà, le notizie sono più che buone, in quanto i valori del 2011 sono molto inferiori al livello di guardia. Questa tendenza, che dura da molti decenni, è dovuta alla radicale riduzione del tenore di zolfo nei combustibili liquidi e solidi e all’avvento del metano.
Per quanto riguarda il biossido di azoto, invece, la soglia media annua di guardia è stata superata da sette stazioni di rilevamento nel 2011, con la punta massima della stazione di Torino-Rebaudengo. Vi è comunque una tendenza alla diminuzione dal 1991 al 2011. È, però, presto per cantare vittoria: dato che il 2011 ha visto un aumento di questo inquinante rispetto al 2010.
Anche la soglia di guardia dell’ozono, nel 2011, è stata superata 30 giorni su base annuale.
Sui particolati abbiamo anche parziali informazioni per il primo trimestre 2012: i superamenti del livello di guardia per il PM10 nel 2012 erano già più dei 35 previsti il 13 febbraio. Nel 2011 tale limite era stato superato più di 120 volte. Mentre, nello stesso anno, la presenza di questa sostanza ha superato i 50 µg/m3, contro i 40 previsti.
Nel 2011 la media annuale di PM 2,5 è stata di 35 µg/m3con il valore obiettivo di 25.
Non mancano, comunque, le iniziative per il miglioramento della qualità dell’aria: nella flotta GTT (che conta 1460 veicoli) vi sono già diverse centinaia di autobus ecologici e il numero è in costante aumento (i dati disponibili non sono ancora aggiornati, ma si parla della totale sostituzione almeno dei 158 veicoli Euro 0). Inoltre su tutta la città sono state inasprite le restrizioni alla circolazione dei veicoli benzina o diesel EURO 0 e diesel fino all’EURO 2 con più di dieci anni. Si potrà trattare di misure impopolari, ma alla luce dei dati non si può non condividerle.
Resta il fatto che i danni alla salute, in particolare dei bambini, degli inquinanti atmosferici sono ormai scientificamente dimostrati: sta alle istituzioni prendere al più presto provvedimenti.
Luca Mario Nejrotti
Fonti: www.sanitanews.it, www.epicentro.iss.it, www.euro.who.int/en/home, www.arpa.piemonte.it/, www.provincia.torino.gov.it/index.htm, www.comune.torino.it.
Condividi, Stampa ed Invia ad un Amico