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DI NUOVO LA PAURA PER L’AVIARIA IN CINA: MA LE AUTORITÀ SANITARIE COLLABORANO

ricerca evidenza

Di Nicola Ferraro.

In Cina si registra un nuovo focolaio di influenza aviaria (vedi) e (vedi). Ma sui giornali italiani continua a tenere banco la crisi politica e su quelli internazionali quella economica che la situazione politica italiana di certo non semplifica.

Il tono dell’Oms/Who nel dare le notizie di questo problema di salute pubblica, a differenza del passato, non è allarmistico (vedi). Nuovi scenari in atto anche con le autorità sanitarie cinesi che rilasciano dichiarazioni e testimoniano così una volontà di collaborazione aperta e fattiva (vedi).

Intanto il mondo della ricerca biomedica ha già messo in agenda la non piacevole novità che arriva dall’Estremo Oriente e la letteratura pubblicata in queste ore registra questa presa in carico del problema (vedi) e (vedi).

Al centro delle ricerche epidemiologiche le cause di questo nuovo focolaio epidemico: da capire in fretta per scongiurare il pericolo che un’epidemia possa trasformarsi in pandemia. Sotto accusa il modello di sviluppo cinese: una sorta di ossimoro politico dove lo Stalinismo si è coniugato con il Capitalismo “più disinvolto”, quello allergico alle regole e ai diritti. Questa situazione genera “mostri antropologici”: la frequentissima coabitazione degli umani con animali da allevamento, ad esempio, che si sposa senza problemi con possibilità di spostamento della popolazione sovrapponibili a quelle degli Stati in cui la mobilità di massa è stata inventata, programmata e sviluppata da almeno due Secoli.

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LE TECNOLOGIE “WEB BASED”

dedalo evidenza

   

Di Rosa Revellino

Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, il 60% circa della popolazione è classificato come inattivo o non sufficientemente attivo. È quindi necessario attuare dei programmi di cambiamento del comportamento che coinvolgano, a basso costo, un alto numero di persone: in questo senso, Internet sembra essere il mezzo più adatto a stimolare comportamenti salutari.

Un’analisi presenta i risultati di alcune ricerche svolte sul web (web-based) per incrementare l’attività fisica negli adulti, definendo web-based gli interventi che hanno utilizzato come mezzo di divulgazione dei programmi la consegna via internet o via e-mail.

La revisione ha inizialmente comportato una fase di ricerca nella letteratura scientifica e una selezione degli studi che soddisfacevano tutti i requisiti necessari, arrivando a sceglierne 34. I risultati mostrano che i principali interventi web-based sono stati efficaci nel produrre piccoli ma significativi aumenti della pratica dell’attività fisica: tali cambiamenti di comportamento, seppur di lieve entità, possono avere importanti implicazioni positive su un’ampia fascia di popolazione. Gli studi futuri dovranno però tener conto anche del rapporto costo-efficacia degli interventi web-based, oltre a valutarne l’efficacia complessiva a distanza di tempo.

Considerando che i programmi sono in continua evoluzione, l’uso delle tecnologie web-based per il cambiamento del comportamento sembra destinato a proseguire nel tempo; in futuro, le attività di ricerca permetteranno di realizzare programmi web-based più efficienti, in grado cioè di incrementare l’impegno dei partecipanti e migliorare i risultati ottenuti.

Fonte:

http://www.dors.it/pag.php?idcm=4907

La technologie « web based »

Selon les estimations de l’Organisation mondiale de la Santé, le 60% environ de la population est classé comme inactive ou insuffisamment actifs. Il est donc nécessaire de mettre en œuvre les programmes de changement du comportement impliquant, à faible coût, un nombre élevé de personnes : en ce sens, Internet semble être le média le plus approprié pour stimuler des comportements sains.

Analyse présente les résultats de quelques recherches sur le web (web based) pour augmenter l’activité physique chez les adultes, la définition web based est pour des interventions qui utilisent le Web comme un moyen de diffusion de programmes offerts par l’Internet ou par e-mail.

L’examen a abouti à une première phase de recherche documentaire et de sélection des études qui remplissaient toutes les conditions requises, en arrivant à en choir 34. Les résultats montrent que les principales web based interventions ont été efficaces dans la production des augmentations faibles mais significatives de l’activité physique : ces changements de comportement, quoique mineurs, peuvent avoir d’importantes implications positives pour une grande partie de la population.

Cependant, les études futures devraient aussi prendre en compte le rapport coût-efficacité des interventions web based, ainsi que l’évaluation de l’efficacité globale après un certain temps.

Considérant que les programmes sont en constante évolution, l’utilisation de technologies web based pour le changement de comportement est susceptible de continuer au fil du temps ; à l’avenir, la recherche fournira sur le Web des programmes plus efficaces, capables d’accroître l’engagement des participants et améliorer leurs performances.

Source :

http://www.dors.it/pag.php?idcm=4907

“WEB BASED” TECHNOLOGIES

According to WHO estimates (see: Organizzazione Mondiale della Sanità), about 60% of the population is inactive or not enough active. It is therefore necessary to start programs in order to change this behaviour, including the highest number of people at the lowest cost. In this sense, Internet seems to be the most useful means that can stimulate healthy behaviours.

A study presents the results of some web-based researches in order to increase physical activity in adults, defining as web-based actions that have used Internet or e-mails as a means of popularization.

The review has started with an examination of scientific literature and a selection of the researches showing all the necessary requirements. 34 of them have been selected.

The results show that the main web-based actions have been effective in causing little but significant increases in physical activity practice: these changes, even if moderate, can have important positive consequences in a big number of people. Nevertheless, future studies should also consider the cost-benefit ratio of the web-based actions in addition to evaluating their effectiveness in the long term.

Considering that programs are continuously evolving, the use of web-based technologies to a behaviour change seems to be intended to continue. In the future, research activities will allow to realize more efficient web-based programs capable to increase participants commitment as well as improving their results.

Source:

http://www.dors.it/pag.php?idcm=4907

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GIORNATA MONDIALE 2013 DELLA SALUTE

cronaca evidenza

Di Nicola Ferraro.

Il 7 aprile si è celebrata la Giornata Mondiale 2013 della Salute. L’evento si tiene per ricordare la data fondazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1948 (vedi).

Quest’anno la Giornata è stata dedicata alla lotta all’ipertensione arteriosa: una condizione patologica quasi sempre silente che nel tempo può produrre malattie cardiache potenzialmente mortali, ictus e insufficienza renale. Questa condizione di rischio per la salute è aggravata dalla presenza contemporanea di patologie metaboliche come ipercolesterolemia e dislipidema, diabete, iperuricemia…

L’ipertensione arteriosa è un flagello che colpisce in silenzio un gran numero di esseri umani: si calcola che, a livello planetario, un adulto su tre ne sia colpito. La percentuale si incrementa con l’età e in molti paesi in via di sviluppo con sempre maggiore velocità si passa dalla fame alle malattie cosiddette “del benessere”.

Di questo importante evento sanitario ha parlato Quotidianosanità.it (vedi).

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INFLUENZA: UN PRIMO BILANCIO DELLA STAGIONE

dedalo evidenza

   

Con l’arrivo della primavera la stagione influenzale volge al termine. Il bilancio che si può fare è per cause di forza maggiore ancora provvisorio: l’esperienza ci dice infatti che colpi di coda epidemiologici sono sempre possibili.

I tratti fondamentali della fisionomia sono però già tracciabili: è stata una stagione che ha raggiunto picchi al di sopra della soglia epidemica e che ha colpito in modo selettivo i minori, verosimilmente perché sono stati vaccinati meno che negli scorsi anni (vedi).

Le notizie più aggiornate sono state appena messe in rete da Corriere Sanità (vedi) e da Quotidianosanità.it (vedi). Dal secondo link si può accedere anche ai dati raccolti dalla rete di sorveglianza (Influweb) realizzata da volontari.

Nicola Ferraro

GRIPPE : UN PREMIER RAPPORT DE LA SAISON

Avec l’arrivée du printemps la saison de la grippe tire à sa fin. Le bilan qu’on peut faire est forcément encore provisoire : l’expérience nous dit que les coups de queue épidémiologiques sont toujours possibles.

Les éléments clés de l’apparence, cependant, sont déjà claires : c’était une saison qui a atteint des sommets au-dessus du seuil épidémique et qui a frappé surtout les enfants, sans doute parce qu’ils ont été vaccinés de moins que les années précédentes (voir).

Les dernières nouvelles viennent d’être mises en ligne par « Corriere Sanità » (voir) et Quotidianosanità.it (voir). Depuis le deuxième lien on peut également consulter les données recueillies par le réseau de surveillance (Influweb) réalisé par des bénévoles.

FLU: A FIRST ANALYSIS

Season flu will end with the incoming spring. The first analysis about it can be nothing but provisional: experience teaches us that epidemiologic backlashes are always possible. Nevertheless, the main features are clear: this season flu has reached higher peacks than the epidemic threshold and has affected especially children because they have not been vaccinated as in the previous years (see: vedi).

Corriere Sanità (see: vedi) and Quotidianosanità.it (see: vedi)  have uploaded the latest news.

Data collected by the volunteers of Influweb ( a watch network) are accessible at the second link.

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La qualità dell’aria: nessun sospiro di sollievo.

_prevenzione

Vi sono notevoli differenze tra i livelli di sostanze inquinanti nell’aria accettati dall’UE e quelli raccomandati dall’OMS, che il 31 gennaio 2013 ha lanciato un nuovo allarme sulla necessità di adeguare le direttive UE ai nuovi studi sui danni che sostanze come i particolati, l’ozono e il biossido d’azoto producono sulla salute degli essere umani e dell’ambiente; un allarme che di fatto supera i parametri presentati nelle linee direttrici aggiornate al 2005 e prodotte dalla stessa OMS.

Questo perché, afferma il Direttore Regionale per l’Europa dell’OMS, Zsuzsanna Jakab: “Fino a pochi anni fa, in assenza di prove evidenti, gli standard di valutazione e regolamentazione dell’inquinamento atmosferico non focalizzavano efficacemente la salute umana. Anni di ricerche coordinate dall’OMS hanno fornito le prime stime quantitative del peso delle malattie da particolati e hanno ora stabilito collegamenti tra gli inquinanti atmosferici e le conseguenze per la salute. Confidiamo che queste nuove informazioni porteranno a politiche più strette di controllo dell’inquinamento, per proteggere la salute dei cittadini europei.”

Troviamo sintesi in Italiano del documento e dei danni dovuti dai principali inquinanti atmosferici a cura delle redazioni di EpiCentro e di SanitàNews: in estrema sintesi queste sostanze sono tutte estremamente dannose per l’uomo, in particolar modo durante l’infanzia.

Qui vogliamo dare solo conto dei diversi limiti proposti dalla UE e dall’OMS:

- Particolato PM2,5: la media annuale massima di concentrazione suggerita dall’Oms è di 10 µg/m3, contro il limite di 25 µg/m3 previsti nel 2015 dall’UE.

-Particolato PM10: l’OMS raccomanda un tetto di una media annuale di 20 µg/m3 e di 50 µg/m3al giorno, mentre il limite previsto dall’UE è di una media annuale di 40 µg/m3 e di 50 µg/m3 come media giornaliera, con un massimo di 35 sforamenti l’anno.
- Diossido di azoto (NO2): il livello massimo suggerito dall’OMS della concentrazione media annuale è di 40 µg/m3 e di 200 µg/m3 in un’ora, gli stessi valori previsti dalle regole UE, con un massimo di 18 sforamenti l’anno per il tetto medio orario.
- Biossido di zolfo (SO2): i limiti suggeriti dall’OMS sono 20 µg/m3 in 24 ore e 500 µg/m3 su una media di dieci minuti, contro i tetti UE di 125 microgrammi per 24 ore con un massimo di 3 sforamenti l’anno e 350 microgrammi in un’ora con un massimo di 24 sforamenti l’anno.
- OZONO (O3): il limite suggerito dall’OMS è di 100 µg/m3 in una media di otto ore, contro il tetto UE di 120 µg/m3 su otto ore con un massimo di 25 giorni di sforamenti in tre anni.

E a Torino?

In ogni caso stiamo parlando di valori e linee guida: indicazioni di come dovrebbe essere la realtà e non di come essa sia. Forse proprio per concreto pragmatismo l’UE propone valori generalmente più permissivi di quanto suggerito dall’OMS. La realtà è ben diversa, come viene subito dimostrato se scegliamo un caso concreto: Torino.

La nostra città è considerata dall’ARPA Piemonte uno dei territori più critici a livello europeo in termini di inquinamento atmosferico, in particolare per quanto riguarda l’area di pianura costituita da Torino e dai comuni limitrofi.

È un po’ laborioso accedere alle informazioni complessive sulla qualità dell’aria, ma è comunque possibile: con sicurezza fino al 2011, mentre i dati di sintesi sul 2012 sono ancora in fase di elaborazione. Si possono avere questi dati dal sito del Comune, che propone rapporti mensili dal 2004 a oggi per biossido di azoto (NO2) – monossido di carbonio (CO) – ozono (O3) – biossido di zolfo (SO2) – benzene (C6H6). Oppure ci si può rivolgere alla Provincia di Torino che produce bollettini giornalieri su particolati – (NO2) – (CO) – (O3) – (SO2) – (C6H6).

Si tratta di dati scorporati, accessibili giorno per giorno o mese per mese, ma se si vuole avere uno sguardo d’insieme si possono visualizzare i bollettini annuali messi on line dall’ARPA, anche se non sempre i dati sono aggiornati. Per questo rimandiamo anche ai bollettini annuali pubblicati da ARPA e Provincia di Torino: “Uno sguardo all’aria”.

Per il biossido di zolfo, il famigerato responsabile delle “piogge acide” che chi ha più di vent’anni ricorderà, le notizie sono più che buone, in quanto i valori del 2011 sono molto inferiori al livello di guardia. Questa tendenza, che dura da molti decenni, è dovuta alla radicale riduzione del tenore di zolfo nei combustibili liquidi e solidi e all’avvento del metano.

Per quanto riguarda il biossido di azoto, invece, la soglia media annua di guardia è stata superata da sette stazioni di rilevamento nel 2011, con la punta massima della stazione di Torino-Rebaudengo. Vi è comunque una tendenza alla diminuzione dal 1991 al 2011. È, però, presto per cantare vittoria: dato che il 2011 ha visto un aumento di questo inquinante rispetto al 2010.

Anche la soglia di guardia dell’ozono, nel 2011, è stata superata 30 giorni su base annuale.

Sui particolati abbiamo anche parziali informazioni per il primo trimestre 2012: i superamenti del livello di guardia per il PM10 nel 2012 erano già più dei 35 previsti il 13 febbraio. Nel 2011 tale limite era stato superato più di 120 volte. Mentre, nello stesso anno, la presenza di questa sostanza ha superato i 50 µg/m3, contro i 40 previsti.

Nel 2011 la media annuale di PM 2,5 è stata di 35 µg/m3con il valore obiettivo di 25.

Non mancano, comunque, le iniziative  per il miglioramento della qualità dell’aria: nella flotta GTT (che conta 1460 veicoli) vi sono già diverse centinaia di autobus ecologici e il numero è in costante aumento (i dati disponibili non sono ancora aggiornati, ma si parla della totale sostituzione almeno dei 158 veicoli Euro 0). Inoltre su tutta la città sono state inasprite le restrizioni alla circolazione dei veicoli benzina o diesel EURO 0 e diesel fino all’EURO 2 con più di dieci anni. Si potrà trattare di misure impopolari, ma alla luce dei dati non si può non condividerle.

Resta il fatto che i danni alla salute, in particolare dei bambini, degli inquinanti atmosferici sono ormai scientificamente dimostrati: sta alle istituzioni prendere al più presto provvedimenti.

Luca Mario Nejrotti

Fonti: www.sanitanews.it, www.epicentro.iss.it, www.euro.who.int/en/home, www.arpa.piemonte.it/, www.provincia.torino.gov.it/index.htm, www.comune.torino.it.

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