Tag Archives: Oncologia

NANOPARTICELLE MIMETICHE ANTICANCRO

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“Piccolo è bello”, si diceva quando la produzione industriale negli anni ’90, in ossequio al principio della “Qualità Totale”, prevedeva officine, logistica e tempi di lavoro più umani, armonici, rispettosi della vita e dell’intelligenza rispetto alla logica fordista immortalata da Chaplin in “Tempi moderni” (vedi). In biologia si può oggi dire che il “molto piccolo” è addirittura meraviglioso e in medicina persino terapeutico. Ci riferiamo alle nanotecnologie, una realizzazione presa in prestito dall’ingegneria che permette la realizzazione di “macchine” e dispositivi anche complessi ma di dimensioni microscopiche. Questa possibilità operativa è stata assunta in ambito biologico soltanto nel 2005; nel giro di sei anni le nanotecnologie rappresentano già oggi una concreta possibilità diagnostica e terapeutica, accreditata di un futuro in cui l’impossibile potrebbe diventare routine.
In ambito biologico il termine “nano” individua strutture organiche formate da aggregati atomici o molecolari di diametro compreso indicativamente fra 2 e 200 nanometri (nm). Un nanometro equivale ad un miliardesimo di metro. Per dare un’idea dell’ordine di grandezza, la doppia elica del DNA ha un diametro di circa 2 nm. A volte prefisso “nano” è utilizzato per indicare particolato ultrafine, ricco ad esempio di… nanopolveri. In campo farmaceutico si usano già nanosfere e nanocapsule: sistemi a matrice polimerica impiegati per la veicolazione di principi attivi particolarmente citotossici o con rilevanti problemi farmacocinetici.
Come già accennato, nel 2005 un team di chimici dell’Università del North Carolina ha brevettato un metodo per creare nanoparticelle artificiali da utilizzare nella somministrazione di farmaci e altri materiali organici in medicina. La tecnologia usata derivava dall’industria elettronica della fabbricazione di transistor e, all’epoca, permetteva la produzione di particelle (anche biodegradabili) del diametro di 100 nm. Oggi riusciamo già a fare di meglio. Alcuni ricercatori californiani hanno escogitato un vera e propria “operazione travestimento” in ambito oncoterapico, utilizzando nanoparticelle biodegradabili. A queste microscopiche strutture biologiche vengono prima legate piccole molecole di farmaci antitumorali e poi le stesse particelle vengono rivestite con membrane cellulari naturali, prelevate dai globuli rossi. In questo modo si riescono a produrre dei corpuscoli perfettamente camuffati che non suscitano la reazione del sistema immunitario e permettono ai farmaci di raggiungere senza problemi l’area colpita dalle cellule maligne (vedi).

Nicola Ferraro

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LA GIUNTA REGIONALE DEL PIEMONTE VARA IL PIANO SANITARIO

politica sanitaria evidenza

Sanità piemontese sotto la lente d’ingrandimento di sindacati, partiti politici, economisti, lavoratori della sanità, associazioni di cittadini… La Giunta regionale, il 25 novembre scorso, ha infatti approvato il Piano Sanitario Regionale (PSR) che a Piazza Castello considerano alla stregua di una riforma sanitaria, anche se cucinata in “salsa piemontese” (Vedi l’articolo di QS).

A prima vista (se il testo rimarrà invariato prima dell’approvazione finale in Aula da parte del Consiglio) il PSR appare incentrato sull’ospedale, anche se il territorio e le cure primarie vengono accreditate di una “centralità” che sarà da verificare nei fatti. L’attenzione preminente del legislatore, poi, si direbbe orientata soprattutto dalla volontà di controllo dei costi. Per realizzare questo obiettivo viene anticipato che ci si muoverà su più fronti: un ottimale utilizzo delle risorse umane, l’adozione di costi standard tra strutture omologhe, una nuova organizzazione logistica e informatica, la vigilanza sulla prescrizione appropriata, la stipula di nuovi protocolli di intesa con le Università…
Sono obiettivi ambiziosi che attirano l’interesse, su questo importante passaggio politico realizzato dal Piemonte, ben oltre i confini geo-politici della regione.
L’accesso alla documentazione originale approvata in Giunta è scaricabile da questi link: (CID) e (Anaao): il CID è il Centro Informazione Disabilità della Provincia di Torino.

Nicola Ferraro

 

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UN ARMA CONTRO IL CANCRO IN PARCHEGGIO PER 13 ANNI

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C’è il principio di precauzione e la medicina traslazionale (quella che riesce ad accorciare i tempi per portare una nuova possibilità terapeutica dal laboratorio al letto del malato); c’è la ricerca medica, finanziata quasi interamente dall’industria farmaceutica, che non produce i farmaci che potrebbe produrre perché sarebbero “consumati” da troppo pochi clienti.

Sono le contraddizioni vere, presunte e apparenti della medicina e della sanità che accettiamo come dati di fatto inevitabili ma che i medici devono affrontare e risolvere in una prospettiva deontologica dove la norma si confronta in tempi non negoziabili con la decisione presa secondo “scienza e coscienza”. In questo contesto culturale qualcuno, in nome di un libero mercato che è la semplice trasposizione in chiave economica dell’Evoluzione darwiniana, vorrebbe sostituire gli Ordini professionali con le “associazioni di professionisti” e in futuro magari con i club, i privè o le bocciofile.

A complicare il quadro una notizia apparsa recentemente su Nature (vedi) che getta una luce sinistra sull’attuale modalità, fatta propria dall’OMS, con cui si arriva al brevetto dei nuovi farmaci. Da 13 anni potremmo avere a disposizione contro il cancro i cosiddetti “toxic antibodies”, anticorpi specifici coniugati con una molecola farmacologica: una categoria di farmaci “superintelligenti” tenuti in garage dall’incapacità decisionale dei manager dell’industria perché, in estrema crudele sintesi, non riuscivano a capire nemmeno a cosa servissero.
Abbiamo tre soluzioni per non essere immolati sull’altare della “sopravvivenza del più forte”: insegnare la medicina ai manager, aumentare la capacità comunicativa dei ricercatori o cambiare il modo in cui la ricerca biomedica viene svolta nel mondo.

Nicola Ferraro

 

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CANCRO: RITORNA L’IPOTESI DI UN UNICO VACCINO

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Da un punto di vista culturale, la caratteristica più importante del metodo scientifico è la verifica sperimentale continua anche su fatti accertati in modo condiviso. Stupisce fino a un certo punto, quindi, il ritorno di fiamma dell’ipotesi unitaria in ambito oncoterapico. Ritorna ad aver fiato, infatti, la possibilità di produrre un vaccino unico in grado di curare qualsiasi forma di cancro. (Vedi il link: http://www.galileonet.it/articles/4e5f3c4f72b7ab30810000e4)

Lancette dell’orologio spostate indietro di 50 anni?

Negli anni ’60 si ricercava infatti questo mezzo terapeutico perché il cancro era considerato un’unica malattia che si poteva manifestare in molteplici forme. Poi i progressi della ricerca portarono alla nascita di nuove concezioni della malattia oncologica e di nuove possibilità terapeutiche. L’ipotesi del vaccino entrò nel dimenticatoio anche perché si era fatta contemporaneamente strada la convinzione che il cancro fosse, non una, ma una serie molto numerosa di malattie diverse di origine genica da curare in modo mirato e addirittura personalizzato.

Se da un punto di vista culturale la riproposta del vaccino può non stupire, da un punto di vista squisitamente storico si potrebbe invece ipotizzare che la teoria unitaria del cancro (curabile con un solo vaccino) prende quota quando le altre possibilità terapeutiche non ci sono o… mostrano la corda: negli anni ’60 non esisteva in pratica la chemioterapia e la diagnosi corrispondeva quasi sempre a una condanna a morte…

Oggi che la situazione medico-sanitaria appare molto diversa (piena di possibilità… che ha a volte però durano lo spazio di lettura di un articolo) varrebbe la pena di tentare di “mettere in passo”, di sincronizzare la valutazione culturale con quella storica sulle nostre conoscenze del cancro: confusione, false speranze e vere truffe forse diminuirebbero, tra i cittadini e gli addetti ai lavori.

Nicola Ferraro

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PROMOZIONE ED EDUCAZIONE ALLA SALUTE: SFIDE ETICHE NEL PERCORSO DEL PAZIENTE ONCOLOGICO E CRONICO

_eventi

Il corso si propone di promuovere la riflessione etica degli operatori sanitari nel settore extra-ospedaliero dell’assistenza oncologica  e del paziente cronico, di utilizzare la riflessione etica come strumento di promozione e educazione alla salute nel rapporto operatori/utenti e di riflettere sull’integrazione delle competenze in campo etico tra l’ospedale e il territorio in uno spazio condiviso e aperto.

Il seminario è rivolto a medici, pediatri, infermieri, infermieri pediatrici, dietisti, logopedisti , fisioterapisti, assistenti sociali, psicologi, educatore professionale, assistenti sanitarie.

Il corso si articolerà in 4 mezze giornate di studio (orario 9-13) che si svolgeranno in via Rosmini, 4 (aule del 3° piano).
Ne sono state previste due edizioni in base ai giorni di frequenza.

Edizione 1: 27 settembre, 4 – 11 – 18 ottobre 2011
Edizione 2
: 27 ottobre, 3 – 8 – 17 novembre 2011

La partecipazione al corso, riservato ai dipendenti delle ASL, è gratuita. Per maggiori informazioni contattate la Sig.ra Donatella Fogliato della segreteria organizzativa (tel. 011.6333232; fax: 011.6335116; dfogliato@molinette.piemonte.it)

Il corso è accreditato sul Sistema ECM della Regione Piemonte. I crediti ECM verranno assegnati solo ed esclusivamente se si verificherà:

  • presenza totale al corso
  • superamento della verifica di apprendimento
  • consegna della modulistica prevista

Per maggiori informazioni visitate il sito:

http://www.ecmpiemonte.it

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