Tag Archives: Politica

LA SCIENZA E GLI ORDINI SECONDO GRILLO

cronaca evidenza

Ruvido, aspro fino alla sgradevolezza, ricolmo di sarcasmo che va dritto al bersaglio senza concessioni alla retorica; in salsa genovese, come il pesto, dal sapore armonico ma deciso, che impressiona e lusinga la papilla. È Beppe Grillo, il personaggio del momento dopo l’affermazione elettorale del Movimento 5 Stelle (M5S), il logo e l’icona visibile di un movimento che si dice comandato nell’ombra da un certo Gianroberto Casaleggio. Un po’guru, un po’puparo e molto spin doctor: come vengono definiti gli strateghi della politica capaci di ribaltare negli Usa le sorti di un’elezione presidenziale (vedi). Di lui e della sua latitanza dai media, e segnatamente dalla TV, si dice tutto e il contrario di tutto (vedi): una dimensione “da Trasfigurazione” fatta apposta per alimentare dicerie e miti; una presenza-assenza di per se stessa evocatrice, carica di mistero, come ben sapevano Mozart e Da Ponte quando col loro genio assoluto tratteggiarono il personaggio del Commendatore che, assassinato da Don Giovanni, diventa alla fine dell’opera lirica l’inquietante “Convitato di pietra” (vedi).

Grillo personaggio del momento anche per la scienza e gli scienziati che non gli perdonano di aver affermato: che l’Aids non esiste, screening, esami e diagnosi precoci sono pericolosi, i vaccini sono inutili, la Rita Levi Montalcini si è aggiudicata un Nobel prezzolato dall’industria farmaceutica… Scienziati che ricordano come nel 2000 il comico definisse Internet, Infernet, mentre oggi sembra diventato dipendente (nell’accezione in voga presso i Ser.T) dalla Rete.  Il mondo delle provette e dei laboratori non stravede proprio per il comico genovese sceso in politica da trionfatore e il bilancio di questo rapporto contrastato è tratteggiato con dovizia di particolari dalla testata “Galileo” (vedi).

L’allergia ai giornalisti italiani e al loro Ordine professionale è poi “cordialmente” ricambiata, fino all’ultimo esasperante prurito: basta consultare il link alle informazioni messe in Rete dal mitico presidente dell’Ordine Giornalisti della Lombardia degli anni ’80, Franco Abruzzo (vedi), dove si disegna anche un possibile scenario del giornalismo italiano senza l’Ordine che regolamenta gli aspetti deontologici di questo straordinario e difficile mestiere.

Nicola Ferraro

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SANITÀ: CONTI IN ORDINE, MA PER LA SALUTE DEI CITTADINI NON DEI BILANCI

politica sanitaria evidenza

   

La Corte dei Conti, esaminati i bilanci della Sanità, apprezza il consolidamento dell’atteggiamento virtuoso nell’utilizzo delle risorse economiche ma avverte anche che governare il diritto alla tutela della salute con entrambi gli occhi puntati sui registri contabili è rischioso (vedi). Un rilievo politico di alto profilo (non soltanto per la caratura dell’Organo costituzionale che l’ha pronunciato) che è anche una piccola ma importante lezione di Filosofia politica.

La Democrazia, infatti, funziona se si ricerca, nel raggiungere obiettivi politici condivisi a maggioranza, il massimo dell’equilibrio possibile tra i poteri in campo. Per questo è pericoloso, oltre che inaccettabile, la demonizzazione di un potere a vantaggio di un altro. Impedire questa demonizzazione “eccitando le masse” è segno sicuro di senso dello Stato ma è anche un investimento politico vantaggioso per il Paese che si sta governando: come dimostra l’affermazione della Corte dei Conti.
La preoccupazione di questo Organo dello Stato è condivisa a livello continentale anche dall’Ocse: l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) o Organisation for Economic Co-operation and Development – OECD e Organisation de coopération et de développement économiques – OCDE con sede a Parigi (vedi). L’Ocse, ricordiamo, è un’organizzazione internazionale di studi economici alla quale aderiscono 34 Paesi che hanno in comune un sistema di governo di tipo democratico ed un’economia liberista. L’organizzazione svolge prevalentemente un ruolo di assemblea consultiva che è un tavolo di confronto sempre attivo delle esperienze politiche maturate nei singoli paesi aderenti.

Anche questa organizzazione (seppur in forma più indiretta) avverte la politica dei pericoli di una Sanità gestita non distogliendo mai lo sguardo dai libri contabili. La spesa sanitaria italiana del 2010, esaminata da Parigi, risulta al di sotto della media Ocse e nel 2010 ha mostrato addirittura un rallentamento, passando da un tasso di crescita dell’1,9% tra il 2000 e il 2009, all’1,5% del 2010.

La presenza di medici è poi superiore alla media Ocse (3,7 attivi ogni 1.000 abitanti), mentre i posti letto per abitante sono sotto la media e in costante calo. Diametralmente opposta la situazione degli infermieri (6,3 attivi ogni 1.000 abitanti): la sovrabbondanza di medici e la carenza di infermieri produce un’allocazione inefficiente delle risorse (vedi) (vedi) che però non ci impedisce di essere ai vertici delle statistiche mondiali sulla qualità dei servizi sanitari nazionali…  L’ennesima imprevedibile magia italica che ci fa ammirare e nello stesso tempo “odiare” all’estero.

Nicola Ferraro

SANTÉ : LES COMPTES EN REGLE, MAIS POUR LA SANTÉ DES CITOYENS ET PAS POUR LES BILANS

La Cour des comptes a examiné les budgets de la Santé et a apprécie l’attitude de consolidation vertueux dans l’utilisation des ressources économiques, mais met également en garde : gérer le droit à la protection de la santé avec tous les deux yeux rivés sur les documents comptables est dangereux (voir). Un remarque de haut profil politique (pas seulement pour le calibre de l’institution qui l’a formulé), qui est aussi une leçon petite, mais importante de philosophie politique.

La démocratie, en fait, marche si on recherche dans la réalisation des objectifs politiques communs à la majorité, l’équilibre possible entre les pouvoirs engagés. C’est dangereux, donc, non seulement inacceptable, la diabolisation d’un pouvoir pour le bénéfice d’un autre. Empêcher cette diabolisation par « excitant les masses » est un signe certain du sens de l’Etat mais il est également un investissement politique bénéfique pour le pays qu’on est en train de gouverner : comme le montre la déclaration de la Cour des comptes.
La préoccupation de cet organe de l’Etat est partagée à niveau continental même par l’OCDE : Organisation de coopération et de développement économiques (OCDE) (voir). L’OCDE, il faut le rappeler, est une organisation internationale d’études économiques dans 34 pays qui partagent un système de gouvernement démocratique et une économie libérale. L’organisation joue un rôle essentiellement consultatif  et est une table de comparaison toujours active des expériences politiques acquise dans les pays individuels.

Aussi cette organisation (quoique avec une attitude plus indirecte) met en garde contre les dangers de la politique de santé avec les yeux fixés sur les livres des comptes. Les dépenses de la santé italienne en 2010, examinées par Paris, sont inférieures à la moyenne de l’OCDE, et en 2010 a même montré un ralentissement, passant d’une hausse de taux de 1, 9% entre 2000 et 2009, à 1, 5% en 2010.

La présence de médecins est également plus élevée que la moyenne de l’OCDE (3,7 pour 1000), tandis que le nombre de lits par habitant est inférieur à la moyenne et en baisse constante. Diamétralement opposée à la situation des infirmières (6,3 pour 1000) : la surabondance de médecins et la pénurie d’infirmières produit une allocation inefficace des ressources (voir) (voir) qui ne nous empêche pas d’être au sommet de la statistique du monde pour la qualité des services de santé nationaux … Une autre magie imprévisible d’Italie, qui nous fait admirer et en même temps « haïr » à l’étranger.

HEALTH ACCOUNTS ARE IN ORDER CONCERNING CITIZENS’ HEALTH BUT NOT CONCERNING BUDGETS

The Court of Auditors has examined Health System budgets and has appreciated the strengthening of the virtuous behaviour shown in the use of economic resources. At the same time, it warns about the fact that governing the right to health considering budgets only is very dangerous (see: vedi).

The Court of Auditors, because of its high constitutional profile, is thus giving a little but very important lesson of Political Philosophy.

Democracy works only when, trying to reach shared political objectives, the aim is the highest possible balance among powers. For this reason the demonization of a power to the benefit of another one is dangerous and unacceptable.

Preventing this demonization realized through “masses turmoil” means having a strong sense of the State and also represents a favourable political investment for the Country, as it is stated by Court of Auditors assertion.

OECD (Organization for Economic Cooperation and Development, based in Paris) shares the same concern shown by the Court of Auditors (see: vedi). It is an international organization for economic studies; its members are 34 and they share the same democratic governments and market economies.

The organization has mainly a consultative role and represents an always active comparison table about its members political experiences. Even if indirectly, also OECD senses the dangers inside a Health System managed only by budget priority. Seen from Paris, Italian health care expenditure in 2010 is ranked under the European average and has decreased from 1,9% between 2000 and 2009 to 1,5% in 2010. The number of medical doctors is higher than the European average (3,7 each 1.000/population) while the number of beds is under the average and constantly decreasing. The number of nurses shows an opposite situation (6,3 each 1.000/population). The surplus of doctors together with the lack of nurses leads to an inefficient resources allocation (see: vedi) (see: vedi). Nevertheless, Italy is at the top of the ranking for its health care quality thus showing the umpteenth unexpected Italian magic that makes us loved and “hated” at the same time.

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LA FARMACOGENETICA E I DIRITTI DEI CITTADINI

politica sanitaria evidenza

   

Far fare la politica ai tecnici comporta sempre dei rischi: persino in un regime dittatoriale. Il Continente latinoamericano è stato, in più occasioni e in più parti, portato alla fame non dai militari al potere ma dagli economisti che loro avevano chiamato a risolvere i problemi di sottosviluppo. Il disprezzo per i politici che serpeggia in questi mesi, per non produrre risultati catastrofici anche da noi, dovrebbe essere almeno mirato e non estendersi alla “politica” come ambito culturale.

Un bell’esempio di pericolo imminente ci arriva dalla ricerca farmacologica in ambito farmacogenetico: arrivata ad tale livello di sviluppo da non rendere più rinviabile la risoluzione dei problemi di riservatezza, di tutela dei diritti dell’uomo e della privacy ad essa correlati.

Come si afferma nella parte introduttiva di un illuminante articolo messo in Rete dalla Società Italiana di Farmacologia (SIF vedi): <<Ecco, quindi, la necessità dell’intervento del legislatore.

Il problema principale per quest’ultimo è causato dalla natura positiva del diritto.

Esso infatti – può intervenire solo in un momento successivo – quando la scienza ha già tracciato il sentiero ed occorre regolarlo.

Nel caso della farmacogenetica, il ruolo del legislatore è ancora più complesso, in quanto deve bilanciare le libertà individuali ed il rispetto di esse, con gli sviluppi scientifici che possono produrre benefici necessari per la società.

Emergono, dunque, due aspetti rilevanti sui quali pare importante riflettere – da una parte la conservazione del campione di materiale biologico – dall’altra gli aspetti di anonimizzazione dello stesso.

Vista l’attualità e l’importanza della questione, è utile confrontarsi anche con l’esperienza degli altri paesi europei, per una auspicabile collaborazione>>.

Chi disprezza la politica affiderebbe la tutela dei segreti contenuti nel proprio Dna agli stessi genetisti che li stanno violando o a dei giuristi che magari ignorano la natura stessa del Dna? Questo è un ruolo tipicamente affidabile soltanto a dei politici scelti con oculatezza, attraverso il confronto libero tra donne e uomini di alto profilo… Ma questa è un’altra storia!

Nicola Ferraro

PHARMACOGENETIQUE ET LES DROITS DES CITOYENS

Engager dans la politique des techniciens implique toujours des risques : même dans une dictature. Le continent latino-américain a été, à plusieurs reprises et dans plusieurs régions, conduit à la faim pas par les militaires, mais par les économistes qui avaient été appelés par eux à résoudre les problèmes du sous-développement. Le mépris pour les politiciens qui se répande de ces mois, pour ne pas produire des résultats catastrophiques, même chez nous, devrait au moins bien viser et ne se propager pas à la « politique » comme sphère culturelle.

Un bon exemple nous vient du danger imminent de la recherche sur les médicaments dans le domaine de la pharmacogénétique : qui est arrivée à un tel niveau de développement qui ne permet pas de renvoyer la résolution des questions de confidentialité, de protection des droits de l’homme et de la vie privée.

Comme indiqué dans l’introduction d’un article éclairant mis en ligne par la Société italienne de pharmacologie (SIF voir) : « Ecco, quindi, la necessità dell’intervento del legislatore.

Il problema principale per quest’ultimo è causato dalla natura positiva del diritto.

Esso infatti – può intervenire solo in un momento successivo – quando la scienza ha già tracciato il sentiero ed occorre regolarlo.

Nel caso della farmacogenetica, il ruolo del legislatore è ancora più complesso, in quanto deve bilanciare le libertà individuali ed il rispetto di esse, con gli sviluppi scientifici che possono produrre benefici necessari per la società.

Emergono, dunque, due aspetti rilevanti sui quali pare importante riflettere – da una parte la conservazione del campione di materiale biologico – dall’altra gli aspetti di anonimizzazione dello stesso.

Vista l’attualità e l’importanza della questione, è utile confrontarsi anche con l’esperienza degli altri paesi europei, per una auspicabile collaborazione ».

Ceux qui méprisent la politique confièrent-ils la protection des secrets contenus dans leur ADN aux mêmes les généticiens qui sont en train de les violer ou aux avocats qui ne connaissent pas la nature de l’ADN ? C’est un rôle typiquement fiable seulement pour des politiciens choisis judicieusement, à travers une comparaison libre entre femmes et hommes de profil haut… Mais cela c’est une autre histoire !

PHARMACOGENETICS AND CITIZENS’ RIGHTS

It is always a risk to entrust politics to technical experts, even the risk of a totalitarian regime.

Latin America has been many times starved not by its military regimes in charge but by the economists called on to solve its underdevelopment problems. The contempt towards politicians spreading in these months should be aimed to not involve “politics” as a cultural area if we don’t want to have the same catastrophic results too.

A good example of an impending danger comes from pharmacological research in the pharmacogenetics field. It has reached a very high level of development thus making the related privacy instances and human rights protection no more deferrable.

Quoting an illuminating article uploaded by the Italian Society of Pharmacology (SIF, see: vedi): “These are the reasons for the necessity of the lawmaker intervention. The main problem is caused by the positive nature of the right. It can intervene only in a subsequent moment when science has already trodden a path and there is only the need to regulate it.

In pharmacogenetics the role of the lawmaker is even more complex because it has to balance individual freedom and its respect and scientific developments that can produce important benefits for the whole society. Two considerable aspects on which is important to think about are emerging: from one side, there is the conservation of biological material and from the other side, there are the aspects of making it anonymous.

Considering the topicality and importance of the issue, it is useful to confront with the experience of the other European countries in order to cooperate”.

Would people despising politics entrust the protection of the their own Dna secrets to the geneticists that are violating them or to lawmakers who do not even know the inner Dna nature?

This is a role that must be entrusted to politicians chosen with prudence through a free comparison among high profile women and men…But it is quite another story!

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LA POLITICA DELLA CULTURA E LA CULTURA DELLA POLITICA

cronaca evidenza

   

Torino, 19 maggio 2012. La segreteria del Polo Museale  del Palazzo degli Istituti anatomici dirama questo comunicato:

<<Il polo Museale del Palazzo degli Istituti anatomici (Museo di Anatomia umana, Museo Lombroso e Museo della Frutta) con profondo rincrescimento deve rinunciare a partecipare alla Notte dei Musei (19 maggio 2012) e alla Settimana della Scienza. Questa decisione, condivisa da altri musei cittadini, interrompe una tradizione che da anni aveva visto la nostra partecipazione a questi eventi ed è dovuta a una grave carenza di risorse umane e finanziarie che impedisce lo svolgimento delle iniziative previste (apertura straordinaria, ingresso gratuito, visite guidate gratuite, concerto della serie MusicaMuseo).
Quel giorno i musei rispetteranno comunque il consueto orario (dalle 10,00 alle 18,00).
Con molti cordiali saluti, La segreteria del Polo Museale>>

Lenigrado, 4 marzo 1942. Viene eseguita per la prima volta, durante un bombardamento tedesco, la Settima sinfonia di Dmitrij Šostakovič.

1941: il grande musicista sovietico, spirito libero anche sotto il tallone spietato dello Stalinismo, si trova in quella Finlandia annessa dall’Urss in seguito alla scellerata firma del “Patto Ribbentrop-Molotov” (vedi). Questo tentativo di tenere la Wehrmacht lontana dall’Unione Sovietica fallisce infatti miseramente:  dopo la Polonia  nel 1939 i nazisti, due anni dopo, invadono, senza soluzione di continuità, anche l’Urss e in breve tempo raggiungono Leningrado.

Šostakovič cerca più volte di arruolarsi nell’Armata Rossa, ma viene respinto per problemi di salute. Riesce a farsi arruolare in un gruppo addetto al controllo degli incendi: Šostakovič è stato assegnato al tetto del Conservatorio di Lenigrado, attuale San Pietroburgo. Una foto, divenuta in seguito molto famosa, di quest’inedito Šostakovič – pompiere è pubblicata sul Times del 20 luglio 1942.

Il 15 luglio del ’41 (a pochi giorni dall’invasione nazista iniziata 22 giugno) il musicista mette mano alla composizione della sua opera più famosa: la Settima sinfonia. In breve tempo la partitura diventata l’emblema della resistenza russa di fronte alla macchina da guerra tedesca e, nel mondo che resiste, della speranza di sconfitta del male eletto a sistema.
Il 16 settembre, il compositore interviene in una trasmissione radiofonica e parla della creazione della sua opera. « Un’ora fa, ho completato la composizione del secondo movimento di una grande sinfonia. Se riuscirò a scrivere bene la sinfonia, se completerò il terzo ed il quarto movimento, sarà possibile chiamare questa composizione la Settima sinfonia. Perché vi annuncio questo? Perché tutti gli ascoltatori devono sapere che le cose nella nostra città procedono come sempre e ognuno rimane al suo posto, malgrado la minaccia che pende sulla vita di Leningrado. Sbrighiamo ora tutte le faccende militari. Musicisti sovietici, miei cari amici e numerosi compagni di lotta, amici miei! Ricordiamoci che la nostra arte è ora in grande pericolo. Lasciateci difendere la nostra musica, lasciateci lavorare onestamente ed indipendentemente.»

La sinfonia, op. 60 (vedi) e (ascolta) viene terminata in un tempo record: il 27 dicembre è finita. A Kujbysev, luogo dove venne trasferita l’intelligencija di Leningrado (tra cui Šebalin, Kabalevskij, Ojstrach, Gilels, Sergej Ejzenstein e Il’ja Erenburg), venne eseguita per la prima volta il 4 marzo del ’42, sotto la bacchetta di Samosud  mentre la Luftwaffe martella dal cielo la città con bombardamenti incessanti. In poco tempo queste note vengono replicate in tutta la Russia, fino ad arrivare, tramite un microfilm contenente la partitura, a Toscanini e al resto del mondo che non si rassegna alla barbarie.

PS.

Il secondo link, che permette l’ascolto di tutta la sinfonia, è una chicca musicale: la partitura è infatti eseguita sotto la direzione di Mstislav Rostropovich, considerato da molti il più grande violoncellista del Ventesimo Secolo.

Nicola Ferraro

LA POLITIQUE DE LA CULTURE ET LA CULTURE DE LA POLITIQUE

Turin, 19 mai 2012, le secrétariat des Musées du Palais des Instituts anatomiques a diffusé ce communiqué :

« Il polo Museale del Palazzo degli Istituti anatomici (Museo di Anatomia umana, Museo Lombroso e Museo della Frutta) con profondo rincrescimento deve rinunciare a partecipare alla Notte dei Musei (19 maggio 2012) e alla Settimana della Scienza. Questa decisione, condivisa da altri musei cittadini, interrompe una tradizione che da anni aveva visto la nostra partecipazione a questi eventi ed è dovuta a una grave carenza di risorse umane e finanziarie che impedisce lo svolgimento delle iniziative previste (apertura straordinaria, ingresso gratuito, visite guidate gratuite, concerto della serie MusicaMuseo).

Quel giorno i musei rispetteranno comunque il consueto orario (dalle 10,00 alle 18,00).

Con molti cordiali saluti, La segreteria del Polo Museale ».

Leningrad, 4 mars1942. Elle est exécutée pour la première fois, pendant un bombardement allemand, la Septième symphonie de Dmitrij Šostakovič.

1941 : le grand musicien soviétique, esprit libre aussi sous le talon impitoyable du Stalinisme, est dans la Finlande annexée par l’Urss à la suite de la signature du scélérat « Pacte Ribbentrop-Molotov » (voir). Cette tentative de tenir la Wehrmacht détournée de l’union Soviétique échoua en effet misérablement : après la Pologne deux ans après, en 1939, les nazis, envahissent, sans solution de continuité, aussi l’Urss et en bref temps atteignent Leningrad.

Šostakovič cherche plusieurs fois de s’enrôler dans l’Armée Rouge, mais il est refusé pour problèmes de santé. Il arrive à se faire enrôler dans un groupe préposé au contrôle des incendies : Šostakovič a été assigné au toit du Conservatoire de Leningrad, actuellement Saint-Pétersbourg. Par la suite une photo devenue très célèbre, de cet inédit Šostakovič – pompier a été publiée sur le Times du 20 juillet1942.

Le 15 juillet de 41 (peu jours avant l’invasion nazie de 22 juin) le musicien met main à la composition de son œuvre la plus célèbre : la Septième symphonie. En bref temps la partition devint l’emblème de la résistance russe devant la machine de guerre allemande et, dans le monde qui résiste, de l’espoir de défaite du mal élu à système.

Le 16 septembre, le compositeur intervient dans une émission radiophonique et parle de la création de son œuvre. « Il y a une heure, j’ai complété la composition du second mouvement d’une grande symphonie. Si je réussis à bien écrire la symphonie, si je complète le troisième et le quatrième mouvement, il sera possible d’appeler cette composition la Septième symphonie. Pourquoi je vous annonce ça ? Parce que tous les auditeurs doivent savoir que les choses dans notre ville procèdent comme toujours et chacun reste à sa place malgré la menace qui pend sur la vie de Leningrad. Maintenant nous réglons tous les ménages militaires. Musiciens soviétiques, mes chéris amis et nombreux camarades de lutte, mes amis ! Rappelons-nous que notre art est maintenant en grand danger. Laissez-nous défendre notre musique, laissez-nous travailler honnêtement et indépendamment ! ».

La symphonie, Op. 60 (écouter), il écoute, elle est terminée dans un temps record : le 27 de décembre est finie. A Kujbysev, endroit où elle fut transférée l’intelligencija de Leningrad (parmi eux Šebalin, Kabalevskij, Ojstrach, Gilels, Sergej Ejzenstein et Il’ja Erenburg) elle fut exécutée pour la première fois le 4 mars de 42, sous la direction de Samosud pendant que le Luftwaffe martèle du ciel la ville avec des bombardements incessants. En peu de temps ces notes sont répétées en toute la Russie, jusqu’à arriver, par un microfilm contenant la partition, à Toscanini et au reste du monde qui ne se résigne pas à la barbarie.

PS.

Le lien, qui permet l’écoute de la symphonie entière, c’est un bijou musical : la partition est exécutée en effet sous la direction de Mstislav Rostropovitch, considéré par beaucoup de monde le plus grand violoncelliste du Vingtième Siècle.

THE POLITICS OF CULTURE AND THE CULTURE OF POLITICS.

Turin, 19th of May 2012. The secretariat of the Museum Centre of the Palace of anatomical Institutes releases this press release:

<< The Museum Centre of the Palace of anatomical Institutes (Museum of Human Anatomy, Lombroso Museum and Fruit Museum) with deep regret has to renounce to its participation to the Night of Museums (19th May 2012) and to the Science Week. This decision, shared with other city museums has been due to a serious lack of human and financial resources thus blocking the carrying out of the scheduled initiatives (extraordinary opening, free entrance, free guided tours, MusicaMuseo concert).

On that day, all museums will anyway observe the usual opening hours (from 10 a.m to 6 p.m).

With kind regards,

Museum Centre secretariat>>

Leningrad, 4th of March 1942. During a German bombing, the Seventh Symphony by Dmitrij Šostakovič is performed for the first time.

1941: the great Soviet musician, free soul even under Stalinism merciless power, is in Finland, conquered by Ussr after the “Ribbentrop-Molotov Pact” wicked signature (see: vedi). This effort to keep the Wehrmacht far from the Soviet Union has miserably failed: after Poland in 1939, two years later Nazis have also invaded Ussr and reached Leningrad in short time.

Šostakovič has tried to enlist in the Red Army more than once but he has been rejected for health problems. He succeeded in getting enlisted in a group in charge of fires control: Šostakovič has been assigned to the Leningrad Conservatory roof, today’s Saint Petersburg.

The 20th of July 1942, Times has published the picture of fireman  Šostakovič.

On the 15th of July 1941 (few days after Nazis invasion that started on the 22nd of June), the musician starts writing his most famous masterpiece, the Seventh Symphony. The score soon becomes the symbol of Russian resistance in front of German power and the hope of the system of evil defeat all over the world.

The 16th of September, the composer speaks about his masterpiece on the radio.

“ I have completed the score of the second movement of a great symphony a hour ago. If I will succeed in writing this symphony, if I will end the third and the fourth movement , then it will be possible to call this Symphony the Seventh Symphony. Why am I saying that? Because all listeners must know that in our city things are going on as usual and everybody is at its own place although the threat over Leningrad daily life. We must do now all the military duties. Soviet musicians, my dear friends, fight mates! We must remember that our art is now in big danger. Let us defend our music, let us honestly and independently work”.

The Simphony, op. 60 (see: vedi) and (listen: ascolta) has been finished in record time on the 27th of December. On the 4th of March 1942, it has been performed for the first time in Kujbysev, where Leningrad intelligencija  moved (among them Šebalin, Kabalevskij, Ojstrach, Gilels, Sergej Ejzenstein and Il’ja Erenburg) under Samosud baton, while the Luftwaffe was bombing the city incessantly. In short time this score is repeated all over Russia until reaching Toscanini and the entire world thorough a microfilm containing it.

Ps: the second link allows to listen to all the score and is a musical rarity: the score is performed under Mstislav Rostropovich baton, who is considered to be the greatest cello player of the 20th Century.

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DISOCCUPATI: OSPITI NEI LUOGHI UN TEMPO FAMILIARI

cronaca evidenza

 

Una valigia di vorrei”, “dopo i 40 bisogna smettere di sognare”. “Uno yogurt a scadenza”, “non ho una collocazione”. “Perché mi devo alimentare se per questo Stato non servo a niente”… Queste sono alcune delle frasi che ripercorrono un cortometraggio dal titolo Non siamo scarti che ha partecipato all’edizione 2011 del Premio L’Anello Debole, un festival cinematografico contro l’esclusione sociale ( http://www.premioanellodebole.it/Festival.aspx)

La tragedia della crisi, prima dell’attuale manovra, con la revisione sull’articolo 18 e le relative polemiche, ha travolto una fetta enorme di popolazione. Nel filmato si vedono i così detti “incollocabili” (over 50): sono 200 mila e non potranno andare in pensione né qualcuno sarà mai disposto a dargli un lavoro. Ad una certa età, cioè già intorno ai 40 anni, diventa difficile ricollocarsi, cioè trovare un luogo in cui assumere un ruolo, avere un’identità lavorativa; tuttavia alla ricerca di una nuova identità professionale si sostituisce la così detta ‘giostra dell’elemosina lavorativa’ cioè il tentativo che fanno tutti i giorni le persone che perdono il lavoro dopo i 40 anni. Cambiano i rapporti affettivi all’interno delle famiglie che provano a non colpevolizzare l’incollocabile, ma spesso non ce la fanno e così si esasperano fino puntare il dito, inconsapevolmente, proprio contro chi è vittima del sistema economico. E come dicono alcuni dei testimoni del video non riesce a morire il bisogno di trovare un luogo in cui riacquistare il proprio essere, il proprio ruolo poiché ci si sente come degli ospiti in ogni luogo che prima era di appartenenza: casa, società, famiglia, luogo degli abbracci..

In prospettiva non c’è nessuna età dell’oro come sosteneva il ministro Tremonti; nessuna risorsa per affrontare questo disagio che crea competizione tra i cittadini e rischia di creare fratture anche tra le generazioni, se a 60 anni, anche prima, sei considerato uno “scarto”.
Troppo vecchi dunque per trovare un altro lavoro, troppo giovani per andare in pensione.

Clicca qui per vedere il documentario: http://www.redattoresociale.it/Video.aspx?id=387127

 

 

 

 

 

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