Tag Archives: pubblicità

GIORNALI: IL CATALOGO DELLA DIFFUSIONE È’ QUESTO

cronaca evidenza

   

La crisi morde in tutti i settori della vita civile. Circolano meno soldi e quelli destinati alla pubblicità sono i primi a sparire. La recessione ha colpito prima l’industria, poi il commercio e infine il terziario: servizi, editoria, volontariato…

Una misura attendibile della gravità della situazione complessiva (sia da un punto di vista economico che sociale e culturale) è proprio la crisi dell’editoria vista innanzi tutto da due fronti: il calo delle vendite delle copie, distribuite in edicola o con la posta direttamente a casa dei lettori (vedi), e gli stanziamenti pubblicitari da veicolare sui media (vedi).

In altre parole i giornali parlano e raccontano anche quando rimangono invenduti in edicola e non a caso l’ultimo dato su questa lettura economico-massmediologica della crisi riguarda il livello occupazionale dei giornalisti, minacciato da una crisi i cui effetti potrebbero essere difficilmente quantificabili e senza precedenti (vedi).

L’esame della situazione dell’editoria giornalistica sembra dimostrare che la fine del 2012 ha coinciso con il punto più virulento di una crisi spaventosa che dura da circa quattro anni. Ora gli ultimi rilievi sui consumi, l’andamento delle Borse, il debito pubblico indicano una timidissima ma già misurabile inversione di tendenza anche se l’epoca delle vacche magre è tutt’altro che finita.

Nicola Ferraro

JOURNAUX : voici LE CATALOGUE DE LA REDISTRIBUTION

La crise mord dans tous les domaines de la vie civique. Il y a moins d’argent et ceux qui sont liés à la publicité sont les premiers à disparaître. La récession a frappé la première dans l’industrie, le commerce et enfin le secteur tertiaire des services, de l’édition, des bénévoles…

Une mesure fiable de la gravité de la situation globale (tant du point de vue économique, social et culturel) c’est juste la crise édition sur deux fronts : la baisse des ventes dans les kiosques ou à travers le courrier directement aux lecteurs à domicile (voir), et les revenues provenant de la publicité (voir).

En d’autres termes, les journaux ont aussi à dire même quand ils restent invendus dans les kiosques et sans surprise la dernière lecture de cette crise économique des medias va concerner l’emploi des journalistes menacés par une crise dont les effets peuvent être difficiles à quantifier et sans précédemment (voir).

L’examen de la situation des journaux semble montrer que la fin de l’année 2012 a coïncidé avec le point le plus virulent d’une crise effrayante qui a duré environ quatre ans. Maintenant, les derniers sondages sur la consommation, la tendance des bourses et la dette publique montrent une timide mais déjà mesurable amélioration, même si la période des vaches maigres est loin d’être terminée.

NEWSPAPERS: THIS IS THE INVENTORY OF THEIR CIRCULATION

Crisis is biting every area of civil life. Money are few and those allocated to advertisement disappear first. Recession has hit industry first, then trade and now the service sector, including services, publishing, voluntary work…

Publishing crisis is a reliable measure of the seriousness of the overall situation both from an economic, social and cultural point of view. It can be seen from two sides: the drop in copies on sale in kiosks as well as directly to the readers’ home by mail (see: vedi),  and the allocation of advertisement on media (see: vedi).

In other words, newspapers tell stories even when they are left unsold in kiosk. Not by chance, the last datum about this economic and media crisis concerns the work-related level of journalists that is threatened by a crisis those effects are unprecedented and can be quantifiable with difficulty (see: vedi).

The survey of the situation of press publishing seems to prove that the end of year 2012 has been the most virulent peak of a terrible crisis that lasts since four years. The last statistic about consumer consumption, Stock Exchange trends and public debt shows a very weak though already measurable change of direction even if lean years are not nearly ended.

Condividi, Stampa ed Invia ad un Amico
  • Facebook
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • Add to favorites
  • PDF

PIÙ FRUTTA MENO ZUCCHERO

dedalo evidenza

 

Dall’Indagine Okkio alla Salute 2010 promossa nell’ambito del programma europeo ‘Guadagnare salute’, emerge che rispetto ai dati del 2008 non si è incrementato il consumo di frutta e verdura nei bambini della terza classe primaria (il 23% non consuma quotidianamente frutta o verdura), mentre è aumentata la fruizione di bevande zuccherate e/o gassate passando dal 41% al 48%.
I bambini di terza elementare sono però in buona compagnia nel nostro Paese. Anche i consumi ortofrutticoli degli adulti segnano il passo e il motivo potrebbe essere l’aumento di questo genere di consumo: tra gli alimentari frutta e verdura sono ai vertici.
Questo il punto di partenza per riflettere sulle affermazioni del Ministro Balduzzi: “Trovo alquanto singolare che ci si preoccupi di tutelare soltanto gli interessi economici dei propri associati senza tener conto dei possibili vantaggi, in termini di salute, per i consumatori dei loro prodotti. Ritengo che, in questi anni, i produttori di bibite, rese appetibili con aggiunta, talvolta eccessiva, di zuccheri o dolcificanti, avrebbero potuto e dovuto innovare e riformulare i loro prodotti per contribuire al miglioramento nutrizionale degli stessi, cosa che peraltro è già avvenuta con impegni sottoscritti da altre associazioni di produttori di alimenti”.
Lo dice il Ministro in riferimento agli articoli apparsi sulla stampa e alle critiche di molte aziende che auspicano un provvedimento dell’ Ue che blocchi la norma.
La norma proposta “introduce una misura concreta per la promozione di un’alimentazione più sana, nell’ottica della diffusione nella popolazione di corretti stili alimentari- spiegano dal Ministero- quindi si è proposto un aumento della percentuale di frutta dal 12 al 20% nelle bevande che, per denominazione di vendita, sono percepite come prodotti in grado di fornire un contributo nutrizionale positivo in virtù della presenza di frutta”

Consulta l’articolo: http://www.direnews.it/newsletter_minori/anno/2012/novembre/13/?news=12

PLUS DE FRUITS ET MOINS DE SUCRE

De l’enquête « Okkio alla Salute 2010 » promu dans le cadre du programme européen « Gaining in health » on montre que, par rapport aux données de 2008, la consommation de fruits et de légumes chez les enfants de la troisième classe primaire n’a pas augmenté (23% ne consomment pas de fruits ou de légumes tous les jours), tandis qu’il a augmenté l’utilisation de boissons sucrées et / ou gazeuses de 41% à 48%.
Les enfants en troisième classe, cependant, sont en bonne compagnie dans notre pays. Même la consommation de fruits et légumes des adultes sont à la traîne et la raison pourrait être l’augmentation du cout de ce type de marchandise : parmi les aliments, fruits et les légumes sont dans la partie supérieure.
C’est le point de départ pour réfléchir sur les déclarations du ministre Balduzzi : « Je trouve très étrange qu’on ne se soucie que de protéger les intérêts économiques des membres sans tenir compte des avantages possibles en termes de santé, des consommateurs de leurs produits. Je crois que, ces dernières années, les fabricants de boissons gazeuses, rendues plus acceptables avec l’ajout, parfois excessive de sucre ou d’édulcorants, pourraient et devraient innover et à reformuler leurs produits pour aider à améliorer leurs caractéristiques nutritives, comme, cependant, il a déjà eu lieu avec les engagements pris par d’autres associations de producteurs de denrées alimentaires. »
Cela le dit le ministre relativement à des articles parus sur la presse et à la critique de nombreuses entreprises qui souhaitent une mesure de l’UE à bloquer la règle.
La règle proposée « introduit une mesure concrète pour la promotion d’une alimentation saine, en vue de la propagation dans la population de saine habitudes alimentaires – expliquent dans le Ministère – donc on a proposé une augmentation du pourcentage de fruits de 12 à 20% dans les boissons qui, pour leur nom, sont perçus comme des produits capables de fournir une contribution positive nutritionnel en raison de la présence de fruits ».
Voir l’article :

http://www.direnews.it/newsletter_minori/anno/2012/novembre/13/?news=12

 

Condividi, Stampa ed Invia ad un Amico
  • Facebook
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • Add to favorites
  • PDF

STATO DI EBBREZZA: RITIRO DELLA PATENTE ANCHE PER 15 ANNI

cronaca evidenza

Per combattere il fenomeno degli incidenti per guida in stato d’ebbrezza la legge sta meditando su un provvedimento che prevede il ritiro della patente per chi commette omicidio in stato d’ebbrezza, o per assunzione di sostanze stupefacenti per un periodo di tempo che può arrivare anche fino a 15 anni. Clicca qui

Messa da parte l’idea di “Omicidio stradale” (che prevedeva una lunga detenzione per chi causa incidenti ubriaco), per chi provoca gravi sinistri in stato alterato da alcol o droghe, ora il Parlamento pensa a queste misure drastiche che riguardano la patente, con un Disegno di legge che ha già fatto discutere molto. (qui)

Attualmente nei casi di omicidio colposo in un incidente stradale, è prevista la sospensione per quattro anni e la revoca nel solo caso di presenza di un tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l o di assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope. Mario Valducci, presidente della commissione Trasporti della Camera dei deputati, ha sostenuto che con il nuovo Codice della strada, la patente verrebbe sempre revocata (temporaneamente). “Si procede su un provvedimento che prevede la revoca della patente fino a 15 anni per chi si macchia di omicidio stradale attraverso una guida sotto lo stato di ebbrezza e dall’uso di stupefacenti, o per i pirati della strada. Per quanto riguarda altri casi di omicidio stradale per una guida non attenta, la revoca sarà di cinque anni. Fino alla sentenza c’è la sospensione della patente, poi la revoca fino a 15 anni nei casi più gravi. Pensiamo che questo possa essere un ottimo deterrente”
I tempi di questo provvedimento spingono per far approvare il nuovo Codice della strada alla Camera per dare la possibilità al Senato di votarla entro la fine della legislatura affinché diventi legge. Quindi per primavera del 2013 questo provvedimento dovrebbe entrare a sistema. Non poche le perplessità, soprattutto sulla effettiva applicabilità della proposta, preceduta da quella dell’omicidio stradale, che in ogni caso non ha trovato riscontro.

I dati, raccolti da più fonti istituzionali, dicono che l’Italia, per esempio rispetto alla Francia, ha raggiunto un piccolo traguardo, facendo diminuire sensibilmente le morti sulle strade. Clicca qui. Tuttavia le associazioni a tutela dei cittadini ricordano a gran voce la grande povertà culturale e la poca partecipazione civica che continuano ad essere le caratteristiche della comunicazione sul problema degli incidenti stradali. Clicca qui. Tante morti, tante lacrime, ma poche, concrete riflessioni.

 

 

Condividi, Stampa ed Invia ad un Amico
  • Facebook
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • Add to favorites
  • PDF

Dall’Australia agli USA esercizi di marketing farmaceutico

cronaca evidenza

   

Formazione e infermieri gratuiti per i medici australiani
L’industria del farmaco in Australia ha speso nell’ultimo anno 30 milioni di dollari in ospitalità (albergo, aereo,cene) per eventi educazionali a medici e operatori sanitari oltre a sovvenzionare gli stipendi degli infermieri in alcuni studi medici per educare i pazienti diabetici ed insegnare agli asmatici ad usare gli inalatori.
Il direttore della locale associazione industriale ha dichiarato che il loro codice di condotta permette di sostenere le attività del medico e che questo avviene senza alcuna interferenza nelle cure dei pazienti e senza alcun incentivo ai medici per la prescrizione di un particolare prodotto.
Steve Hambleton, presidente dell’Associazione Medica Australiana ha risposto che le sessioni di formazione non sono altro che esercizi di marketing per l’industria farmaceutica e che l’obiettivo ultimo di quel tipo di infermieri è di aumentare le dosi di qualsiasi farmaco sia stato prescritto.

Spesa per la pubblicità dei farmaci diretta al consumatore negli USA

Negli USA la spesa per pubblicità di farmaci diretta al consumatore (DTCA) ha subito nel I trimestre 2012 una contrazione del 14% rispetto al 2011.  L’anno scorso l’industria ha investito in pubblicità televisiva 2,4 miliardi di dollari (il picco era stato raggiunto nel 2007 con  3,1 miliardi).
I due canali pubblicitari principali sono la televisione (70% dell’investimento) e le riviste (22%).
I dieci farmaci più pubblicizzati sono stati (in ordine decrescente): Cymbalta, Lipitor, Cialis, Abilify, Celebrex, Humira,  Chantix, Novolog Flexpen, Nasonex, Lyrica.
Sul sito http://www.fiercepharma.com/special-reports/top-10-drug-advertising-spends-q1-2012,
da cui è tratta questa notizia, è possibile trovare ulteriori commenti e vedere uno spot pubblicitario per ciascun farmaco.

DE L’AUSTRALIE AUX ETATS-UNIS : EXERCICES DE MARKETING PHARMACEUTIQUE

Formation et infirmiers gratuits pour les médecins Australiens
L’industrie pharmaceutique en Australie a dépensé la dernière année 30 millions de dollars dans l’hospitalité (hôtel, avion, dîners) pour les activités éducatives pour les médecins et les professionnels de la santé, en plus de subventionner les salaires des infirmières dans des études médicales pour éduquer les patients diabétiques et pour enseigner aux asthmatiques à utiliser les inhalateurs.
Le directeur de l’association de l’industrie locale a déclaré que leur code de conduite contribue à soutenir les activités de médecin et que cela a été fait sans aucune ingérence dans la prise en charge des patients et aucune incitation pour les médecins à ordonner un produit particulier.
Steve Hambleton, président de l’Association médicale australienne a déclaré que les sessions de formation sont rien de plus que des exercices de marketing pour l’industrie pharmaceutique et que le but ultime de ce type de personnel infirmier est d’augmenter la dose de tous médicament prescrits.
Les dépenses de publicité pour les médicaments visée aux consommateurs aux États-Unis
Aux États-Unis, les dépenses en publicité de médicaments visée aux consommateurs (PVC) ont eu dans le premier trimestre de 2012 une diminution de 14% par rapport à 2011. L’année dernière, l’industrie a investi dans la publicité télévisée de 2,4 milliards de dollars (le pic a été atteint en 2007 avec 3,1 milliards).
Les deux principaux canaux de publicité sont la télévision (70% de l’investissement) et les magazines (22%).
Les dix médicaments plus annoncés étaient (par ordre décroissant) : Cymbalta, le Lipitor, Cialis, Abilify, Celebrex, Humira, Chantix, Novolog FlexPen, Nasonex, Lyrica.
Sur le site, www.fiercepharma.com/special-reports/top-10-drug-advertising-spends-q1-2012 dont ce nouvelle a été tirée, vous pouvez trouver plus de commentaires et voir une publicité pour chaque médicament.

EXERCISES OF PHARMACEUTICAL MARKETING FROM AUSTRALIA TO U.S.

Training and nurses free of charge for Australian medical doctors.

The Australian drug industry has spent 30 million dollars in the last year for hospitality (hotels, flights, dinners) during educational events for doctors and health care workers. In addition to it, it has guaranteed wages to nurses in some outpatient departments in order to allow them to teach diabetic patients and the use of inhalers to asthma sufferers.

The director of the local Industrial Association has declared that their ethical code allow them to support doctors activities without any interference in treatments and without any benefit to doctors for specific prescription.

The President of the Australian medical association, Steve Hambleton, has replied that these kind of training activities are nothing but marketing exercises for the pharmaceutical industry and that the final aim of those nurses is to increase the dose of any kind of prescribed drug.
Expenditure for drugs advertising bound for consumers in the US.

In the US the expenditure for drugs advertising bound for consumers (DTCA) has decreased of the 14% in the first three months of 2012 if compared to 2011. The last year, drug industry has spent 2,4 billion dollars in TV advertising (the top has been reached in 2007 with 3,1 billions).

Television (70%) and magazines (22%) are the main advertising channels.

Cymbalta, Lipitor, Cialis, Abilify, Celebrex, Humira,  Chantix, Novolog Flexpen, Nasonex, Lyrica have been the most advertised drugs in decreasing order.

Other comments and a commercial for each drug at the following link:  http://www.fiercepharma.com/special-reports/top-10-drug-advertising-spends-q1-2012

Condividi, Stampa ed Invia ad un Amico
  • Facebook
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • Add to favorites
  • PDF

FORMAGGINI CHE… OFFENDONO

novita evidenza

   

Una nota azienda francese, che produce formaggini venduti in un famoso involucro di cera rossa, ha recentemente usato, per la promozione estiva dei suoi prodotti, uno slogan sui cui è difficile non interrogarsi: Una vacanza da malati di mente“. Subito all’attacco l’Unione nazionale delle associazioni dei genitori di persone con handicap mentale che ha sottolineato come questo messaggio sia una grave lesione della dignità. Il direttore generale dell’azienda francese ha ammesso che c’è statauna carenza di vigilanza, anche se non c’è stata invece un’intenzione offensiva. (clicca qui: http://www.you-ng.it/index.php?option=com_easyblog&view=entry&id=2539&Itemid=89).

È chiaro che il linguaggio pubblicitario, per definizione graffiante, arrogante e infarcito spesso di messaggi subliminali, si dimentica volutamente di una delle regole auree dell’etica della comunicazione: fare attenzione ad evitare i possibili effetti negativi che essa induce.

Se infatti la comunicazione pubblicitaria usasse in modo rigoroso, e certo condivisibile, un tipo di linguaggio “puro” cioè depurato dalle astuzie commerciali e mediatiche che ne definiscono il genere, nessun mezzo di diffusione di massa avrebbe forse più ragione d’essere. É evidente che anche in ambito pubblicitario devono essere rispettati dei principi basilari, a livello etico e linguistico, ed è pur vero che anche l’uso dell’ironia, intesa coma categoria retorica, dovrebbe essere più spesso offerta ad uso e consumo di chi fruisce del prodotto finale. Così facendo infatti anche i contenuti più difficili e delicati, ma strategici per una buona efficacia mediatica, sarebbero drenati e filtrati, e alleggeriti da un principio di responsabilità che la pubblicità non conosce. E che la stessa lingua che usiamo quotidianamente nelle nostre conversazioni ordinarie “roba da matti”, “sei fuori”, “sei un caso clinico”…in fondo non contempla. La pubblicità migliore, quella fatta da professionisti seri e preparati (non semplici genialoidi “creativi) non a caso si avvicina più all’arte che al marketing e riesce ad usare la narrazione per manipolare e alleggerire la presenza di un disturbo, di una malattia di un difetto. In questo modo, difetti, malattie, disturbi possono diventare tratti di un’identità umana più ricca e non limiti da esorcizzare con un umorismo che mai raggiunge il segno e spesso offende. Esattamente l’operazione culturale dello splendido film il “Discorso del Re”, che narra in modo leggero e commovente il rapporto tra Giorgio VI (padre della Regina Elisabetta) e la sua paralizzante balbuzie.
Clicca qui per scaricare il trailer
http://www.youtube.com/watch?v=S3vXVZundqQ

LE PETITS FROMAGES… QUI HEURTENT

Une renommée société française, qui produit du fromage vendu dans une célèbre enveloppe de cire rouge, a récemment utilisé pour la promotion de l’été de ses produits, un slogan sur lequel c’est difficile de ne pas s’interroger : « Des vacances de malade mental ». Immédiat a été l’attaque de l’Union nationale des associations de parents de personnes handicapées mentales qui a souligné que ce message est une violation grave de la dignité humaine. Le directeur général de l’entreprise française a reconnu le manque de supervision, même s’il n’y avait pas une intention offensive. (Cliquez ici : http://www.you-ng.it/index.php?option=com_easyblog&view=entry&id=2539&Itemid=89).

C’est clair que le langage de la publicité, par définition, cinglant, arrogant et souvent truffé de messages subliminaux, oublie délibérément l’une des règles d’or de l’éthique de la communication : faire attention à éviter les effets négatifs possibles qui en découlent.

Si, en fait, la publicité utilisât d’une manière rigoureuse, et certainement acceptable, une sorte de langage « pur » c’est-à-dire qui a été est épuré de la ruse commerciale et médiatique qui en définit le genre, aucun moyen de la distribution de masse n’aurait plus de raison d’être. Il est évident que même dans la publicité doivent être respectés les principes de base, sur le plan éthique et de la langue, et il est également vrai que l’usage de l’ironie, comme catégorie rhétorique, devrait être plus souvent offerts pour la consommation de ceux qui utilisent le produit final. En ce faisant, même les contenus les plus difficiles et délicates, mais stratégiques pour une bonne efficacité médiatique, seraient vidés et filtrés, et éclairés par un principe de responsabilité que la publicité ne connait pas. Et que même la langue que nous utilisons quotidiennement dans notre conversation « ça va pas la tête ? », « t’es fou, toi », « t’es un cas clinique »… au fond ne prévoit pas. La meilleure publicité, celle-là faite par des professionnels avec une préparation sérieuse (pas seulement pseudo génies créatifs) n’est pas par hasard plus proche de l’art que de la commercialisation et est en mesure d’utiliser le récit pour manipuler et soulager la présence d’un trouble, d’une maladie, d’un défaut. De cette façon, les défauts, les maladies, les troubles peuvent devenir des traits d’identité humaine riche et pas de limites à exorciser avec un humour qui ne fait pas mouche et heurte souvent. Exactement l’action culturelle du film magnifique « Le Discours d’un roi », qui raconte avec légèreté et en mouvant la relation entre le roi George VI (père de la reine Elizabeth) et son bégaiement invalidante.
Cliquez ici pour télécharger le trailer http://www.youtube.com/watch?v=S3vXVZundqQ

HURTING CHEESE

A well-known French company that produces processed cheese sold in a famous packaging made of red wax, has recently used a catch phrase for its summer advertisement about which it is very difficult not to wonder: “A holiday for mental patients”. The National Union of Parents of people with mental disability has attacked it remarking how this message seriously injures dignity. The General Director of the company has admitted a lack in the vigilance but has also said that their intention was not offensive (click here: http://www.young.it/index.php?option=com_easyblog&view=entry&id=2539&Itemid=89).

It is clear that the language used by advertising is by definition biting, arrogant and full of subliminal messages and it deliberately forgets one of the golden rule of the communication ethical code: paying attention to its possible negative effects. If advertising would use a “pure” language in a strict  and sharable way, without business and media cunnings that define its genre, no media would find any reason to exist. It is also clear that advertising must respect basic ethic and language principles and also irony as a rhetorical category should be used considering the final user. In this way, even the most difficult and awkward issues that are strategic for a good communication would be drained and screened and also lightened by a responsibility principle that advertising does not know. Cosidering that also our daily language is full of phrases such as “it’s sheer madness”, “you are out of your tree”, “you are a clinical case”…

Not surprisingly, the best advertising made by serious and competent professionals (and not simply creative little geniuses) is much more closer to art than to marketing and can use narration to handle and lighten the presence of a disorder, a disease or a defect. In this way, defects, diseases and disorders can become traits of a richer human identity and not limits to exorcise with a humor that always fails and often hurts.

This is exactly the cultural operation made by the beautiful movie “The King’s Speech” that tells in a light and moving way the relationship between George VI (father of Queen Elizabeth) and its paralysing stutter.

Click here to see the trailer: http://www.youtube.com/watch?v=S3vXVZundqQ

Condividi, Stampa ed Invia ad un Amico
  • Facebook
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • Add to favorites
  • PDF