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SCOPERTE SCIENTIFICHE DI CARTA E DI CARTONE

cronaca evidenza

Di Nicola Ferraro.

La situazione fino ad oggi consolidata dei rapporti tra giornalismo e ricerca scientifica è chiara e nota. I giornalisti ricercano spesso lo scoop “pompando” ad arte le notizie, quando è possibile e, a volte per presunzione, anche quando non sarebbe possibile.  Presunzione che, come accade in qualsiasi ambito della vita, spesso si sposa con l’ignoranza: termine da intendersi nell’accezione più propria e non in senso dispregiativo.

Fin quando il “pompaggio” giornalistico si gioca sull’enfasi il risultato finale può essere ancora accettabile. Quando però l’enfasi diviene innamoramento per la notizia da raccontare, l’ignoranza emerge in tutta la sua caratura. Spesso tali innamoramenti impropri non sono corrisposti dai ricercatori, ma quando non vengono stroncati sul nascere (il gusto per lo scoop è molto contagioso anche tra le provette),  questi amori complicano lo scenario e creano disinformazione.

In questi tempi di crisi, fatti anche di confronti crudi e serrati e di prese di posizione sempre meno sfumate, si registrano novità anche sul fronte dei rapporti tra giornalisti e ricercatori. Negli ultimi giorni sono state avanzate ben due richieste di rettifica fatte da scienziati a giornalisti e un lavoro scientifico cerca di stabilire quanto condizioni i ricercatori la presenza dei social network nella realtà mediatica contemporanea (vedi). È un’altra piccola-grande notizia che la redazione registra con piacere.

La prima smentita riguarda un’importante scoperta in ambito oncologico (vedi) e (vedi), venduta (con il parere contrario dei diretti interessati) come la sconfitta del cancro (vedi).

La seconda è l’invito rivolto ai giornalisti a non confondere desistenza terapeutica con eutanasia (vedi), come accaduto nel caso della morte di Giovanni Paolo II e più recentemente del Cardinal Martini di cui la redazione ha parlato nel corso di un’intervista con la nipote: l’avvocato Giulia Facchini (vedi).

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GLI SBAGLI FORMALI DIMEZZANO LA METÀ DEI FINANZIAMENTI PER LA RICERCA EUROPEA

politica sanitaria evidenza

   

Una volta uccideva più la lingua della spada, ora uccide più la burocrazia della concorrenza. E stiamo parlando di concorrenza nell’ambito della ricerca scientifica: che esiste ed ha regole precise, come dimostrano, in negativo, i falsi svelati da The Lancet, la più prestigiosa rivista medica al mondo (vedi).

Dopo i falsi di Lancet per ottenere finanziamenti con cui continuare ricerche (vere o false?) ora tocca agli errori formali, scovati Nature nelle richieste di finanziamento pubblico da utilizzare in laboratorio: un flagello che penalizza in Europa la metà della potenzialità operativa dei laboratori sparsi nel Continente (vedi). La colpa? La proverbiale distrazione dei geni tra le provette o la farraginosità di procedure burocratiche che definire complesse (se ci riferisce alla Comunità Europea) è un eufemismo?

Nicola Ferraro

LES ERREURS FORMELleS  FRAPPENT LA MOITIÉ DES FINANCEMENTS DE LA RECHERCHE EUROPÉENNE

Il était une fois, quand la langue tuait plus que l’épée, aujourd’hui c’est plutôt la bureaucratie qui tue plus que la concurrence. Et nous sommes en train de parler de la concurrence dans la recherche scientifique qui existe et qui a des règles spécifiques, comme montré en négatif, les faux dévoilé par The Lancet, la revue médicale la plus prestigieuse du monde (voir).
Après le faux de The Lancet pour obtenir le financement de la recherche (Vraie ou fausse ?) est maintenant le moment des erreurs formelles, trouvées par Nature dans les demandes de financement public à être utilisé en laboratoire : un fléau qui pénalise en Europe la moitié des laboratoires partout sur le continent (voir). À blâmer ? La distraction proverbiale de gènes entre les tubes ou plutôt la lourdeur des procédures bureaucratiques qui peuvent être définies, avec un euphémisme, complexes (si on parle de la Communauté européenne) ?

FORMAL ERRORS HALVE THE HALF OF EUROPEAN RESEARCH FUNDINGS   

Once gluttony killed more than the sword. Now bureaucracy kills more than competition. We are talking about competition is the scientific field. It does exist and has precise rules as it has been shown in a negative way by the false reaserches discovered by The Lancet, the most eminent medical magazine in the world (see: vedi).

After the false reaserches discovered by The Lancet made in order to obtain fundings to go on with (true or false?) researches, now it is the turn of formal errors. Nature has discovered them in some requests for public fundings to be used in laboratory. In Europe this plague penalizes the half of the operational potentiality of laboratories (see: vedi). Whose fault is it? Is it the fault of the proverbial distraction of test tubes genius or the confused bureaucratic procedures (referring to the European Community) that are euphemistically defined as complex?

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EP67: ULTIMA PANACEA CONTRO LE INFEZIONI?

novita evidenza

   

“EP67”, un nome telegrafico per grandi aspettative in ambito medico-sanitario (vedi). La sigla identifica una proteina sintetizzata in laboratorio, già usata dall’industria nella produzione dei vaccini, che è in corso di sperimentazione con l’obiettivo preciso, di attivare in tempi brevissimi il sistema immunitario per far fronte alle aggressioni da patogeni batterici e virali particolarmente pericolosi. Secondo i ricercatori basterebbe la sola somministrazione della proteina per ottenere una risposta immunitaria efficace. Il nuovo farmaco non avrebbe quindi una valenza terapeutica di prevenzione e, verosimilmente, non potrebbe sostituire la pratica vaccinale che mette al riparo dall’infezione causata da un agente patogeno. C’è da dire  però che la sua azione è stata monitorata (su modelli animali) prima che l’avvenuta infezione da virus influenzali producesse sintomi…

I primi studi condotti sui topi sono molto incoraggianti e i ricercatori si sbilanciano nel prevedere alla molecola un brillante futuro da “solista”, dopo un’onesta carriera giocata,  “in coro”, come adiuvante dei vaccini.

Sul fronte della lotta all’influenza (in ambito umano e animale) il suo ruolo forse più importante: la molecola si candida infatti a depotenziare gli attacchi virali potenzialmente letali. Un ruolo, questo, molto importante che potrebbe porre fine alla rincorsa (costellata sempre da… virulenti polemiche) di “supervaccini” in caso di vere o presunte epidemie da “supervirus influenzali”.

Il percorso di validazione scientifica di questa molecola ha già raggiunto il livello di pubblicazione su “PLoS One” (vedi) e (vedi) ed è quindi a pieno titolo tra gli argomenti di cui i ricercatori più accreditati scientificamente dibattono.

Di questo argomento, fornendo anche accesso all’articolo originale pubblicato da PLoS One, parla Quotidianosanità.it (vedi).

Nicola Ferraro

EP67: LA DERNIÈRE PANACÉE CONTRE LES INFECTIONS ?

« EP67 », un nom télégraphique pour des attentes élevées dans le secteur de la santé (voir). Le code identifie une protéine synthétisée en laboratoire, déjà utilisée par l’industrie pour la production de vaccins qui est en train d’être expérimentée dans le but précis, d’activer dans un temps très court le système immunitaire pour réagir aux attaques de pathogènes bactériens et viraux le plus dangereux. Selon les chercheurs suffirait d’administrer la protéine pour obtenir une réponse immunitaire efficace. Le nouveau médicament n’aura pas donc une valeur thérapeutique pour la prévention et, éventuellement, ne sera pas un substitut pour la pratique de vaccin qui protège contre l’infection causée par un agent pathogène. Il faut dire, cependant que son action a été suivie (dans des modèles animaux) avant que l’infection du virus de la grippe produise des symptômes…

Les premières études menées sur des souris sont très encourageantes et les chercheurs s’hasardent dans la prévision d’un avenir radieux pour la molécule comme un « soliste », après une carrière honnête joué « en chœur » comme adjuvant des vaccins.

Dans la lutte contre la grippe (dans le domaine de l’homme et de l’animal) son rôle peut-être le plus important : il s’agit d’une molécule candidate pour désamorcer les attaques de virus potentiellement mortels. Un rôle, ceci qui est très important et qui pourrait mettre fin à la course (toujours parsemée par… des polémiques virulentes) aux « super vaccins » dans le cas d’épidémies réelles ou présumées des « super virus » de la grippe.

Le chemin de la validation scientifique de cette molécule a déjà atteint le niveau de la publication de « PLoS One » (voir) et (voir) et il est donc devenu l’un des dont les chercheurs scientifiquement le plus accrédités débattent.

De ce sujet, en fournissant aussi un accès vers l’article original publié par PLoS One, parle Quotidianosanità.it (voir).

IS EP67 THE LAST PANACEA AGAINST INFECTIONS?

“EP67” is a very concise word bringing with it great expectations in the health care field (see: vedi). It identifies a synthetic protein already used in vaccines production. This protein is now undergoing a trial with the specific aim to activate the immune system in a very short time in order to face particularly dangerous attack by pathogens and viruses. According to the researchers, the only intake of the protein would allow an effective immune reaction. The new drug would not have a preventive therapeutic worthiness and would not be able to replace vaccines. Nevertheless, its action has been monitored (on animals models) before the animal becomes ill..

The first trials on mice are very encouraging and researchers foresee a shining “solo” future for the molecule after a honest career played “in unison” as vaccines adjuvant.

Its role is maybe more important on the side of the fight against human and animal flu: the molecule can reduce potentially lethal viral attacks. This is an important role that can determine the end of the search of “super vaccines” (and their polemic consequences) in case of real or presumed “super virus flu” epidemics.

The scientific validation of this molecule has already reached the publication on “PLoS One” (see: vedi) and (see: vedi) and it has legitimately its place among the most debated and qualified scientific issues.

Quotidianosanità.it (see: vedi) talks about this issue also allowing the access to the original article issued by PLosOne.

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RICERCA SCIENTIFICA SUL WEB: UN NUOVO SITO PER INFORMARSI GRATUITAMENTE

ricerca evidenza

FreeFullPDF.com è un nuovo sito dedicato alla ricerca scientifica e alla letteratura che comunica novità e scoperte. Ne dà notizia il DoRS in un articolo del suo portale specificando che lo scopo di questo sito è di agevolare la reperibilità di informazioni e di pubblicazioni ad accesso libero sul Web. In questo nuovo servizio si possono trovare articoli di diversi campi e discipline tra cui, scienze della vita e salute, fisica, ingegneria, scienze sociali ed umane.
Ogni documento può essere scaricato gratuitamente e salvato in formato pdf.
A dar vita a questa iniziativa culturale è un’azienda di innovazione tecnologica francese (knowmade.com) specializzata nella ricerca e nell’analisi di fonti informative in ambito scientifico. Le pubblicazioni indicizzate nel database sono state selezionate a partire da un insieme di 10.000 fonti informative di tipo tecnico-scientifico e biomedico.
La ricerca in FreeFullPDF.com può essere svolta semplicemente scrivendo le parole chiave nella finestra di dialogo. L’uso della lingua inglese consente la restituzione di un numero maggiore di risultati e di migliore qualità. Per effettuare una ricerca specifica è possibile leggere le regole descritte al seguente link http://www.freefullpdf.com/operators.html

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SCRIVI UN MAIL A DARWIN

novita evidenza

   

La Royal Society (vedi), tempio laico del sapere scientifico nei cui banchi si sono seduti Newton, Darwin, Hawking… mette in Rete i suoi archivi (vedi). Una bella lezione di cultura che va molto oltre la semplice importanza scientifica della decisione, un esempio concreto di come potremmo utilizzare in modo molto più intelligente Internet e forse persino una provocazione in “salsa british”. Nonostante la diffusione planetaria, infatti si sfruttano ancora poco le potenzialità offerte dalla Rete che potrebbe contribuire molto di più ad ottimizzare le risorse: sociali, culturali, economiche, umane.

Poco sfruttata la teleconferenza, la consultazione telematica degli archivi, persino la multimedialità che tutto sembra pervadere nel mondo dei media. Come era avvenuto negli anni ’70 con la moda dell’Hi Fi per la musica “si privilegia il fascino della tecnologia alla passione per l’ascolto musicale”. Diventa una moda il possesso dell’ultimo gadget tecnologico per comunicare in maniera compulsiva e si utilizza una parte infinitesimale delle possibilità offerte da quell’hardware e da quel software.

Da bambino imperava il mito tragico (e spesso controproducente) del “gioco istruttivo”: generazioni di sessantenni hanno iniziato ad odiare la scienza sin dalle elementari grazie al “Piccolo chimico”. Ma la scoperta del sapere si faceva attraverso enciclopedie (spesso improbabili) consultate quando non c’era l’imposizione a leggere. Oggi, che grazie alla Rete abbiamo a disposizione tutto il sapere, non sappiamo, come dice Umberto Eco, cosa farcene.

È il senso di inadeguatezza frustrante che contraddistingue la nostra epoca: fatta di fughe in avanti, con la conquista di territori inesplorati che poi non siamo in grado di abitare. Possiamo creare la vita in laboratorio ma ci scanniamo ancora sulla definizione stessa di vita. Siamo probabilmente giganti della tecnologia e nani della cultura vera, la leva dell’evoluzione della nostra specie?

Nicola Ferraro

Ecrire un mail à Darwin

La Royal Society (voir), temple laïc de la connaissance scientifique sur les banques de la quelle se sont assis Newton, Darwin, Hawking … met en ligne ses archives (voir). Une belle leçon de culture qui va bien au-delà de l’importance scientifique brute de la décision, un exemple concret de la façon tellement plus intelligente de utiliser Internet et peut-être même une provocation « en sauce britannique ». En dépit de la propagation dans le monde entier, en fait, il n’est pas encore exploité le potentiel offert par le réseau, qui pourrait contribuer beaucoup plus à optimiser les ressources : sociales, culturelles, économiques.

Peu exploitée la téléconférence, la consultation en ligne des archives, le multimédia même qui semble imprégner tout le monde des médias. Comme cela s’était produit dans les années 70 avec la mode Hi Fi pour la musique : « Nous préférons le glamour de la technologie à la passion pour l’écoute de la musique ». C’est une mode la possession du gadget technologique nouveau pour communiquer d’une façon compulsive tout en utilisant une infime partie des possibilités offertes par ce hardware et ce software.

Quand on était des enfants, régnait le mythe tragique (et souvent contre-productif) du « jeu éducatif » et des générations de baby-boomers ont commencé à détester la science dès le primaire à travers le « Petit Chimiste ». Mais la découverte de la connaissance a été faite à travers des encyclopédies (souvent peu probables), qu’on consultait quand il n’y avait pas l’obligation à la lecture. Aujourd’hui, grâce à l’Internet, nous avons toutes les connaissances mais nous ne savons pas, comme Umberto Eco dit, qu’est-ce qu’il faut faire avec.

C’est ce frustrant sentiment d’inadéquation qui caractérise notre époque : caractérisée par fuites en avant, avec la conquête de nouveaux territoires que nous ne sommes pas en mesure d’habiter. Nous pouvons créer la vie dans le laboratoire, mais nous nous massacrons encore sur la définition même de la vie. Nous sommes probablement géants de la technologie et de nains de la vraie culture, le levier de l’évolution de notre espèce ?

WRITING AN EMAIL TO DARWIN

The Royal Society (see: vedi), secular  temple of scientific knowledge, among whose members we remember Newton, Darwin and Hawking, has uploaded its archives (see: vedi). It represents a good lesson of culture that goes beyond the simple scientific importance of the decision, a concrete example of a clever use of the internet and maybe also a provocation in the “british style”. In spite of its worldwide diffusion, internet potentialities are not so used although their contribution to social, cultural, economic and human resources.

Conference calls, archives telematic consultation and multimedia are not so exploited even though they seem to permeate the world of media. As for Hi-fi trend concerning music in the 70’s, “technology charm is privileged to music listenign”. Owning the last technologic gadget allowing to communicate in a compulsive way is a trend and even the possibilites offered by those hardware and software are exploited in an infinitesimal way.

The tragic (and often self-defeating) myth of the “educational game” was very trendy in chidhood: generations of sixty-year-old people started hating science since primary school thanks to the “Chemistry Set”. The discovery of knowledge was made through (often improbable) encyclopaedias consulted when reading was not compulsory. Quoting Umberto Eco, now that,thanks to the internet, we have the whole knowledge at our disposal, we don’t even know what to do with it.

This is the frustrating sense of inadequacy marking our age made of forward flights conquering undiscovered territories that we are not able to live in. We can create life in laboratory but we are still fighting on the definition of life itself. Are we probably giants of technology and dwarfs of the real culture though this is the lever of the evolution of our species?

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