Tag Archives: Solidarietà

APPELLO FAIP (FEDERAZIONE ASSOCIAZIONI ITALIANE PARATETRAPLEGICI): ISTITUZIONI DISTANTI

solidarieta

Di Rosa Revellino

La Giornata Nazionale della Persona con Lesione al Midollo Spinale è stata indetta con la direttiva del Presidente del Consiglio pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 11 del 15 gennaio 2009.
E negli intenti della FAIP (Federazione Associazioni Italiane Paratetraplegici)  quest’anno c’era l’organizzazione di un evento nazionale programmato per lo scorso 4 aprile, la cui realizzazione è stata bloccata dalla difficile situazione politica italiana. A tal proposito Vincenzo Falabella, presidente della FAIP, ha spiegato le ragioni di questo rinvio: «A causa di un mancato riscontro da parte dei referenti istituzionali interessati, non sarà possibile svolgere l’incontro da noi proposto, quest’anno, per la Giornata Nazionale. Questo momento politico particolarmente precario e incerto non incoraggiava all’ottimismo e tuttavia abbiamo creduto di poter superare le difficoltà, contando su un impegno straordinario da parte di tutti, per il successo dell’iniziativa. Ci troviamo quindi costretti ad annullare l’evento, ma solo per rinviarlo a un momento più favorevole, in cui sarà possibile misurarsi con tutti i soggetti interessati alla dimensione tematica proposta e restituire sostanza e visibilità alla riflessione.»
Nonostante queste difficoltà si è tenuto presso la sede FAIP di Roma un altro incontro a cui hanno partecipato i responsabili di tutte le principali Società Scientifiche del settore e delle Unità Spinali. Vincenzo Falabella ha spiegato: «Vogliamo dare continuità al percorso di confronto e collaborazione già da tempo avviato con le Società Scientifiche e con le Unità Spinali, per arginare il rischio di un’ulteriore erosione del diritto alla salute e per favorire l’implementazione dei servizi dedicati a un’appropriata presa in carico delle persone con lesione al midollo spinale su tutto il territorio nazionale.»

Fonte:

http://www.superando.it/2013/04/03/lesioni-midollari-avanti-tutta-pur-tra-le-difficolta/

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IL CALCIO: FONTE DI PROMOZIONE SOCIALE E CULTURALE

novita evidenza

   

Di Nicola Ferraro.

Di calcio si parla troppo e spesso a sproposito. In modo “raffinato”, ad esempio, si lusingano le menti deboli del tifo più becero per vendere biglietti e gadget e poi ci si stupisce delle violenze evocate. Eppure “il più bel spettacolo del mondo” sembra sempre aver la forza di sopravvivere, ai moralisti del lunedì, ai falsi profeti e ai cretini veri sempre all’opera. Le radici culturali del tifo calcistico affondano non a caso in un’eredità antropologica vecchia quanto il mito e probabilmente sono una sua gemmazione visibile e praticabile proprio oggi (grazie alla tecnologia al servizio dei media), in forme nuove e intensità impensabili anche pochi anni addietro.

Questa intensità non ha sempre connotati negativi come il moralismo vorrebbe farci credere. Al di là degli aspetti  “nobili” puramente sportivi il calcio è ad esempio anche luogo d’integrazione vera e soprattutto a favore dei disabili. Lo testimoniano gli atti di solidarietà sociale praticati dalla maggioranza dei club e, per alcune squadre, la stessa composizione del tifo: nel Torino FC, per esempio, è attivo il club dei tifosi “Tori Seduti”: una realtà calda e persino autoironica, come il titolo rivela (vedi).

L’AS Roma poi ha in queste settimane lanciato un’iniziativa che definire originale è poco: portare i ciechi di fede giallorossa allo stadio e raccontargli la partita seguendo le indicazioni operative di un non vedente (vedi).

FOOTBALL : SOURCE DE PROMOTION SOCIALE ET CULTURELLE

De football on parle trop et souvent mal. D’une façon « raffinée », par exemple, on flatte les esprits faibles des supporters plus vulgaires pour vendre des billets et des gadgets et puis on est surpris par la violence évoquée. Pourtant, « le plus beau spectacle du monde » semble avoir toujours la force de survivre, aux moralistes du lundi, aux faux prophètes et aux vrais idiots toujours au travail. Les racines culturelles des supporters de football ne résident pas par hasard dans un héritage anthropologique aussi vieux que le mythe et elles sont probablement l’une de ses branches aujourd’hui visible et viable (grâce à la technologie au service des médias), avec de nouvelles formes et intensité qui étaient impensables il y a quelques années.

Cette intensité n’a pas toujours les connotations négatives telles que la morale voudrait nous faire croire. Au-delà des aspects « nobles » purement sportifs le football est aussi un lieu de véritable intégration et en particulier pour les personnes handicapées. Comme en témoignent les actes de solidarité sociale pratiquée par la majorité des clubs et, pour certaines équipes, la même composition des supporters : dans la Torino FC, ​​par exemple, le fan club « Tori seduti » est actif : une réalité chaude et même ironique, comme le titre révèle (voir).

AS Roma puis, ces dernières semaines a lancé une initiative que c’est réductif définir originale : mener les aveugles avec foi rouge et jaune dans les stades e lui raconter le jeu en suivant les directives opérationnelles d’un aveugle (voir).

SOCCER CAN BE A SOURCE OF SOCIAL AND CULTURAL ADVANCEMENT

When talking about soccer, too many words are talked out of turn. For instance, in a very “polished” way, weak minds of the worst cheer are pleased in order to sell tickets and gadgets making the consequent aroused violences a surprise. Nevertheless, “the most beautiful show in the world” seems to have the energy to survive to Monday’s moralists, false prophets and real stupids always at work. Not by chance, the cultural roots of soccer cheer find their ground into an anthropological heritage that is old as myth. They are maybe one of its clear possible gemmation thanks to the technology at the service of media, in new shapes and unimaginable intensity just few years before.

This intensity does not have only negative characteristics as moralists would like to make us believe. Beyond the “noble” aspects connected to sport, soccer is for instance also the place of a real integration especially in favour of disabled people. The social solidarity made by the majority of soccer teams gives evidence to it and, for many teams, the composition of cheer itself is a witness of it. For instance, the club of supporters of Torino FC called “Sitting Bulls”  represents a real and self-ironic reality (see: vedi).

Roma AS has launched in these days a very original initiative: taking their visually impaired supporters to the stadium and tell them the match according to the operational indications of one of them (see: vedi).

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ONAOSI: CONOSCERE PER VALUTARE

cronaca evidenza

In redazione, il 29 giugno, ci è arrivato il comunicato che riproduciamo integralmente.

<< COMUNICATO ONAOSI

Prot.: PRESIDENZA – 1526/u del 29/06/2012

Egregio Direttore,

Le invio il comunicato congiunto a sostegno e a difesa della stabilità dell’ONAOSI per garantire anche in futuro l’assistenza degli orfani dei Sanitari italiani.

Il documento è stato sottoscritto dalle Federazioni degli Ordini Professionali dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, Veterinari , Farmacisti e da tutte le Rappresentanze Sindacali di categoria dei Sanitari italiani più rappresentative e presentato in occasione della Conferenza “ONAOSI: quale futuro per il welfare? Un secolo di assistenza ai Medici, Veterinari, Farmacisti e Odontoiatri italiani” svoltasi il 28 giugno 2012 presso la Camera dei Deputati – Palazzo San Macuto in Roma con la regia del Presidente Serafino Zucchelli, alla presenza di Parlamentari italiani, degli Ordini Professionali, Rappresentanze di categoria e con la partecipazione del Ministro della Salute Renato Balduzzi.

Considerata l’importanza si prega cortesemente di darne massima divulgazione.

Ringraziando per l’attenzione, si porgono distinti saluti.

f.to DR. UMBERTO ROSSA

Consigliere ONAOSI – Delegato alla Comunicazione>>

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IL VOLONTARIATO ITALIANO

dedalo

   

Una ricerca condotta su 2.012 associazioni iscritte ai registri regionali e provinciali, promossa dalla FVP (Fondazione Volontariato e Partecipazione) e dal CNV (Centro Nazionale per il Volontariato) fa luce su alcune caratteristiche del volontariato italiano. Innanzitutto c’è una carenza di giovani al di sotto dei 35 anni sia nel ruolo di volontari sia per cariche di tipo istituzionale, presidenti e vicepresidenti di OdV (Organizzazioni di Volontariato). La stessa criticità si riscontra per la presenza delle donne sia ai vertici delle associazioni sia nel campo dell’assistenza. In generale però, dato positivo che emerge dallo studio, il numero dei volontari è aumentato, soprattutto al Sud e in prevalenza nei settori dei beni culturali e del volontariato internazionale.

Inoltre secondo la ricerca risulta che il 22% delle OdV italiane ha meno di 25 soci, il 42% tra 25 e 100 soci, mentre il 35% delle OdV ha più di 100 soci. È il Centro-Italia ad avere il maggior numero di OdV grandi (qui oltre il 43% delle OdV ha più di 100 soci), mentre il Nord-Ovest è l’area che ha il maggior numero di piccole OdV (il 25%). Il coinvolgimento dei cittadini extra-comunitari nelle OdV è molto relativo e si concretizza in fenomeni episodici di collaborazione e partecipazione.
L’aspetto forse più interessante emerge dal rapporto tra crisi economica e associazionismo: sembra infatti, dai punti della ricerca, che l’economia su base associativa, insieme al radicamento territoriale e al consenso sociale siano fattori di resistenza alla crisi; infatti è bene dire che le fonti di natura istituzionale (contributi e convenzioni da enti pubblici) costituiscono sicuramente un ausilio rilevante, ma solo per una OdV su 4. É dunque la struttura associativa e il sistema di partecipazione e integrazione che sta alla base di molte associazioni a costituire una specie di “ammortizzatore sociale” sia per i servizi erogati sia per i lavoratori impegnati in queste strutture.

(Fonte: Redattore sociale)

LE BENEVOLAT ITALIEN

Une enquête  menée auprès de 2.012 associations enregistrées aux registres régionaux et provinciaux, parrainé par FVP (Fondation bénévolat et participation) et CNV (Centre national pour le bénévolat) fait le point sur certaines caractéristiques du bénévolat italien. Tout d’abord, il y a une pénurie de jeunes de moins de 35 ans aussi bien dans le rôle des bénévoles que dans les postes institutionnels, président et vice-président de OdV (Organisation de bénévolat). Le même problème se trouve pour la présence des femmes aussi bien au sommet des associations que dans le domaine des soins. En général, cependant, la donnée positive de l’étude est celle que le nombre de bénévoles a augmenté, en particulier dans le Sud et principalement dans les domaines du bénévolat culturel et international.

Toujours selon la recherche le 22% des OdV italiennes ont moins de 25 membres, le 42% entre 25 et 100 membres, tandis que 35% des OdV ont plus de 100 membres. C’est le centre de l’Italie qui a avoir le plus grand nombre de grandes OdV (ici plus de 43% des OdV ont plus de 100 membres), tandis que le Nord-Ouest est la région qui a le plus grand nombre de petites OdV (25%). La participation des non-citoyens de l’UE dans les OdV est très relative et prend la forme de phénomènes épisodiques de coopération et participation.
Peut-être l’aspect le plus intéressant est lié à la relation entre crise économique et les associations : il semble, des résultats de la recherche, que l’économie des associations, avec les racines locales et le consensus social, sont des facteurs de résistance à la crise ; en effet il faut dire que les ressources institutionnelles (subventions et contrats des organismes gouvernementaux) sont certainement une aide importante, mais seulement pour une OdV sur 4. Il est donc la structure organisationnelle et le système de participation et d’intégration qui est à la base de plusieurs associations à former une sorte de « aide social » aussi bien pour les services fournis que pour les travailleurs engagés dans ces structures.

CHARITY WORK IN ITALY

A research promoted by FVP ( Foundation Charity Work and Participation) and CNV (National Centre for Charity Work) (link: Una ricerca ) made on 2012 associations registered on regional and provincial registers casts light on some features of the Italian charity work. First of all, there is a lack of under 35 people both as voluntary workers and in institutional offices such as president and vice-president of Charity Work Organizations (OdV). There is the same problem for the women presence both at the top of the organization and in the field of assistance.

Generally speaking, the positive datum that comes out from the research is that the number of volunteers has grown especially in the South and mainly in the field of cultural heritage and international voluntary work.

In addition to it, according to the research, 22% of Italian OdV has less than 25 members; 42% has from 25 to 100 members; 35% of OdV has more than 100 members.

The Centre of Italy shows the majority of big OdV (more than 43% of OdV has more than 100 members). North-west of Italy has the majority of little OdV (25%). The involvement of non-Eu citizens is very relative and consists of episodic occasions of collaboration and participation.

The most interesting aspect comes from the relationship between economic crisis and associationism: it seems that associative-based economy together with strong roots on the territory and social consent are factors of resistance against crisis. We must underline that institutional donors (contributions and agreements from public institutions) are for sure a relevant aid  but only for one OdV every 4. The association structure and the participation and integration system that underlie many associations are a sort of social valves both for given services and for the committed workers.

(source: Redattore Sociale)

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AI BAMBINI DI GENOVA 20 MILA EURO. UN AIUTO PER IL DOPO L’ALLUVIONE

cronaca evidenza

 

Venti mila euro sotto forma di voucher all’Istituto Maria Ausiliatrice di Genova dall’associazione Assegno Amico (clicca qui). L’iniziativa è stata realizzata grazie a Edenred (clicca qui), leader nel mercato dei buoni pasto con il marchio Ticket Restaurant®. Saranno spendibili nei punti vendita che aderiscono all’iniziativa, dagli alimentari ai discount, dalle librerie didattiche alle farmacie, e consentiranno alla scuola di riallestire la sala didattica e l’aula informatica, danneggiate dall’alluvione.

 

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